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Pre-Seed, dalla Regione Lazio un’opportunità per start up innovative da costituire

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Pre-seed, un bando da 4 milioni di euro in arrivo dalla Regine Lazio per finanziare start up innovative da costituire dopo il 20 aprile 2017.

Pre-Seed, bando della Regione Lazio per nuove start up innovative

Con il bando Pre-seed la Regione Lazio mette a disposizione 4 milioni di euro per stimolare la nascita di nuove realtà imprenditoriali che si collochino alla frontiera dell’innovazione e che contribuiscano a diffondere sempre di più nel tessuto economico laziale i frutti della ricerca e le più recenti scoperte in ambito tecnologico.

L’avviso “Pre-seed” è stato pensato per supportare la creazione e il consolidamento di start up innovative ad alta intensità di applicazione di conoscenza e le iniziative di spin-off della ricerca.

Con questa iniziativa la Regione Lazio vuole sostenere le prime fasi di avviamento della creazione di start up innovative (il “pre-seed” appunto) e aiutarle a consolidare la loro idea di business.

Inoltre, si intende rafforzare il legame tra il mondo della ricerca e le imprese attraverso la promozione di spin-off (per la definizione di start up nata da “spin-off della ricerca” si veda la definizione in fondo).

Le beneficiarie del bando sono tutte le start up innovative (come definite dal DL 179/2012, vi veda la definizione in fondo), con sede operativa nel Lazio, costituite dopo la data di pubblicazione dell’avviso, che avverrà il prossimo 20 aprile.

Le modalità dell’avviso sono pensate per promuovere l’intervento di operatori, come ad esempio i “business angels”, che, nella delicata fase del pre-seed, siano in grado di fornire alle start up innovative anche un sostegno operativo e non esclusivamente finanziario.

La dotazione complessiva del bando è di 4 milioni di euro (fondi Por-Fesr 2014-2020), un contributo a fondo perduto destinato a sostenere due tipologie di attività: le start up nate dagli spin-off della ricerca e le start up innovative ad alta intensità di conoscenza.

Le modalità di concessione ed erogazione dei contributi si differenziano a seconda della tipologia di attività dei beneficiari:

  • start up nate da spin-off della ricerca. In questo caso il contributo va da 10.000 € a 100.000 € e deve corrispondere al massimo alla somma del valore dell’apporto di tempo lavorativo fornito dai “soci innovatori” nel primo anno e del valore dell’apporto di capitale. L’apporto di tempo lavorativo deve rappresentare almeno il 50% del totale degli apporti validi. La Regione intende così finanziare start up costituende nelle quali sia chiara la presenza di almeno un “socio innovatore” proveniente dal mondo della ricerca(pubblica o privata) e che ne valorizzino gli esiti dell’attività di ricerca;
  • start up innovative ad alta intensità di conoscenza. In questo caso il contributo è pari al massimo al 100% dell’apporto di capitale fornito dai soci, con un importo che va da 10.000 € a 30.000 €. In presenza di investitori terzi e indipendenti(investitori professionali, business angels, raccolta tramite equity crowdfunding) che apportino capitale in misura pari ad almeno 10.000 €, il contributo massimo concedibile è pari a 40.000 €. Gli investitori terzi e indipendenti non possono in nessun caso acquisire la maggioranza del capitale sociale. Sono presenti incentivi per i progetti presentati da Pmi aggregate.

Una riserva di 2.500.000 euro è destinata inizialmente al sostegno degli spin-off della ricerca, lasciando fin da subito 1.500.000 euro a sostegno delle Start up Innovative. Decorsi sei mesi dalla data di apertura dello sportello, le risorse eventualmente residue saranno rese disponibili indistintamente per le due tipologie di intervento.

I progetti finanziabili devono appartenere agli ambiti individuati nella Smart Specialization Strategy regionale e ai settori ad alta intensità di conoscenza. In concreto i progetti devono:

  • essere basati su una soluzione innovativa da proporre sul mercato, già individuata al momento della presentazione del progetto sebbene da consolidare; avere dei soci e/o un team dotati di capacità tecniche e gestionali che assicurino il proprio impegno allo sviluppo del progetto;
  • prevedere un piano di attività a un anno che – anche tramite il consolidamento e l’integrazione del capitale tecnologico e del capitale umano iniziale – renda credibile che il progetto entro tale termine risulti di interesse per gli operatori del mercato del capitale di rischio dedicato alle start up.

La presenza di coinvestitori terzi, seppur non obbligatoria, è comunque considerata come un elemento premiante che può incrementare il finanziamento concesso.

Con questo bando pre-seed prende corpo il nuovo piano di interventi per sostenere tutte le fasi di vita delle start up innovative (pre-seed, seed, venture, expansion) denominato “Startup Lazio 2014-2020!”, per il quale la Regione ha stanziato circa 100 milioni di euro. Una cifra che verrà utilizzata perseguendo quattro obiettivi prioritari:

  1. rafforzare l’ecosistema delle start up di Roma e del Lazio;
  2. valorizzare e migliorare le buone pratiche già attivate dalla Regione e da Lazio Innova con i bandi degli ultimi anni;
  3. favorire l’attrazione di nuovi investitori sul territorio per sostenere la crescita e la diversificazione delle imprese e dei soggetti che costituiscono l’ecosistema del Lazio;
  4. sostenere gli spin-off della ricerca per favorire il processo di trasferimento tecnologico e intensificare il rapporto ricerca/innovazione/impresa.

 

Cosa è una start up innovativa (DL 179/2012)

La start up innovativa è una società di capitali la cui attività è avviata da non più di quattro anni, il cui valore della produzione annua non superi i 5 milioni di euro a partire dal secondo anno di attività e il cui oggetto sociale, esclusivo o prevalente sia lo sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico.

L’impresa deve avere inoltre uno di questi requisiti:

  1. spese in ricerca e sviluppo uguali o superiori al 20% del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione;
  2. almeno un terzo della forza lavoro complessiva formata da personale con dottorato di ricerca o in possesso di laurea con almeno tre anni di ricerca certificata in Italia o all’estero;
  3. essere titolare, licenziataria o anche depositaria di almeno una privativa industriale relativa a un’invenzione industriale.
    Definizione di spin-off della ricerca.

Una start up innovativa è qualificabile come “spin-off della ricerca” qualora uno dei soci:

i) abbia un titolo di studio di alta formazione(dottorato di ricerca, master universitario di secondo livello, ecc.), oppure abbia lavorato come ricercatore per almeno 3 anni a tempo pieno, nei 6 anni precedenti la presentazione della domanda;

ii) destini almeno metà del proprio tempo lavorativo al progetto durante il primo anno di attività.

Inoltre, il progetto di avviamento deve valorizzare gli esiti dell’attività di ricerca realizzata e risultante dal curriculum vitae di almeno uno dei soci.

 

Chi intenda approfondire questo argomento può contattare lo Studio Sarcinella ad uno dei seguenti recapiti: Cell. 328.9041502; 346.6306721, www.studiosarcinella.it, studiosarcinella@yahoo.it.