4 Maggio, gli Italiani escono dalle case come i Napoletani di una volta alla scadenza dei contratti di affitto

4 Maggio, gli Italiani escono dalle case come i Napoletani di una volta alla scadenza dei contratti di affitto

22 Aprile 2020 0 Di Marino Marquardt

“Core fatte curaggio, facimmoce chist’atu quatt’ ‘e Maggio…”, cantava il cantautore napoletano Armando Gill agli albori del Novecento.

Motivetto ispirato da una antica tradizione partenopea risalente al 1587. Una consuetudine secondo la quale fino a qualche anno fa il 4 Maggio per le famiglie napoletane – non proprietarie dell’appartamento in cui vivevano – era il giorno dello sfratto, del trasloco. Alla scadenza del contratto di fitto i Napoletani uscivano dalla casa in cui fino ad allora avevano vissuto per entrare in una nuova abitazione. Era la giornata dell’Ammuina con mobili, valige, bauli e vettovaglie che venivano trasferite da una casa all’altra.  Traslochi che al tempo di Gill avvenivano col contributo dello Sciaraballo (carro trainato da cavalli ndr).

Inutile dire che i Traslocati nei primi giorni vivevano gli inevitabili problemi di ambientamento nelle nuove dimore.

Il cenno storico per rimarcare la coincidenza con il 4 Maggio di quest’anno, in piena Era Covid19.

Quasi in omaggio alla Tradizione Partenopea, anche il 4 Maggio di quest’anno – salvo imprevisti o ripensamenti – sarà infatti la Giornata delle uscite dalle case e dell’Ammuina all’insegna di disposizioni difficilmente osservabili. Tranquilli, sarà Ammuina e basta!.

Gli Italiani usciranno dalle case ma questa volta non per entrare in un nuovo appartamento bensì per fare ingresso nella Giungla dei Problemi che già si profilano. Dovranno ambientarsi anch’Essi nel nuovo modo di vivere la Città, dovranno fare i conti con la nuova Organizzazione Sociale e con i nuovi Fusi applicati al Pianeta Lavoro, dovranno esercitarsi in slalom tra nuove regole e limitazioni.

Tra i primi i problemi che si presenteranno a mò di Buongiorno, gli orari di lavoro, il distanziamento nei mezzi di trasporto, negli uffici e nelle fabbriche, la solitudine dei figli in età scolare privi di accudimento nel caso in cui entrambi i genitori abbiano per loro fortuna salvato i rispettivi lavori. Bambini da affidare a chissà chi in seguito alla chiusura delle Scuole e alla privazione dell’assistenza dei nonnini – nipotini-sitter di ultima generazione – tenuti a distanza a causa dell’età e dell’obbligo di distanziamento.

Questi appena descritti non sono che un assaggio dei problemi che seguiranno.

Intanto domani sarà battaglia al Consiglio d’Europa tra i Capi di Stato e di Governo dei Paesi Membri dell’UE. Si tratterà di un duro confronto tra gli Egoismi degli Stati e Staterelli del Nord e le Giuste Richieste dei Paesi Mediterranei. In ballo – dicono – c’è il futuro della Unione Europea.

Strumentale Allarmismo o Scenario Possibile? Lo scopriremo presto. Anche perché il tempo stringe e quanti si dibattono tra grandi difficoltà economiche sono stanchi di aspettare.

Occorre al più presto distribuire soldi, in prestito o a fondo perduto. La Disperazione delle Fasce Sociali Deboli sta raggiungendo livelli limite e organizzare una Rivolta Sociale al tempo di Internet è gioco da ragazzi…

Il tutto mentre avanza il sospetto che il Covid19 sia stato una Manna dal Cielo per Quanti della Salute hanno fatto un Affare Multinazionale. Rumors che contribuiscono ad avvelenare il Clima Sociale…

Detto ciò, domani si misurerà la Dantesca Virtute e Canoscenza del Premier. Inutile dire che il basso livello politico e intellettuale degli interventi registrati ieri alla Camera in occasione della Informativa del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte funge da pessimo prologo al match – di Wrestling o di Vere Mazzate – in programma sul ring della UE.

Ps. “Sopra le Righe”, è il nuovo spazio che mi offre il privilegio di poter esprimere opinioni personali su fatti non necessariamente legati alla quotidianità. Uno spazio eretico in cui i pareri del sottoscritto talvolta potrebbero non apparire coerenti con la linea editoriale di Italia Notizie 24. Voltaire docet…

Nota per gli Ortodossi della Lingua Italiana. Nella stagione in cui si tende ad inibire e a limitare l’uso delle Maiuscole, vado controcorrente. E chiarisco: le Maiuscole presenti nel testo non contemplate dal corrente galateo linguistico sono volute, esse rappresentano una licenza grafica dell’Autore e intendono conferire la giusta importanza al ruolo della parola attenzionata dalla maiuscola. La maiuscola – insomma – funge da sotttolineatura. Chiedo venia a Quelli della Crusca…

22/04/2020     h.11.00