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Roma, nomine in Campidoglio: chiesto il rinvio a giudizio della Raggi

Elezioni Virginia Raggi Movimento 5 stelle sindaco di Roma
Elezioni, Virginia Raggi del Movimento 5 stelle diventa sindaco di Roma

Nomina di Marra, la Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio della sindaca Raggi per l’accusa di falso. Archiviato l’abuso di ufficio.

Nomine in Campidoglio, chiesto il rinvio della Raggi

Nomine in Campidoglio, la procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per la sindaca della Capitale Virginia Raggi per l’accusa di falso in relazione alla nomina di Renato Marra, fratello del suo ex braccio destro Raffaele Marra, all’incarico di capo dipartimento per il Turismo. Chiesta invece l’archiviazione per il doppio reato di abuso d’ufficio ipotizzato a proposito delle nomine di Marra e di Salvatore Romeo a capo della segreteria politica. Per lo stesso motivo di quest’ultimo caso, è stata chiesta l’archiviazione anche per gli ex sindaci Gianni Alemanno e Ignazio Marino.

Le accuse mosse alla sindaca erano di falso documentale e di abuso d’ufficio e riguardavano sia la nomina di Marra che quella di Salvatore Romeo a capo della segreteria politica.

Nel fascicolo, la sindaca è finita sotto indagine per aver dichiarato alla responsabile anticorruzione del Campidoglio, di aver deciso, lei da sola, ogni dettaglio di tale scelta, senza consultare l’allora capo del personale del Comune Raffaele Marra, fratello di Renato. Questa circostanza è smentita dalle chat, tra la sindaca e l’ex capo del personale, nelle quali Raggi rimprovera al suo strettissimo collaboratore di averla “messa in imbarazzo” per aver scelto il fratello Renato senza consultarla. Nell’ambito della stessa indagine viene chiesto il processo, per abuso di ufficio, a Renato Marra, già a giudizio per corruzione insieme all’imprenditore Sergio Scarpellini.

Il rinvio chiesto per la Raggi riguarda solo l’accusa di falso, senza l’aggravante che veniva ipotizzata nel caso avesse commesso quel reato per commetterne o nasconderne un altro. E ciò proprio perché è stata chiesta l’archiviazione dell’altra accusa, quella di abuso d’ufficio per la nomina di Romeo. Nell’estate 2016, l’ex capo della segreteria politica della sindaca, con la nuova nomina si è ritrovato a passare da 39mila euro lordi l’anno di stipendio a 110mila, che poi dopo l’intervento dell’Anac sono diventati 93mila. Secondo i pm Ielo e dall’Olio, la promozione di Romeo “non è corretta” perché ha ottenuto “un ingiusto vantaggio patrimoniale”. Ma chiedono l’archiviazione perché nella procedura non c’è stato “dolo”. Nel fascicolo entrano anche le tre polizze sulla vita che Romeo intestò alla prima cittadina, del valore complessivo di 41mila euro. In questo caso, i magistrati chiedono l’archiviazione sia per Raggi, sia per Romeo, entrambi indagati per concorso in abuso d’ufficio.

La Raggi è stata coinvolta nell’inchiesta e nel gennaio 2017 ha ricevuto un avviso di garanzia. E’ stata interrogata il 2 febbraio per oltre otto ore. E l’inchiesta è stata chiusa a giugno. All’epoca è stata chiesta l’archiviazione dell’accusa di abuso d’ufficio della Raggi nell’ambito dell’inchiesta sulla nomina di Marra e quella, sempre di abuso di ufficio della Raggi per la nomina di Carla Raineri a capo di Gabinetto. I magistrati di piazzale Clodio, pur ritenendo quella scelta non legittima e non in linea con alcuni pronunciamenti dalla Corte dei Conti, hanno valutato insussistente l’elemento soggettivo del reato.

La sindaca ha espresso soddisfazione per gli esiti dell’udienza di questa mattina “dopo mesi di fango mediatico su di me e sul Movimento 5 stelle”.

Ma soprattutto la Raggi vanta il significato dell’archiviazione. “Secondo i pm di Roma ho rispettato la legge nella scelta del capo della segreteria politica e del dirigente al dipartimento Turismo ed è stata chiesta l’archiviazione per ambedue le ipotesi di reato”, ha scritto su Facebook.

Non solo. “Per la Procura ho seguito tutte le norme – sostiene sempre la Raggi -. Non ci sarebbe mai stata alcuna promozione che non doveva essere fatta come volevano far credere Pd e destra. Non avrei commesso alcun reato per la nomina di Salvatore Romeo: non c’è mai stato alcun ingiusto aumento dello stipendio. Un’accusa infamante riportata per mesi dai giornali e cavalcata dall’opposizione nel tentativo di screditare me e il MoVimento 5 Stelle. Così come non ci sarebbe alcun abuso nella nomina di Renato Marra. Per mesi i media mi hanno fatta passare per una criminale, ora devono chiedere scusa a me e ai cittadini romani”. Ma anche sull’accusa residua, il falso, la Raggi si dice sicura che sarà fatta chiarezza.

Archiviazione chiesta per Alemanno e Marino

 

La procura ha chiesto l’archiviazione anche delle indagini per abuso di ufficio a carico degli ex sindaci Ignazio Marino e Gianni Alemanno a proposito di alcune nomine da loro effettuate quando erano in Campidoglio. Le indagini a carico dei due ex sindaci sarebbero da archiviare per ‘difetto dell’elemento soggettivo’. Una serie di prassi e precedenti permettevano ed avallavano l’utilizzo di procedure in teoria non corrette nelle nomine.