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Non solo cordialità: Trump in Cina firma accordi da 250 miliardi

Non solo cordialità e ospitalità: Trump in Cina ottiene maggiori aperture ai commerci e agli investimenti stranieri. Resta il nodo Nord Corea.

Non solo cordialità e ospitalità: Trump in Cina ottiene maggiori aperture ai commerci e agli investimenti stranieri. Resta il nodo Nord Corea.

Conclusa la visita di Trump in Cina

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Forse è un po’ presto per valutare gli esiti della visita di Donald Trump in Cina, visita che si è conclusa venerdì mattina con la partenza dell’Air Force One verso il Vietnam. Né aiutano molto le dichiarazioni e i commenti ufficiali di ambo le parti. Ma una cosa è certa. L’incontro tra l’inquilino della Casa Bianca e i vertici del governo cinese è stato importante ed ha segnato un significativo passo avanti nei colloqui sui tanti ed importantissimi temi sul tappeto, dalla Corea del Nord ai commerci internazionali.

La visita di Trump in Cina, che è stata inserita in un ampio giro in Asia insieme a Giappone, Corea del Sud e Vietnam, era annunciata d tempo e ricambia quella di Xi Jinping negli Usa.

A sentire Trump, le riunioni che ha avuto a Pechino su questi due temi sono state “molto produttive”. Ed a leggere le agenzie di stampa cinesi, sembra sia partito un “nuovo progetto” nella gestione dei rapporti tra Pechino e Washington.

Il tema sicuramente più caldo, dopo mesi di schermaglie, provocazioni, polemiche e lanci di missili, è sicuramente quello che riguarda la minaccia nucleare della Corea del Nord. Sul punto, Trump ha esercitato pressioni sui suoi corrispondenti cinesi per ottenere un maggiore impegno nel frenare le manovre nucleari cinesi. Non va dimenticato che non solo la produzione e la ricerca di armi nucleari, ma tutta la produzione economica e perfino il sostentamento della popolazione nord coreana dipendono quasi totalmente dagli aiuti cinesi e dal petrolio russo.

Sul secondo punto, le tensioni in ambito commerciale, Trump in Cina è venuto sostanzialmente a consegnare il suo cahier de doleances. Da tempo è noto che Trump intende tutelare le esigenze industriali e commerciali degli Stati Uniti, in qualche modo penalizzate dall’attuale assetto degli scambi. E Trump in Cina ha ribadito che gli attuali accordi bilaterali sono squilibrati a danno degli Usa. Ma ha anche lodato l’atteggiamento del presidente cinese Xi Jinping, che si è dimostrato favorevole ad una maggiore apertura verso le imprese straniere. Senza contare quel tweet, lanciato poco dopo la partenza dalla Cina, in cui il presidente Usa ha fatto esplicito riferimento ad accordi molto produttivi in materia di commerci e sulla Corea del Nord.

Trump in Cina firma accordi da 250 miliardi di dollari

E non a caso, qualche ora dopo la sua partenza, le autorità cinesi hanno dichiarato che intendono diminuire i limiti attualmente posti alla presenza di imprese straniere nelle banche locali e nelle società di gestione del risparmio, e al possesso di azioni nelle assicurazioni. Il che suona come una musica celestiale per i mercati finanziari internazionali.

Sembra, quindi, che Pechino sia oggi più sensibile alle pressioni che riceve sia dai governi occidentali che dai grandi gruppi economici internazionali, che spingono sia per abbassare le barriere protezionistiche contro gli investimenti stranieri in Cina, sia per introdurre misure a tutela della proprietà intellettuale.

Inoltre, in questi giorni, negli incontri tra Xi e Trump in Cina, sono stati siglati comunque un bel po’ d accordi commerciali, per un valore stimato di circa 250 miliardi di dollari.

Il che non è poco, e dovrebbe servire almeno in parte a tacitare quegli osservatori che non sono soddisfatti e che credono che  Trump avrebbe potuto anche esercitare maggiori pressioni, e forse ottenere qualcosa in più, in tema di aperture commerciali. Ma è possibile che abbia rinunciato pur di ottenere la vitale collaborazione cinese nella partita con la Corea del Nord.

Ma è pur vero che Trump ha ancora qualche carta da giocare, magari in un secondo tempo, qualora la partita diventasse più dura. Al momento, infatti, il clima che si è registrato durante la visita di Trump in Cina è stato di estrema cordialità, come hanno rilevato anche gli stessi media cinesi.

Basti pensare che Trump, in un Tweet, ha scritto che “non si può dare colpe alla Cina per gli squilibri commerciali che provocano perdite agli Usa da 100 miliardi di dollari, ma alla incompetenza dei governanti del passato”.

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Pietro Nigro

Giornalista professionista, napoletano, con esperienza di giornalismo su carta, in tv e sul web, nonché di comunicazione e nel mondo dell’impresa.
Ha lavorato soprattutto a Napoli dove si è occupato di economia e politica per il Roma, il Denaro e il Corriere del Mezzogiorno. Ha curato uffici stampa e attività di comunicazione istituzionale, tra gli altri, per il parlamentare europeo Ernesto Caccavale, l’Ordine degli Ingegneri di Napoli, l’Associazione nazionale Consulenti tributari di Napoli, il Consorzio nazionale Acciaio, Anida onlus e Itaca ong.
Come direttore responsabile, ha fatto nascere l’emittente televisiva calabrese Rete 3, e, come vicedirettore, il nuovo sito di informazione www.scelgonews.it.
In precedenza è stato socio fondatore di una nuova impresa di bricchettaggio di lignite in Bashkortostan, di una cooperativa di diversamente abili a Napoli e della prima società italiana di condohotel a Chianciano (Siena).
Attualmente collabora con il Sole 24 Ore.
Nell’autunno 2015, raccoglie e rilancia l’ennesima sfida professionale: avviare www.Italianotizie24.it, una nuova iniziativa editoriale dal “basso”, nata cioè dallo sforzo congiunto di un gruppo di giornalisti di varie parti d’Italia che decidono di “mettersi in proprio” per far nascere il “loro” giornale.