Acciaierie Valbruna, accordo con la Provincia di Bolzano: concessione di 30 anni
07 Agosto 2026Intesa raggiunta sull’area dello stabilimento di Bolzano delle Acciaierie Valbruna: garantite, a determinate condizioni, continuità produttiva e occupazione. La vicenda riguarda da vicino anche Vicenza, dove Valbruna occupa oltre mille lavoratori. Il Mimit convoca le parti per il 1° settembre.

Acciaierie Valbruna, accordo con la Provincia di Bolzano: concessione di 30 anni, prorogabile per altri 30
È stato raggiunto l’accordo tra la Provincia autonoma di Bolzano e Acciaierie Valbruna sui contenuti del nuovo contratto di concessione dell’area sulla quale sorge lo stabilimento siderurgico altoatesino. Un’intesa che mette un punto fermo nella lunga vicenda sul futuro del sito produttivo e che assume un rilievo diretto anche per Vicenza, dove il gruppo ha il suo principale stabilimento italiano e una parte significativa della propria occupazione.
L’accordo è stato raggiunto nel corso dell’incontro svoltosi il 6 agosto a Palazzo Widmann, a Bolzano, tra la Giunta provinciale e i rappresentanti dell’azienda. La nuova concessione avrà una durata di 30 anni, con possibilità di proroga per ulteriori 30 anni su richiesta dell’azienda, a condizione che siano rispettati gli obblighi previsti dal contratto, in particolare per quanto riguarda il mantenimento dei livelli occupazionali e la prosecuzione della produzione siderurgica.
La produzione dello stabilimento di Bolzano è stata infatti classificata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy come produzione di interesse strategico nazionale, elemento che ha avuto un peso rilevante nel confronto istituzionale sviluppatosi negli ultimi mesi.
L’intesa, dunque, consente di superare il nodo principale che aveva alimentato l’incertezza sul futuro dell’insediamento industriale: la disponibilità delle aree di proprietà della Provincia autonoma sulle quali opera l’acciaieria.
La concessione dell’area e le condizioni per la continuità industriale
Nel corso dell’incontro del 6 agosto, gli uffici della Provincia hanno presentato all’azienda la stima del valore del compendio industriale e il conseguente canone annuale di concessione. La cifra è stata accettata da Acciaierie Valbruna.
Nella determinazione del canone è stato considerato anche il fatto che sarà l’azienda a farsi carico dei costi di manutenzione straordinaria dell’area. Il canone sarà inoltre soggetto ad adeguamento annuale sulla base dell’inflazione.
Il nuovo accordo non equivale ancora alla firma definitiva del contratto. Ora dovrà essere predisposto il testo dettagliato della concessione, che dovrà quindi essere sottoposto all’approvazione amministrativa della Giunta provinciale. L’obiettivo indicato dalla Provincia è arrivare alla sottoscrizione formale già prima della scadenza della proroga attualmente concessa per consentire lo svolgimento delle procedure necessarie.
È inoltre previsto un incontro con le organizzazioni sindacali, alle quali saranno illustrati i contenuti dell’intesa.
Perché il caso Bolzano riguarda anche Vicenza
La rilevanza della vicenda va oltre i confini dell’Alto Adige. Acciaierie Valbruna ha infatti due importanti stabilimenti produttivi in Italia, a Bolzano e Vicenza, strettamente collegati nell’ambito dell’organizzazione industriale del gruppo.
Il sito vicentino rappresenta una realtà occupazionale particolarmente significativa: secondo i dati forniti dalla Regione Veneto, lo stabilimento di Vicenza conta 1.133 addetti, mentre quello di Bolzano ne occupa 571. È proprio questa interdipendenza a spiegare l’attenzione con cui negli ultimi mesi istituzioni e organizzazioni sindacali venete hanno seguito l’evoluzione della vertenza altoatesina.
La stessa Regione Veneto ha sottolineato che un eventuale esito negativo della vicenda di Bolzano avrebbe potuto produrre conseguenze anche sullo stabilimento vicentino. La continuità del sito altoatesino viene quindi considerata un elemento importante per la stabilità dell’intero gruppo industriale.
Valbruna, del resto, è un gruppo specializzato nella produzione di acciai speciali e superleghe, con attività rivolte a comparti industriali ad alto contenuto tecnologico. La società ha una presenza internazionale e, oltre ai due stabilimenti italiani, dispone di siti produttivi in Nord America.
