Affaire Consip, scarcerazione rifiutata: Alfredo Romeo resta in carcere

Affaire Consip, scarcerazione rifiutata: Alfredo Romeo resta in carcere

08 Marzo 2017 0 Di Marino Marquardt

Affaire Consip, il Gip del tribunale di Roma Gaspare Sturzo ha respinto l’istanza di scarcerazione presentata dai legali di Alfredo Romeo.

Affaire Consip, Alfredo Romeo resta in carcere

Affaire Consip, disco rosso per Alfredo Romeo. Il gip Gaspare Sturzo – come facilmente prevedibile – ha respinto la richiesta di scarcerazione fatta dai difensori di Romeo, l’imprenditore napoletano detenuto a Regina Coeli dal primo marzo con l’accusa di corruzione nell’ambito del filone romano dell’inchiesta Consip, la Centrale di acquisti per i servizi pubblici al centro dell’ondata corruttiva che si sta abbattendo sul Pd e sui furbetti della combriccola toscana.

Gli avvocati avevano motivato la richiesta di revoca dell’ordinanza di custodia cautelare ritenendo che fossero state violate alcune norme del codice di procedura penale in relazione all’assunzione delle prove.

Ma era stato chiaro fin da subito che i giudici non avrebbero fatto sconti al Re Mida degli appalti di fronte alla scelta dello stesso di non collaborare avvalendosi della facoltà di non rispondere alle domande nel corso dell’interrogatorio di lunedì (scelta di cui i magistrati certamente hanno tenuto conto), che i togati non sarebbero stati magnanimi di fronte all’immutato quadro accusatorio, di fronte alle soffiate che hanno pregiudicato l’esito dell’inchiesta e di fronte al puzzle investigativo ancora in via di composizione.

Romeo come Primo Greganti, il comunista arrestato al tempo di Tangentopoli incrollabile di fronte alle maniere forti del pool Mani Pulite?

In pochi credono a questa versione dell’elegante imprenditore dietro le sbarre. In molti invece ritengono che – di fronte all’ipotesi di tempi lunghi da trascorrere tra le pareti dagli spazi angusti del carcere romano e di fronte al richiamo della casa che si affaccia sul mare di Posillipo – il Signore degli appalti si decida a parlare.

Sarebbe il prezzo della libertà in attesa del processo, un prezzo forse salato per i furbetti della combriccola toscana…