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Legge elettorale, fiducia al Rosatellum: per le opposizioni è eversione

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Legge elettorale, il governo pone la fiducia e blocca il voto sul Rosatellum. Le opposizioni insorgono in aula e in strada: E’ eversione.

Legge elettorale, fiducia del governo sul Rosatellum

La riforma della legge elettorale, il cosiddetto Rosatellum, arriva all’ultima spiaggia. O meglio in aula per l’ultima possibilità di approvazione, accompagnato da un mare di emendamenti, ma il governo blocca il voto ponendo la questione di fiducia.

E’ accaduto pochissime volte nella storia d’Italia, con Benito Mussolini durante il Fascismo e con la Legge truffa del 1953. Ed è successo con la votazione sull’Italicum. Per questo le opposizioni, in aula, insorgono e protestano, parlando di eversione. E di lì a poco inizia anche la protesta in strada.

Insomma è un quadro surreale, quello che si presenta agli osservatori presenti oggi in Aula alla Camera.

A scatenare il caos, l’annuncio della presidente della Camera, Laura Boldrini, che il governo pone la fiducia. Porre la fiducia significa formalmente che il Governo fa appello al sostegno del Parlamento. e soprattutto ai 430 deputati su cui sulla carta fa affidamento. Ma di fatto, l’esecutivo blocca ogni discussione sugli emendamenti, e soprattutto ne blocca le votazioni, ed impedisce ai parlamentari di maggioranza contrari alla riforma (forse molti) di votare contro il governo.

I deputati di maggioranza sono rimasti immobili ai loro posti. Ma è dai banchi dell’opposizione che si leva la protesta, dai deputati del Movimento 5 stelle e di Mdp. I pentastellati iniziano a gridare, a fare rumore con la ribaltina del banco, a fischiare e a sventolare le copie del regolamento di Montecitorio. Addirittura un volumetto è sfuggito dalla mano di Danilo Toninelli ed è finito al centro dell’emiciclo.

Analogamente, altre urla si levano dai deputati di Mdp e di Sinistra italiana, tutti in piedi a battere sui banchi in segno di protesta. Il più pittoresco è Ignazio La Russa, Fratelli d’Italia, che dai banchi di destra si leva e brandisce un cartello con la scritta “Hablamos”, parliamo, uno degli slogan della campagna unionista della Catalogna.

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Ignazio La Russa (Fdi) espone il cartello Hablamos? per protestare contro la fiducia posta dal Governo alla votazione sulla legge elettorale (ph. Ansa).

Ma tant’è, la frittata istituzionale, e anche costituzionale perché tale è il rango delle leggi elettorali, è fatta.

Il Governo Gentiloni ha posto la fiducia. Anzi, tre, una per ciascuno dei primi articoli della legge di riforma, che di articoli ne conta in totale cinque.

Fiducie che saranno votate a scrutinio segreto tra domani e giovedì mattina, come ha stabilito la conferenza dei capigruppo. L’appuntamento è per domani alle 1345, quando inizierà la serie delle dichiarazioni di voti, poi dalle 1545 il voto di fiducia sul primo degli articoli del Rosatellum.

A partire dalle 1730 il secondo atto, ancora le dichiarazioni di voto e poi dalle 1930 la votazione sulla fiducia posta al secondo articolo. Giovedì mattina, a partire dalle 9, di nuovo dichiarazioni di voto e dalle 11 votazione sulla fiducia posta al terzo articolo.

Sempre giovedì, dalle 13 in poi, la discussione e la votazione – a scrutinio palese – sugli altri due articoli del testo, con la ventina di emendamenti che li accompagnano.

A seguire, presumibilmente nella stessa giornata di giovedì, l’esame degli ordini del giorno e le dichiarazioni di voto finali prima del voto conclusivo sull’intero disegno di legge. Voto che a norma di regolamento è “secretabile”, ma ancora non è chiaro se verrà chiesto il voto segreto.