Una vertenza iniziata ben prima dell’intesa
L’accordo del 6 agosto arriva al termine di un confronto istituzionale durato diversi mesi. Il nodo nasceva dalla scadenza della precedente concessione dell’area industriale di Bolzano, di proprietà della Provincia autonoma.
Nel corso del 2025 la questione era diventata particolarmente delicata dopo l’avvio della procedura per l’assegnazione dell’area e le preoccupazioni espresse dai sindacati sulla possibilità di garantire una prospettiva stabile allo stabilimento. Nel settembre 2025 il ministro Adolfo Urso aveva convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy azienda, sindacati, Provincia autonoma di Bolzano e Regione Veneto per affrontare il futuro del sito.
A febbraio 2026, in occasione di un nuovo confronto a Bolzano, il ministro Urso aveva ribadito la necessità di arrivare rapidamente a una soluzione definitiva, sottolineando la strategicità dello stabilimento e la necessità di garantire continuità produttiva, investimenti e occupazione. In quella fase era stata prospettata anche la possibilità di utilizzare un contratto di sviluppo con Invitalia per sostenere gli investimenti dell’azienda, con una richiesta che riguardava complessivamente gli stabilimenti di Bolzano e Vicenza.
Un primo importante passo avanti era arrivato nel maggio scorso, quando la Giunta provinciale di Bolzano aveva indicato nella concessione dell’area la strada per garantire la continuità produttiva. Il passaggio successivo era però rappresentato dalla definizione concreta delle condizioni economiche e contrattuali.
È proprio su questo terreno che l’incontro del 6 agosto ha consentito di raggiungere l’intesa annunciata oggi.
Dal rischio di discontinuità alla prospettiva degli investimenti
L’accordo consente quindi di spostare il baricentro della discussione dalla continuità dell’insediamento produttivo alle prospettive industriali del gruppo.
Il fatto che la concessione sia legata al mantenimento dell’occupazione e alla prosecuzione della produzione siderurgica rappresenta un elemento centrale. Al tempo stesso, la durata potenziale di 60 anni complessivi offre all’azienda un orizzonte temporale molto più ampio rispetto alla situazione di incertezza che aveva caratterizzato la vertenza.
Resta ora da capire come si tradurrà questo nuovo quadro in termini di investimenti, competitività e sviluppo occupazionale. È questo, infatti, il tema che il Ministero delle Imprese e del Made in Italy intende affrontare nel prossimo confronto nazionale.
Le reazioni: istituzioni soddisfatte, ora il confronto sullo sviluppo
La notizia dell’intesa è stata accolta positivamente dalle istituzioni coinvolte nella vertenza. Il ministro Urso ha parlato di un risultato positivo, sottolineando però la necessità di rafforzare il confronto con le organizzazioni sindacali per arrivare a un percorso condiviso capace di garantire sviluppo, competitività e tutela dell’occupazione.
Anche l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Veneto Massimo Bitonci ha espresso soddisfazione, ricordando il coinvolgimento diretto della Regione Veneto nella trattativa e il rapporto di sinergia tra gli stabilimenti di Bolzano e Vicenza. Bitonci ha definito l’intesa un punto di equilibrio e ha sottolineato che, superato il rischio relativo alla continuità produttiva, il confronto dovrà ora concentrarsi sulle prospettive di sviluppo industriale e sull’occupazione.
Positivo anche il commento del sindaco di Vicenza Giacomo Possamai, che nei mesi scorsi aveva seguito direttamente la vertenza e aveva sostenuto, anche attraverso il confronto istituzionale con il Mimit, la necessità di garantire continuità al gruppo Valbruna. Per il sindaco, l’intesa rappresenta un passaggio importante per un’azienda strategica per il territorio vicentino e per le numerose famiglie che dipendono dalla sua attività.
La prospettiva, dunque, cambia: dall’incertezza sulla permanenza dello stabilimento di Bolzano si passa ora alla definizione di un nuovo quadro contrattuale di lungo periodo. Il prossimo appuntamento del 1° settembre sarà decisivo per capire come questa soluzione potrà tradursi in un programma di investimenti, sviluppo industriale e tutela occupazionale per l’intero gruppo.


