Covid in UK, il piano di Johnson per i prossimi mesi

Covid in UK, il piano di Johnson per i prossimi mesi

15 Settembre 2021 0 Di Camilla Alcini

Il primo ministro inglese ha spiegato in una conferenza stampa il piano del governo per affrontare il covid in UK durante l’autunno e l’inverno.

Covid in UK, il piano di Johnson per l’autunno e l’inverno

In una conferenza stampa Downing Street ha annunciato il piano per combattere la pandemia di Covid in UK nei prossimi mesi.

Il Primo Ministro Boris Johnson apre ricordando la posizione drammatica del paese un anno fa e sottolineando che oggi i numeri sembrerebbero ancora più difficili da affrontare.

Con una media di 30mila casi al giorno, il Regno Unito rimane uno dei paesi con il maggior numero di positivi.

Tuttavia, spiega il governo, c’è una differenza fondamentale rispetto all’autunno 2020: più dell’80% delle persone dai 16 anni in su hanno completato il ciclo vaccinale. Il 90% della popolazione inglese presenta inoltre gli anticorpi.

Il risultato di questa campagna vaccinale è che abbiamo una delle società più libere e una delle economie più aperte in Europa. Ed è per questo che continueremo con la nostra strategia“, ha dichiarato il primo ministro.

In pratica, continueremo ad andare avanti cosi. Continueremo ad offrire i test. Continueremo ad esigere sensibilità e responsabilità. Lavate le mani, usate la ventilazione, considerate di indossare una mascherina in posti affollati con sconosciuti. Restate a casa se non vi sentite bene. Usate l’app di tracciamento“, ha aggiunto, ribadendo le linee guida ormai standardizzate.

Le misure in atto e il piano B

Passando alle misure concrete, Boris Johnson ha dichiarato che nei prossimi sei mesi verranno investiti 5.4 miliardi di sterline nell’NHS, il servizio sanitario nazionale inglese, oltre ai 36 già annunciati la scorsa settimana in programma nei prossimi tre anni.

Ma il governo conservatore guidato da Johnson non si ferma ai confini del Regno Unito: “Cercheremo anche di aiutare a vaccinare il mondo con 100 milioni di dosi per paesi in via di sviluppo entro il prossimo giugno“.

Rimandato, dunque, un Green Pass in versione oltremanica. Ma rimane un piano B, sopratutto in vista della terza dose che verrà offerta ai più fragili che hanno ricevuto la seconda a distanza di sei mesi.

Un occhio di riguardo anche nei confronti delle scuole, dove verranno offerti numerosi tamponi per monitorare i contagi tra i più giovani.

Con un gioco di parole ormai caro al primo ministro inglese si conclude l’aggiornamento del 14 settembre: “Il covid è ancora presente e sfortunatamente è ancora un rischio. Ma sono fiducioso che potremo procedere con il nostro piano e trasformare iniezioni iniezioni iniezioni (jabs jabs jabs) in lavoro lavoro lavoro (jobs jobs jobs)“.