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Furgone sulla folla a New York, è terrorismo

Furgone sulla folla a New York

Furgone sulla folla a New York, le autorità Usa parlano di terrorismo. Il responsabile era un lupo solitario. Ma gli inquirenti cercano tutti i suoi possibili legami.

Furgone sulla folla a New York, è terrorismo

Ormai è chiaro: l’attacco dell’uzbeko che ha lanciato il furgone sulla folla nel giorno di Halloween a New York uccidendo otto persone è un atto di terrorismo. Così, infatti, lo hanno definito le autorità americane che indagano sull’attacco, dall’ufficio del sindaco di New York al Dipartimento per la Sicurezza Nazionale.

E l’uomo – che come ha reso noto il Governatore di New York Andrew Cuomo ha agito da solo ed è probabilmente un lupo solitario – ha scritto in un biglietto trovato nel furgone che ha agito per conto dello Stato islamico (Isis).

Ricostruzione fotografica del luogo in cui il terrorista ha condotto il furgone sulla folla a New York.
Ricostruzione fotografica del luogo in cui il terrorista ha condotto il furgone sulla folla a New York.

Il terrorista che ha condotto il furgone sulla folla è Sayfullo Habibullaevic Saipov, un immigrato proveniente da Tashkent, in Uzbekistan, stato dell’Asia centrale, già appartenente all’Urss e con forte prevalenza di musulmani.

Per condurre l’attacco ha preso a noleggio un pickup bianco, e si è recato nella zona che ha scelto in precedenza: la parte meridionale dell’isola di Manhattan, a New York (nella foto). Il posto scelto, tra l’altro, non è molto lontano dalle Twin towers, le Torri gemelle che sono state distrutte dai due aerei dirottati nell’attacco terroristico dell’11 settembre 2011.

Per portare a segno il suo micidiale attacco, l’uomo che guidava sulla West street ha deviato il pick up su un percorso pedonale, che in quel momento, complice anche la festa di Halloween e il pomeriggio caldo e assolato, era pieno di ciclisti e pedoni.

A quel punto, ha schiacciato il piede sull’acceleratore e si è lanciato sulla folla arrivando a 100 km/h, seminando la morte sul suo percorso. Alla fine di questo momento di follia, concluso quando il pick up ha investito uno scuolabus, saranno otto le persone morte, sei uccise sul colpo e due morte di infarto, e undici feriti.

Ma il terrore non è finito: l’uomo è uscito dal veicolo e ha brandito un paio di pistole, o meglio una sparachiodi e una di quelle pistole a vernice che si usano nei giochi di guerra simulata.

A quel punto è stato intercettato dai poliziotti accorsi sul luogo. Un agente della Polizia di New York gli ha sparato all’addome, riuscendo a stenderlo senza ucciderlo e ponendo fine al tragico pomeriggio di terrore di Halloween.

Dietro il luogo della sparatoria, le tragiche tracce lasciate dal folle: una lunga teoria di biciclette schiacciate, e di corpi di esseri umani morti e feriti, con i passanti che fino a poco prima sono fuggiti in ogni dove, e gli uomini dei servizi di soccorso giunti nel frattempo che hanno iniziato ad occuparsi dei morti e dei feriti.

Le forze dell’ordine, la polizia di New York e l’Fbi, sono accorsi sul posto in forze, hanno completamente circondato e isolato l’area ed hanno iniziato i rilievi e gli accertamenti dei fatti. L’uomo, invece, è stato portato in un ospedale dove è stato sottoposto ad un intervento chirurgico e dove è piantonato dagli inquirenti.

Furgone sulla folla, indagini a tutto campo

Contemporaneamente, l’Fbi che ha preso il controllo delle indagini, ha avviato accertamenti in tutte le direzioni, che hanno permesso tra l’altro di identificare l’autore di questo ennesimo atto di terrore.

Si tratterebbe, perché i dati non sono stati resi noti dalle autorità, di Sayfullo Saipov, un giovane uzbeko di 29 anni, che da ultimo ha vissuto a Paterson, nel New Jersey, a una quarantina di minuti in auto da Lower Manhattan, il luogo dell’attentato. A Paterson, dove vivono circa 150 mila persone e c’è una comunità di 25 – 30 mila immigrati musulmani, Saipov ha fatto l’autista per Uber.

La casa in cui si ritiene che abbia abitato è stata individuata già martedì sera, poche ore dopo l’attentato: gli agenti della polizia l’hanno circondata e perquisita alla ricerca di elementi utili alle indagini.

A quanto sembra, il pick up è stato preso a noleggio da Home Depot, un negozio di Passaic, poco a sud di Paterson.

Inoltre, stando a quanto ha potuto accertare la tv Usa Abc, l’uomo ha vissuto in precedenza a Tampa, in Florida, dove ha imparato a guidare i camion, e prima ancora a Cuyahoga Falls, in Ohio.

Secondo gli inquirenti, l’uomo ha agito da solo, anche perché finora non sono state trovate evidenze che dietro di lui possa esserci una rete più ampia. Insomma, come ha reso noto il governatore di New York Andrew Cuomo in una conferenza stampa, lanciare il furgone sulla folla sarebbe stata l’azione “di un individuo inteso a causare dolore e danno e probabilmente la morte”.

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Pietro Nigro

Giornalista professionista, napoletano, con esperienza di giornalismo su carta, in tv e sul web, nonché di comunicazione e nel mondo dell’impresa.
Ha lavorato soprattutto a Napoli dove si è occupato di economia e politica per il Roma, il Denaro e il Corriere del Mezzogiorno. Ha curato uffici stampa e attività di comunicazione istituzionale, tra gli altri, per il parlamentare europeo Ernesto Caccavale, l’Ordine degli Ingegneri di Napoli, l’Associazione nazionale Consulenti tributari di Napoli, il Consorzio nazionale Acciaio, Anida onlus e Itaca ong.
Come direttore responsabile, ha fatto nascere l’emittente televisiva calabrese Rete 3, e, come vicedirettore, il nuovo sito di informazione www.scelgonews.it.
In precedenza è stato socio fondatore di una nuova impresa di bricchettaggio di lignite in Bashkortostan, di una cooperativa di diversamente abili a Napoli e della prima società italiana di condohotel a Chianciano (Siena).
Attualmente collabora con il Sole 24 Ore.
Nell’autunno 2015, raccoglie e rilancia l’ennesima sfida professionale: avviare www.Italianotizie24.it, una nuova iniziativa editoriale dal “basso”, nata cioè dallo sforzo congiunto di un gruppo di giornalisti di varie parti d’Italia che decidono di “mettersi in proprio” per far nascere il “loro” giornale.