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Totti-Insigne, passaggio di consegne…

Il capitano lascia il calcio giocato, intanto a Genova brilla la stella dello scugnizzo di Frattamaggiore, che disegna una magìa simile a quelle che faceva il Pupone.

Nel giorno dell’addio al calcio giocato di uno dei più grandi calciatori italiani di tutti i tempi, Francesco Totti, brilla sul campionato la stella di Lorenzo Insigne, unico solo talento nostrano che, forse, del Pupone può considerarsi erede. Insigne come Totti rappresenta una squadra e una città, ha estro, classe, scaltrezza e giocate da campione. Il tempo solo dirà e lo scugnizzo di Frattamaggiore sarà capace di ripercorrere, in maglia azzurra, la straordinaria carriera che il capitano giallorosso ha sciorinato in oltre  25 anni di autentiche magie.

La giornata che ha chiuso il campionato edizione 2016/2017 ha avuto due grandi protagonisti, uno lasciato tristemente solo, dimissionato da chi non l’ha voluto bene fino in fondo, che ha pagato anche per colpe sue un finale di carriera che avrebbe meritato maggiore rispetto e più gloria.

Spalletti ha dato a Totti l’ultima mazzata per un finale molto diverso da quello che l’eroe dell’Olimpico avrebbe meritato e che probabilmente aveva sognato. Il finale con il Genoa, che la Roma ha vinto in extremis blindando a fatica un secondo posto che forse il Napoli avrebbe maggiormente meritato, ha visto scolpita sul volto di Totti la tristezza di un uomo lasciato solo, con la sua malinconica discesa dal podio dei trionfi e del successo.

A Genova, intanto, brillava di luce propria la cavalcata vincente di Lorenzo Insigne, autore di un gol (il secondo dell’ennesima goleada azzurra ai danni della Sampdoria, 4-2), che ha costretto all’ammirazione anche quei dementi, incivili, beoti e mascalzoni tifosi doriani che non hanno trovato di meglio da fare, per lunghi tratti della partita, se non offendere con i soliti cori beceri e razzisti, Napoli e i napoletani. La traiettoria disegnata da Lorenzinho, finita alle spalle di Puggioni, è una stilettata all’ignoranza e un inno alla classe immensa di un giocatore che assieme a Belotti sarà la punta di diamante della Nazionale del futuro.

Una giocata alla Totti, proprio nello stesso stadio in cui il fuoriclasse della Roma segnò, qualche anno fa, uno dei gol più belli della sua lunga carriera. Totti lascia e Insigne esplode, come in un simbolico passaggio di consegne tra chi ha fatto la storia del calcio e chi si candida, con serietà e umiltà, a provarci nei prossimi anni.

La giornata finale fa registrare l’impresa del Crotone che batte la Lazio (3-1) e conquista una serie A che molti “soloni” dei salotti televisivi avevano data per impossibile. In serie B, invece, finisce l’Empoli, sconfitto a Palermo (2-1).

Per il resto ci sono le vittorie di Inter (5-2) sull’Udinese, Torino (5-3) sul Sassuolo e Cagliari (2-1) sul Milan. Vincono ancora anche Juventus (2-1 a Bologna) e Atalanta, che termina la sua stagione al quarto posto (1-0 sul Chievo). Solo un pareggio (2-2), per la Fiorentina con il Pescara al Franchi.