Kabul: l’alba dell’incertezza

Kabul: l’alba dell’incertezza

01 Settembre 2021 1 Di Rebecca Gnignati

Kabul: cosa sta succedendo il giorno dopo la partenza dell’ultimo soldato americano, il generale Chris Donahue.

Questa mattina, Kabul si è svegliata il 1 settembre 2001. Dieci giorni prima che Al Qaeda commettesse l’attacco terroristico che ha sconvolto gli Stati Uniti, uccidendo 2977 persone. Diciannove giorni prima che George Bush, l’allora presidente americano, facesse la dichiarazione di guerra più vaporosa della storia, attaccando il “terrore” e stravolgendo la politica estera americana per il ventennio seguente. Trentasette giorni prima che la prima bomba americana colpisse il suolo afghano e desse il via ad un conflitto che ha ucciso oltre 212 mila tra civili e soldati.

A Kabul, sembra che queste morti non siano mai state. Per strada non ci sono più soldati americano o britannici, solo talebani. Le donne sono in casa, “per la loro sicurezza“. Un governo di stampo islamico, guidato dal leader talebano, Haibatullah Akhundzada, si sta per insediare. È il 1 settembre 2021, ma i vent’anni di progresso sono stati cancellati, ancor prima che il generale Chris Donahue, l’ultimo soldato americano a lasciare l’Afghanistan, riuscisse a toccare il suolo degli Stati Uniti.

Fuori gli americani, dentro Al Qaeda?

A seguito della partenza delle forze NATO, incluse quelle italiane, e dei militari americani, partiti poco dopo mezzanotte, i talebani hanno espresso la loro gioia scaricando dei Kalashnikov nel cielo sopra l’aeroporto di Kabul, appena caduto nelle loro mani. “Ora Kabul é solo nostra”, scrivono, su Twitter, i loro portavoce. Nel Paese, dove dal 15 agosto girano liberi i membri di Al Qaeda ed Isis precedentemente imprigionati nel carcere di Pul-e-Charki, è tornato anche Amin-ul-Haq, ex responsabile della sicurezza di Osama Bin Laden. Il rientro, oltre alla lealtà che Al Qaeda dimostra ogni giorno al nuovo regime, pone la spinosa questione delle future relazione tra talebani, qaedisti e membri dell’Isis-K. Questi ultimi responsabili dei molteplici attacchi di pochi giorni fa all’aeroporto di Kabul e sembrerebbero in opposizione al regime talebano, seppure abbiano un alleato comune nella rete Haqqani, ovvero del capo della sicurezza afghana sulla cui testa vi è una taglia di oltre 5 milioni di dollari.

Nuovo governo: “nessuna donna nelle posizioni di potere”

Mentre dagli Stati Uniti il presidente Biden riafferma la sua assoluta convinzione nella sua scelta, i talebani hanno organizzato una parata militare con le armi abbandonate dagli americani nella seconda città del Paese, Kandahar, e si dicono pronti a formare un governo. Haibatullah Akhundzada, leader religioso dei talebani, dovrebbe annunciare un nuovo governo da un momento all’altro. I membri del nuovo governo dovrebbero venire dalle file dell’Emirato Islamico dell’Afghanistan, il governo ombra che i talebani hanno stabilito nei mesi passati. Un portavoce talebano, Inayatulhaq Yasin, ha detto alla BBC non ci saranno donne nelle posizioni di potere, sebbene possano continuare a lavorare.