Home Politica Politica italiana Etruria, Orfini attacca Bankitalia e l’audizione di Ghizzoni diventa atto dovuto

Etruria, Orfini attacca Bankitalia e l’audizione di Ghizzoni diventa atto dovuto

Audizione in Commissione Banche del pm Rossi che scagiona Boschi: l'ex giovane turco Orfini esulta e getta la croce su Bankitalia.

Audizione in Commissione Banche del pm Rossi che scagiona Boschi: l’ex giovane turco Orfini esulta e getta la croce su Bankitalia.

Orfini attacca Bankitalia e trasforma in atto dovuto l’audizione di Ghizzoni

Avevo visto bene. Dopo averlo osservato a Palazzo Chigi giocare con la playstation in compagnia dell’ex Capo Scout capii che la metamorfosi del “Giovane Turco” Matteo Orfini sarebbe stata senza ritorno. Convertito al renzismo, premiato con la nomina di presidente del Pd, Orfini si è intellettualmente inesorabilmente perduto alla causa del buonenso. E si è avviato – sempre in compagnia del suo Capetto di Provincia – verso il declinante sentiero politico che lo porterà all’oblio.

Contagiato da renzite acuta, ieri questo Megafono fatto persona, ha fornito ennesima prova della propria vacuità politica molto prossima ai confini della stupidità. Ha esultato dopo le parole pronunciate in audizione presso la Commissione parlamentare Banche dal procuratore di Arezzo Roberto Rossi.

Il procuratore – amicone del Giglio marcio e nell’Era renziana di casa a Palazzo Chigi come consulente degli Affari Giuridici – ha di fatto scagionato da ogni responsabilità Pierluigi Boschi, papà della ex Ministra e oggi Sottosegretaria Maria Elena, e per il fallimento di Banca Etruria ha gettato la croce su Bankitalia.

Tesi peraltro a stretto giro smentita dalla Istituzione bancaria. Per Renzi e per Casini un testimone comodo, perfetto questo Rossi, insomma…

Ed ecco Orfini esultare ed ecco le opposizioni denunciare il conflitto di interesse di Rossi ed invocare l’audizione dell’ex Ad di Unicredit Federico Ghizzoni al quale Maria Elena Boschi si rivolse per un aiutino a Banca Etruria.

Un episodio, questo, raccontato da Ferruccio de Bortoli nel suo libro “Poteri forti”. Una versione per la quale fu annunciata querela dalla stessa Boschi. Ma la denuncia non fu mai presentata… Segno evidente che de Bortoli aveva scritto il vero.

Orfini ora esulta, rinnova le accuse al “distratto” governatore Visco e non si rende conto che la sua caciara finirà col trasformare in atto dovuto l’audizione di Ghizzoni. Una tegola per i Boschi, per il suo Capetto e per se stesso. Il volgo un comportamento come questo di Orfini usa definirlo “stronzata”. Ed è tutto per oggi.