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Reati contro i minori, ecco il Report su vittime e colpevoli

Reati contro i minori, ecco il Report su vittime e colpevoli

04 Giugno 2021 Off Di Pietro Nigro

Il rapporto della polizia criminale sui reati contro i minori pubblicato nella Giornata internazionale dei bambini vittime di aggressioni.

Reati contro i minori, ecco la “fotografia” di vittime e colpevoli

Innanzitutto, i maltrattamenti contro familiari e conviventi, violazione degli obblighi di assistenza familiare e violenza sessuale. E le vittime preferite di tutti i reati sembrano essere, per lo più, al di sotto dei quattordici anni, o minorenni di genere femminile, mentre i minori di genere maschile sembrano essere quelli più frequentemente vittime dei reati di abbandono o di abuso di mezzi di correzione o di disciplina. E, se il responsabile della violenza è stato individuato, nell’87 per cento dei casi era un uomo, e nel restante 13 una donna.

E’ questa la fotografia che emerge dal Rapporto dei reati contro i minori elaborato dalla direzione centrale della Polizia criminale e pubblicato nella Giornata internazionale dei bambini innocenti vittime di aggressioni.

La Giornata, che cade oggi, è stata dedicata nel 1982 dall’Assemblea generale dell’Onu per richiamare l’attenzione sulle sofferenze di ogni genere, sotto forma di violenza fisica, psicologica ed emozionale, sia essa subita, mostrata, o addirittura imposta come nel caso dei bambini soldati,  che vengono inflitte ai minori in tutto il mondo.

Il Rapporto elaborato dal Servizio Analisi criminale, di cui fa parte personale di tutte le forze di polizia italiane, riguarda gli anni 2019 e 2020 nonché un confronto tra i periodi 1 gennaio–30 aprile degli anni 2020 e 2021.

Nel Rapporto della Polizia criminale, tutti i dati per comprendere i contorni del fenomeno

La violenza con vittime minori viene inquadrata nel Rapporto in base alle varie fattispecie di reato in cui quella violenza può rientrare:

  • abbandono di persone minori o incapaci,
  • abuso dei mezzi di correzione o di disciplina,
  • adescamento di minorenni,
  • atti sessuali con minorenni,
  • maltrattamenti contro familiari e conviventi,
  • pornografia minorile,
  • sottrazione di persone incapaci,
  • violazione degli obblighi di assistenza ffamiliare,
  • violenza sessuale,
  • violenza sessuale aggravata,
  • violenza sessuale aggravata perché commessa presso presso istituti di istruzione o formazione frequentato dalla persona offesa,
  • violenza sessuale di gruppo.

Reati sessuali e maltrattamenti in famiglia in crescita durante la pandemia

Dal Rapporto emergono e si mettono in evidenza diversi tipi di violenza.

In generale, durante il periodo della pandemia di Covid e del conseguente lock-down, per fortuna il complesso dei reati e delle violenze sui minori è diminuito: nel 2020 si è registrata una complessiva flessione dei reati di specie del 5% (37.902 nel 2019 e 35.960 nel 2020).

Ma al contempo sono aumentati alcuni fra i reati che colpiscono i minori: adescamento (+5%), maltrattamenti contro familiari e conviventi (+3%), pornografia minorile (+20%), sottrazione di persone incapaci (+12%).

In particolare, nei primi quattro mesi del 2021 crescono i reati di adescamento di minorenni (+18%), violenza sessuale aggravata (+11%) e violenza sessuale di gruppo (+19%).

I reati maggiormente commessi, tra quelli analizzati, sono i maltrattamenti contro familiari e conviventi (21.396 nel 2020), la violazione degli obblighi di assistenza familiare (5.150 nel 2020) e la violenza sessuale (3.500 nel 2020), cui si devono però aggiungere i reati di violenza sessuale aggravata (828 casi nel 2020), quella aggravata perché commessa presso istituti di istruzione (34 casi nel 2020) e quella di gruppo (73 casi nel 2020).

Anche le vittime minori, nel complesso, sono calate, dal 2019 al 2020, per la maggior parte dei reati. Sono invece aumentate le vittime di alcune fattispecie di reato, come l’adescamento (+3%), i maltrattamenti contro familiari e conviventi (+11%), la sottrazione di persone incapaci (+3%), violenza sessuale aggravata (+6%), e infine violenza sessuale di gruppo (+75%).

Vittime di sesso femminile, colpevoli maschi tra i 35 e i 54 anni

Le vittime di genere femminile risultano predominanti per quasi tutte le tipologie di reato esaminate (con una percentuale al di sopra del 70%, che supera l’80% per il delitto di violenza sessuale in tutte le sue declinazioni), mentre quelle di genere maschile registrano un’incidenza maggiore, con percentuali intorno al 60 per cnto, per i reati abbandono di persone minori o incapaci, sottrazione di persone incapaci e abuso dei mezzi di correzione o di disciplina.

Infine, l’età delle vittime. la fascia infra-quattordicenne fa registrare il più alto numero di vittime, tranne che per il reato di violenza sessuale. Per questo ultimo reato, le vittime di età compresa tra i 15 e i 17 anni sono le più colpite , perché pesano per oltre il 60 per cento dei casi, mentre l’altro 40 per cento circa è rappresentato addirittura da minori di meno di 14 anni.

In molti dei reati analizzati dal Rapporto sono stati anche individuati gli autori. Ebbene, in quanto agli autori di reato, il genere maschile è predominante rispetto a quello femminile (l’87% contro il 13%), la nazionalità prevalente è quella italiana (72%). Il 32% degli autori di reato sono di età compresa tra i 45 e i 64, un altro 31% è rappresentato da persone di 35-44 anni.

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