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Usa, turista napoletano ucciso in Arkansas

Il padre e il cugino di Carlo Marigliano, il turista napoletano ucciso a Little Rock in Arkansas.
Il padre e il cugino di Carlo Marigliano, il turista napoletano ucciso a Little Rock in Arkansas.

Un turista italiano di 31 anni, Carlo Marigliano, è stato ucciso in Arkansas mentre viaggiava solo in attesa di incontrare la famiglia.

Arkansas, ucciso un turista napoletano

La polizia dell’Arkansas, negli Usa sta indagando nel più stretto riserbo per cercare di ricostruire l’episodio accaduto a Little Creek in cui è stato ucciso venerdì scorso Carlo Marigliano, un turista italiano di 31 anni che viaggiava solo in attesa di incontrare la famiglia in arrivo dall’Italia.

Figlio di un tassista che lavora a Napoli, Marigliano ha lavorato in salumeria e poi come tassista, prima di diventare agente di commercio. Lascia una moglie e due figli di 2 e 8 anni.

Il turista ucciso, a quanto ricostruito finora, viaggiava solo su una automobile presa a noleggio. Pare anche che volesse trasferirsi negli Stati Uniti, dove già risiedono alcuni parenti. A Little Rock, in North Shackleford Road, è stato ucciso a colpi di pistola.

Alcuni familiari sono giunti dall’Italia per seguire le indagini e sono atterrati lunedì notte all’aeroporto Clinton National. Nella foto, un cugino residente negli Usa e il padre della vittima.

A quanto riferito dai parenti ai media locali, Marigliano avrebbe incontrato la sua famiglia in arrivo dall’Italia la prossima settimana in Florida, dove avrebbero proseguito la vacanza. L’uomo peraltro era già in vacanza in Arkansas insieme ad altri turisti ma, giunto a Little Rock, avrebbe deciso di esplorare la città da solo.

Intorno alle 23 la polizia è stata chiamata per un intervento nel parcheggio di un edificio ed ha trovato la Jeep Cherokee guidata dall’uomo schiantata contro il muro di cinta dell’edificio. Non è chiara la dinamica della sparatoria, che sembra un vero e proprio giallo.

Ma ad infittire il mistero, il fatto che, secondo i familiari italiani, Marigliano non aveva conoscenze a Little Rock e non è nemmeno chiaro quale motivo abbia spinto l’uomo ad aggirarsi per la città.

Ad ucciderlo, comunque, colpi di pistola che gli sono stati sparati contro mentre era alla guida, tanto che Marigliano è anche sbandato ed è andato a sbattere contro il muro del palazzo ed è morto, secondo gli investigatori americani, sulla scena del crimine.

Impossibile per ora sapere di più dalla polizia, che mantiene uno stretto riserbo sulle indagini. Marigliano, peraltro, è una delle cinque persone uccise la scorsa settimana a Little Creek, e il suo è il 36 esimo omicidio verificatosi in città dall’inizio dell’anno.

A quanto emerge dal suo profilo Facebook, non sarebbe nemmeno certo che sia proprio lui la persona trovata morta in Arkansas. La moglie, che sembra gestire il suo profilo Facebook  che forse non riesce ancora ad accettare la morte del marito, addirittura chiede se la polizia abbia identificato correttamente l’uomo.

A quanto emerge dal profilo social, comunque, tutti i riferimenti personali di Marigliano erano nella famiglia, e in particolare nei due figli piccoli, un maschietto di 8 e una femmina di 2 anni.

“Grandi amori” e “sola ragione per andare avanti”, così li ha definiti Marigliano in alcuni post. E poi le foto della moglie – che sembra gestire il profilo insieme a Carlo -, ritratta insieme ai piccoli, felice nelle uscite in famiglia o impegnata in gruppi di preghiera, preghiere condivise con il marito, che spesso pubblicava passi del Levitico e condivideva video o post degli Evangelici Pentecostali di Arpino di Casoria.

Per il resto, sembrerebbe dunque una vita piuttosto tranquilla quella di questo giovane uomo ucciso apparentemente senza motivo a migliaia di chilometri di distanza da casa.