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Al via il crowdfunding immobiliare

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Grazie alla cosiddetta Manovrina 2017, che ha eliminato la limitazione che finora gravava sull’equity crowdfunding, il crowdfunding immobiliare parte anche in Italia.

Inizialmente, infatti, la platea dei possibili beneficiari era ristretta alle “start-up innovative”, definite da Consob come piccole società di capitali (spa, srl o cooperative), da poco attive, impegnate in settori innovativi e tecnologici o a vocazione sociale. Un campo in cui era difficile far ricadere le imprese edilizie, sia vecchie sia di recente costituzione. Ora il testo parla semplicemente di “Pmi”, aprendo il campo, di fatti, a tutti i settori.

Come funziona

Il meccanismo è semplice: chi ha un progetto lo promuove in  Rete e chiede agli utenti del web di offrire dei soldi per aiutarti ad avviarlo, in cambio dell’anteprima del prodotto o di una quota di partecipazione all’interno dell’azienda.

Nel caso del crowdfunding immobiliare gli investitori potenziali  possono dividersi in due categorie. Ci sono investitori abituali, con buona capacità di spesa, che sono pronti a diversificare sul mattone. Poi, c’è una vasta platea di investitori digitali, che cercano in Rete idee attraenti e in linea con i loro interessi, anche a prescindere dalla certezza del ritorno economico. Parliamo di singole persone che magari puntano 500 euro.

Il crowdfunding non è un modo per bypassare il canale bancario. È un tassello che lo affianca e lo migliora, perché il capitale raccolto tramite sottoscrizione rafforza la posizione creditizia del soggetto promotore. Nell’ottica del rendimento di chi investe, invece, per alcuni progetti futuri si sta studiando la possibilità di offrire una sorta di dividendo semestrale che si matura già all’atto della sottoscrizione, prima della commercializzazione degli immobili.

In rete si trovano già alcuni  progetti immobiliare in crowdfunding. Come quelli sui quali può investire attraverso il portale, Walliance, che ha già lanciato una raccolta per un complesso residenziale a Trento. Chiesti 800mila euro per un’operazione che dovrebbe avere un costo complessivo di 10 milioni di euro. In pratica l’8% dell’intero importo necessario all’operazione.

Difficile dire se il crowdfunding immobiliare avrà successo in Italia al pari dell’Inghilterra o degli Stati Uniti.