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Qwant, apre in Italia il primo motore di ricerca che rispetta la privacy

La privacy al primo posto. Al secondo la lotta alle fake news. E’ questa la rivoluzionaria filosofia di Qwant, nuovo motore di ricerca appena sbarcato in Italia. Vediamo di cosa si tratta e come funziona.

La grande novità sta nel fatto che Qwant non utilizza cookie per il tracciamento dei dati degli utenti. L’obiettivo principale dell’azienda è quella di proteggere la privacy delle persone. Qwant è nato in Francia nel 2011 e ha ottenuto un finanziamento da 25 milioni di euro dalla Bei, la Banca Europea per gli Investimenti. Il nome Qwant è la crasi di due parole: Quantity e Wanted. Quantity simboleggia la quantità di dati elaborati ogni giorno dalla Rete, mentre Want è la traduzione in inglese del verbo volere. Il motore di ricerca è stato lanciato nel 2013 e ora è integrato all’interno di Firefox. Anche il gruppo Anonymous ha consigliato agli utenti l’utilizzo di Qwant, sostenmeno che è uno dei pochi motori di ricerca che protegge i dati delle persone.

In Italia Qwant è stato presentato pochi giorni fa a Milano, alla presenza di Eric Leandri, presidente e fondatore di Qwant, affiancato ad alcuni famosi blogger italiani come Salvatore Aranzulla e Andrea Galeazzi (due influencer che basano una buona parte del loro successo sulla visibilità nei risultati di ricerca) e da nomi del calibro di Antonio Matrusciello, commissario AGCOM e Francesco Boccia, presidente della commissione bilancio della Camera. L’evento italiano è stato anche l’occasione per presentare ufficialmente il nuovo country manager, Fabiano Lazzarini, figura molto nota nel mondo del business digitale. Una bella sfida che Qwant lancia contro il colosso di Google, ma che non sembra spaventare Leandri, quando dichiara: “Vogliamo rispettare la privacy dei nostri utenti: per questo motivo non piazziamo cookie e non catturiamo alcun dato. Semplicemente cerchiamo di fare bene il nostro lavoro: il motore di ricerca”. “Noi semplicemente anonimizzamo indirizzo IP e agent ID: fare soldi con i dati altrui non è il nostro business”.

Il motore di ricerca, oltre alle particolari funzioni dedicate alla privacy, si definisce etico ed efficiente, e naturalmente in grado di garantire risultati di ricerca imparziali.

Altra caratteristica di rilievo è che Qwant è interamente ospitato su server europei e risponde integralmente alla normativa (e anche alle attenzioni) europee su privacy e tutela del consumatore. Inoltre, secondo Qwant, la politica del motore di ricerca evita radicalizzazioni e apre davvero alla pluralità delle opinioni: “Noi non profiliamo gli utenti e proponiamo a tutti gli stessi risultati; altri motori di ricerca ti profilano e via via tendono a darti solo i contenuti che ti piacciono”.

La policy di Qwant è espressa con ironia anche nel video promo che andrà presto in onda in TV nei prossimi giorni.

 

 

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Francesca Pierpaoli

Dopo la Laurea in Storia del Cinema inizia a scrivere per diverse testate nazionali tra cui La Voce Repubblicana, Avvenimenti e L’Europa dei Cittadini. Dal 2000 al 2003 lavora per Ottagono, rivista leader di design. Giornalista professionista dal 2005, diviene Caposervizio del mensile Ville&Casali, del mensile Kids e di Quattro Zampe. Nel frattempo collabora anche con la rivista Casa Naturale, occupandosi di sostenibilità, progettazione del verde, eco-hotel. Si occupa di viaggi e turismo, design, real estate, food&wine, architettura, infanzia, pet e animali, luxury&lifestyle, cinema e attualità.