5 stelle, grande stampa e allarme democratico

5 stelle, grande stampa e allarme democratico

15 Febbraio 2017 0 Di Marino Marquardt

Attacco dei tre grandi quotidiano Messaggero, Corriere della Sera e Repubblica, ai 5 stelle e a Luigi Di Maio sulla base di un sms manipolato: episodio gravissimo.

5 stelle, grande stampa e allarme democratico

In un Paese normale si griderebbe all’allarme per la democrazia. Già, in un Paese normale… Ma l’Italia nel quadro delle democrazie occidentali non è un Paese normale dal momento che da cinque anni a questa parte si succedono premier privi di consenso popolare. Golpe dolci, golpe con vaselina e non con corpi militari, golpe con mass media complici del Potere.

Il paraustiello (discorso pretestuoso, per il non napoletani, ndr) per affermare che l’attacco concentrico portato ieri da tre tra i maggiori quotidiani nazionali (Repubblica, Corriere della Sera e Messaggero) in danno del M5s e di Luigi Di Maio rappresenta un episodio di eccezionale gravità dopo gli inquietanti prodromi già emersi negli ultimi mesi contro i pentastellati.

Un attacco fondato sulla manipolazione di un sms inviato da Di Maio alla sindaca di Roma Virginia Raggi. Un messaggio il cui contenuto è stato stravolto da tagli accuratamente tendenziosi e finalizzati alla diffusione di falsità.

Ciò che preoccupa è il sincronismo dell’azione massmediatica, un sincronismo che accosta l’immagine dei giornalisti a quella degli scippatori (in questo caso scippatori di verità) che quando agiscono lo fanno in coppia o addirittura in tre.

Azioni studiate a tavolino. Già pochi giorni fa era avvenuto qualcosa di simile col Fatto Quotidiano e L’Espresso, testate non concorrenti per la diversa periodicità. Avevano agito in tandem sulla presunta variegata vita sentimentale della Raggi. E la pubblicazione era stata contemporanea nonostante la diversa periodicità. Che coincidenza!

Siamo dunque di fronte alla manipolazione di fatti e verità. Un gioco sporco che ieri è venuto ufficialmente alla luce grazie alla cura con cui Di Maio conserva documenti e sms.

Domanda: cosa sarebbe successo se Di Maio avesse smarrito il messaggio inviato alla Raggi nello scorso agosto? Risposta: ci saremmo trovati di fronte a due verità, quella farlocca della cosiddetta “grande informazione” e quella autentica di Di Maio.

Inutile dire che la seconda sarebbe finita con l’essere soffocata e oscurata dal prevedibile delinquenziale bombardamento mediatico fatto con titoloni, articoli e sermoni dei soliti tromboni.

Senza dire del veleno diffuso dai fedelissimi renziani nei quotidiani e numerosi talk show televisivi…

Ciò che è avvenuto ieri – ripeto – è un fatto di eccezionale gravità dietro al quale molto probabilmente si nasconde la difesa di loschi interessi attraverso il danneggiamento dell’immagine dell’unica vera forza politica di opposizione.

Una provocazione in danno del Movimento 5 stelle fatta forse anche con la malcelata voglia di creare l’incidente. I giornalisti girano senza scorta, il conservare nervi saldi e il non accettare provocazioni deve essere l’imperativo degli attivisti pentastellati. Per le teste calde è facile cadere in certe trappole. A buon intenditor…