 

5 stelle, cittadini convocati a Montecitorio

Quel che è chiaro a tutti, è che il Rosatellum non ha avversari solo tra le opposizioni, ma anche tra le file della stessa maggioranza.

Silvio Berlusconi, sia pur “turandosi” il naso, ha annunciato che Forza Italia è favorevole a una legge che non è ideale, ma il migliore possibile compromesso nella situazione attuale.

Invece, in area Pd i maldipancia potrebberop essere molti, e potrebbero indurre qualche deputato a votare contro. Uno per tutti, Marco Meloni, direttore della Scuola di politica fondata da Enrico Letta, che ha già annunciato il suo voto contrario. “Il governo ponendo la fiducia sulla legge elettorale – ha scritto – ha compiuto un grave strappo istituzionale. Si tratta di una decisione, oltretutto assunta nell’imminenza delle elezioni e rivolta all’approvazione di una legge che – senza modifiche – sottrae ai cittadini anche i residui spazi consegnati dalle sentenze della Corte Costituzionale di determinare direttamente la scelta dei parlamentari, dalla quale dissento profondamente. Per queste ragioni non potrò votare la fiducia al governo”.

Per questo il Movimento 5 stelle fa appello ai cittadini e li invita a radunarsi all’estero di Montecitorio per una manifestazione che inizierà alle 13 e a cui potrebbe partecipare lo stesso Beppe Grillo. Lo scopo, fare rumore, farsi sentire, e far sentire il fiato sul collo ai deputati, se non a incoraggiarli a passarsi la mano sulla coscienza e, nel segreto dell’urna, a votare contro.

“Da domani iniziano i voti di fiducia in Aula alla Camera. Poi il voto finale sarà segreto. – spiega Luigi Di Maio sul blog del Movimento – Più faremo pressione in piazza, più quel voto segreto potrebbe far saltare la Legge. Noi dentro, voi fuori. E’ il momento di fermare questa vergogna. Pacificamente, ma come popolo”.

 

Rosatellum, anche la Sinistra in piazza

E anche Arturo Scotto (Mdp) chiama a raccolta i cittadini e li convoca in piazza per manifestare contro il voto di fiducia. “Stiamo ragionando assieme a tante forze di sinistra – ha detto Scotto in Transatlantico – per manifestare domani al Pantheon, alle 17,30, contro questa decisione del governo di mettere la fiducia”. A favore della manifestazione di domani al Pantheon si è speso anche Pier Luigi Bersani su twitter, a mobilitarsi contro la fiducia sulla legge elettorale partecipando domani alle 17,30 alla manifestazione decisa da Mdp al Pantheon “per la democrazia”.

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Pietro Nigro

Giornalista professionista, napoletano, con esperienza di giornalismo su carta, in tv e sul web, nonché di comunicazione e nel mondo dell’impresa.
Ha lavorato soprattutto a Napoli dove si è occupato di economia e politica per il Roma, il Denaro e il Corriere del Mezzogiorno. Ha curato uffici stampa e attività di comunicazione istituzionale, tra gli altri, per il parlamentare europeo Ernesto Caccavale, l’Ordine degli Ingegneri di Napoli, l’Associazione nazionale Consulenti tributari di Napoli, il Consorzio nazionale Acciaio, Anida onlus e Itaca ong.
Come direttore responsabile, ha fatto nascere l’emittente televisiva calabrese Rete 3, e, come vicedirettore, il nuovo sito di informazione www.scelgonews.it.
In precedenza è stato socio fondatore di una nuova impresa di bricchettaggio di lignite in Bashkortostan, di una cooperativa di diversamente abili a Napoli e della prima società italiana di condohotel a Chianciano (Siena).
Attualmente collabora con il Sole 24 Ore.
Nell’autunno 2015, raccoglie e rilancia l’ennesima sfida professionale: avviare www.Italianotizie24.it, una nuova iniziativa editoriale dal “basso”, nata cioè dallo sforzo congiunto di un gruppo di giornalisti di varie parti d’Italia che decidono di “mettersi in proprio” per far nascere il “loro” giornale.