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Marco Zullo - Rubrica Marco di Fabbrica
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3 maggio giornata mondiale della libertà di stampa: lotta e rispetto per i cronisti uccisi

3 maggio giornata mondiale della libertà di stampa: lotta e rispetto per i cronisti uccisi

03 Maggio 2026 Off di Nunzio Ingiusto

Il 3 maggio si celebra la Giornata Mondiale della Libertà di Stampa, istituita per ricordare l’importanza di  un’informazione libera, indipendente e pluralista. Non è una ricorrenza simbolica, ma un momento di riflessione su uno dei pilastri fondamentali delle società democratiche: il diritto di informare e di essere informati.

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“Ogni attacco a un professionista dei media è un attacco volto a mettere a tacere una notizia che ha lo scopo di informare i cittadini” ha detto Anthony Bellanger, Segretario della Federazione Internazionale dei giornalisti

I giornalisti devono svolgere il proprio lavoro senza censura, intimidazioni o pressioni politiche ed economiche, si dice ad ogni latutudine. Quando questo diritto viene limitato, viene meno la possibilità di conoscere la verità, di esercitare un controllo sui poteri pubblici e privati. Secondo l’UNESCO dal 1993 ad oggi sono stati uccisi  oltre 1.600 giornalisti

Il bilancio di Reporters Sans Frontières

L’ultimo bilancio del “World Press Freedom Index 2026” di Reporters Sans Frontières è un bollettino di guerra. In tutto il mondo la libertà di stampa subisce un tracollo mai visto prima. Gli Stati Uniti, finora ritenuto tra i Paesi dove la libertà  di stampa era più tutelata, retrocedono di 7 punti, al 64° posto, tra Botswana e Panama.L’Italia scivola dal 49° al 56°su 180. In tante altre parti del mondo la situazione resta critica. Migliaia di cronisti continuano a essere minacciati, incarcerati o uccisi perchè raccontano fatti scomodi. Ci sono leader che evitano confronti, intervuste e conferenze stampa e leader che li minacciano. Anche questi sono “imprevisti” del mestiere. Per fortuna le notizie hanno le gambe lunghe,  non corte come diceva il titolo di vecchio libro.

Tra i Paesi virtuosi in tema di libertà di informazione,  c’è  la Norvegia per il decimo anno consecutivo in testa alla classifica di Rsf, seguita da Olanda, Estonia, Danimarca e Svezia. E l’Italia ? I giornali non sono pochi, come le reti Tv, i siti on line e le radio, ma il sistema non gira come sembra. Le copie calano, il precariato aumenta e gli editori chiedono sempre più soldi allo Stato per restare sul mercato. ” Ormai l’Italia è stabilmente fuori dagli standard dei Paesi fondatori dell’Unione Europea, ed è in compagnia di Paesi come l’Ungheria. Ma è un dato che non stupisce, largamente prevedibile e previsto. I nostri allarmi sono finiti nel vuoto”, dice Vittorio di Trapani, presidente della Federazione nazionale della stampa (Fnsi).

In questo contesto si inseriscono le nuove tecnologie con i cittadini che devono saper distinguere tra fonti affidabili e contenuti manipolati. Per questo difendere la libertà di stampa significa sostenere un giornalismo di qualità, basato su verifica, etica e trasparenza.

Perchè il 3 maggio

Il 3 maggio è un’occasione per i professionisti dei media di riflettere sulle questioni legate alla libertà di stampa e all’etica professionale- ricorda il Centro di Ateneo per i Diritti Umani dell’Università i di Padova. È anche un giorno di solidarietà con quei media che sono bersaglio di oppressione o abolizione della libertà di stampa e  una solenne commemorazione dei giornalisti che hanno perso la vita nell’esercizio della professione.

Si sta verificando una proliferazione di attacchi contro i giornalisti in ogni regione del mondo- rilancia , tra gli altri l’Associazione stampa Valle del Sarno, in Campania. “L’attuale declino dei livelli di libertà di stampa viene paragonato a quelli registrati durante le due Guerre Mondiali e la Guerra Fredda”.

Tra i fattori che alimentano questo declino vi è la diffusione della manipolazione dell’informazione, incluso l’uso malevolo dell’intelligenza artificiale, che sta erodendo la fiducia e minacciando la sicurezza nazionale a livello mondiale. L’autocensura, nel frattempo, è pervasiva e in crescita, alimentata dal timore di rappresaglie, dalle molestie online, dall’intimidazione giudiziaria e dalle pressioni economiche.

Una giornata non basta a ricordare il valore di un diritto costato sacrifici e lotte, ma serve a far crescere la difesa di un principio democratico.

 

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