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Livorno, antologica in omaggio all’artista Nedo Luschi

Un particoalre di SCiuscià, opera di Nedo Luschi.

Al via il 5 agosto a Livorno “Nedo Luschi, l’uomo e l’artista nel centenario della nascita”: mostra di 17 opere pittoriche del maestro livornese.

Livorno, omaggio a Nedo Luschi

“Nedo Luschi, l’uomo e l’artista nel centenario della nascita”: così, con una mostra antologica di 17 opere, Livorno omaggia l’artista livornese scomparso un anno fa e ne ripercorre cinquant’anni di evoluzione artistica e stilistica.

La mostra sarà ospitata a Villa Mimbelli, sarà inaugurata sabato 5 agosto alle 17 e proseguirà fino al 20 agosto.

L’antologica, promossa dal Comune di Livorno e curata da Michele Pierleoni, rende omaggio ad un maestro, scomparso all’età di 99 anni, che insieme a Mario Borgiotti e Renzo Casali fu tra i fondatori dello storico Premio Rotonda nel 1953.

Grande talento e appassionato d’arte, Nedo Luschi cominciò la sua attività alla scuola libera fondata da Beppe Guzzi e all’Accademia di Belle Arti di Brera, collezionando molti premi e riconoscimenti a collettive nazionali e internazionali, e allestendo varie mostre personali. Fece parte del cenacolo di artisti labronici Gruppo Labronico, di cui per nove anni è stato anche presidente.

Le opere esposte percorrono il tracciato artistico di Nedo Luschi attraverso mezzo secolo di pittura, dal 1930 (si parte infatti dal bozzetto che segna l’inizio del suo percorso artistico e che verrà esposto solo il giorno dell’inaugurazione), fino agli anni ’80, attraverso tutta una serie di dipinti non più esposti da svariati anni.

Ampia la sua soggettivistica che spazia attraverso i tanti e diversi temi indagati: paesaggi, nature morte, figure, fiori, ritratti e composizioni, ciascuno dei quali interpretato con una particolarissima tecnica materica fatta di abbondanti colori, di pennellate irruenti, decise e prive di incertezza, volte solo ad afferrare l’essenziale, capaci di infondere alle opere una spinta innovativa di grande lirismo, sempre però tenendo bene presente la gloriosa tradizione post-macchiaiola che egli ha profondamente rispettato e amato nella sua vita.

Tra i quadri, 17 in tutto disposti nella sala degli Specchi e nella sala Peruzzi, da segnalare il dipinto “Sciuscià” (1945) che sarà donato dai figli Carla e Roberto al Comune di Livorno, e “Il bracciante” (1961) già dono della famiglia al Comune nel 2002, in occasione della mostra “Nedo Luschi. Opere 1944-1996” organizzata dalla Fondazione Trossi Uberti.

L’inaugurazione di sabato 5 agosto si svolgerà alle ore 17 nella sala degli specchi alla presenza dell’assessore Francesco Belais e dei figli Carla e Roberto Luschi e sarà preceduta da una conferenza introduttiva a cura del giornalista Mario Michelucci e da Michele Pierleoni, storico-critico d’arte, il primo si concentrerà sulla figura dell’uomo Nedo Luschi, il secondo sull’artista e la sua opera.

“La mostra – spiega l’assessore alla cultura Francesco Belais – è un atto dovuto nei confronti di un talento artistico molto apprezzato in città, che oltre ad aver contributo in modo significativo ad arricchire il panorama artistico cittadino è stato tra i principali e più proficui animatori del dibattito culturale livornese del secondo Novecento. Sono grato alla famiglia per averci fatto omaggio di una sua opera, sarà nostra cura assicurargli la visibilità che merita”.

La mostra, allestita a Villa Mimbelli (via San Jacopo in Acquaviva, 65) è visitabile dal martedì alla domenica in orario 10/13 e 16/19. Chiusa il martedì 15 agosto. L’ingresso prevede il solo pagamento di visita al Museo (6 euro intero e 4 euro ridotto), ad eccezione del giorno dell’inaugurazione in cui si potrà assistere gratuitamente alla conferenza e alla mostra.