Home Opinioni La vignetta C’era una voltal’America. Ora è World Due Punto Cina

C’era una voltal’America. Ora è World Due Punto Cina

World Due Punto Cina

C’è stato un tempo in cui un’aquila con le piume a stelle e strisce volteggiava a piacimento su questo pianeta. Ora c’è uno stato che è riuscito a far volare l’aquila in basso.

E’ il tempo di World Due Punto Cina

C’è stato un tempo in cui un’aquila con piume fatte di stelle e strisce volteggiava a piacimento su questo pianeta.

Diffondeva la sua cultura, i suoi principi, attraverso musica, cinema, dollari, armi.

Se la storia degli Stati Uniti fosse un nuovo film potrebbe intitolarsi: “Immigrati al potere” e rappresentare un manifesto per molteplici punti di vista.

Da una parte illuminerebbe gli occhi di uno spettatore che cerca nell’emigrazione una speranza, dall’altra, accecherebbe gli occhi di un indigeno che vedrebbe nello sterminio dei pellerossa un monito, un motivo per considerare l’immigrazione come un problema.

Gli Stati Uniti non sono un paese, sono un mondo, forse per questo hanno sempre considerato il pianeta Terra come un prolungamento dei propri confini e non come un limite.

Negli Stati Uniti tutti i lati oscuri hanno il loro contraltare, spesso luminosissimo.

Per ogni Ku Klux Klan ci sarà sempre un Martin Luther King, in tutti i settori, gli aspetti della vita, dai diritti civili all’economia.

Per decenni i pregi ed i difetti di una nazione hanno fatto girare il mondo, affermato libertà, imposto dittature, lanciato nuove frontiere, chiuso menti… una rivoluzione culturale fatta su larga scala e arrivata al suo culmine con la caduta del Muro di Berlino, la sconfitta del comunismo, l’affermazione di quel liberalismo yankee racchiuso in più di un secolo di storia mondiale.

Una volta raggiunto l’apice, però, si può solo cadere, è una teoria vecchia ma a volte le vecchie teorie formano nuove verità. Oggi l’aquila non vola più così in alto, non è più la sola a guardare la Luna e pensare: “qui posso arrivarci soltanto io…”

La vittoria ottenuta nell’89 con il crollo di quel muro ha rappresentato la fine di un’epoca più che di una potenza, perché era già iniziata una fase di riassetto mondiale, dove uno stato, al cui interno comunismo e liberalismo si mischiano in connubi spesso nebulosi, è riuscita a far volare bassa l’aquila, a far girare il mondo in un altro senso, ponendo al vertice vecchi simboli capaci di creare nuovi ruoli: World Due Punto Cina.