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Marco Zullo - Rubrica Marco di Fabbrica
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A Palazzo Venezia la mostra Ultima Vela di Lucio Salzano

A Palazzo Venezia la mostra Ultima Vela di Lucio Salzano

18 Maggio 2026 Off di Francesca Panico

A sei anni dalla storica mostra “Paesaggi interrotti” a Palazzo Venezia, Lucio Salzano torna a Napoli con “Ultima vela”, un nuovo progetto espositivo che intreccia arte visiva, memoria e performance. I
n questa intervista l’artista racconta il significato di un ritorno profondamente legato alla città, il filo che unisce le sue ultime opere e la volontà di trasformare la pittura in uno spazio di dialogo tra architettura, musica e visione contemporanea. Il vernissage si terrà il 19 maggio alle ore 19 a Palazzo Venezia. La mostra resterà aperta al pubblico fino al 27 maggio.

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Marco Zullo - Rubrica Marco di Fabbrica

Dopo 6 anni dalla storica esposizione “Paesaggi interrotti ” a Palazzo Venezia ritorna con una nuova mostra. Come mai questo ritorno
Principalmente per proseguire il mio rapporto con la città utilizzando i luoghi storici di Napoli per creare un “pensiero visivo” che dialoghi con l’architettura e la memoria della location. Come in passato la mostra non è solo statica ma include una performance live con la musica da me composta per presentare un progetto artistico che fonde memoria storica e visione contemporanea.

Perché “Ultima vela”?

Il titolo della mostra si riferisce alla ricerca di un “altrove” e di una libertà, celebrata attraverso un legame profondo che il simbolo della barca e del mare rappresentano. Se “Paesaggi interrotti ” rifletteva il blackout e la mancanza di libertà  vissuta durante la pandemia, “Ultima vela” rappresenta il superamento di quegli  orizzonti limitati e la ricerca di paesaggi dell’anima che non sono più interrotti ma pronti ad essere solcati nuovamente

C’è dunque una linea di continuità tra questo progetto e le sue precedenti esposizioni?
Certo. È una necessità di continuità artistica e simbolica. L’opera “Yacht of dreams “, già presente a Palazzo Venezia nel 2020 e oggi riproposta nella sua elaborazione digitale, fungerà da ponte ideale tra questi due cicli espositivi.

Lei è noto per essere un artista poliedrico con una lunga e brillante carriera come regista teatrale e creatore di format innovativi (ricordiamo fra tutti Poetic Juke Box). Cosa rimane di quella esperienza nella sua attuale attività artistica?

Ritengo che l’artista debba immergersi in ogni forma di espressione e ciò nasce da una precisa ricerca. Per me la pittura è l’estensione visiva della regia. Se il teatro è movimento e parola, la pittura mi permette di fissare le emozioni in un istante attraverso le forme e i colori.

Negli ultimi anni ha esposto in contesti prestigiosi in Italia e all’estero e alcuni Musei hanno acquisito le sue opere. Quali sono i suoi programmi per il futuro?

Continuerò la mia attività internazionale partecipando ad una mostra a Londra organizzata da Mega Art e già programmata per il febbraio del prossimo anno. In questi giorni sono ancora in esposizione presso il Mitreo Arte contemporanea di Roma con la mostra “Un altro sguardo”.
Sto inoltre programmando di trasformare questa idea concettuale dell'”Ultima vela” in un progetto più propriamente teatrale di mia produzione. Per questo cercherò una risposta concreta dagli Enti preposti della città e della regione che vada, diversamente da come già accaduto, oltre alla semplice approvazione.

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