Affaire Consip, storia infinita tra soldi, affari e potere politico

Affaire Consip, storia infinita tra soldi, affari e potere politico

06 Marzo 2017 0 Di Marino Marquardt

Affarie Consip, storia infinita di affari soldi e politica. Bocchino suggeriva a Romeo di pagare tutti, anche Belpietro. E Renzi sembra sempre più solo.

 

Affaire Consip, storia infininta tra soldi, affari & potere politico

Soldi a tutti per garantirsi la benevolenza di tutti. E’ il teorema di Italo Bocchino consigliato ad Alfredo Romeo, il manager napoletano di origini casertane in galera nelle vesti di Gran Corruttore nell’Affaire Consip.

Teorema antico, questo di Bocchino. Lo stesso teorema usato nell’epoca pre-Tangentopoli, quando imprenditori di peso finanziavano piccoli e grandi partiti con più o meno magnanima generosità ben sapendo che gli spiccioli sarebbero finiti direttamente nelle tasche di politici vicini o ufficialmente lontani.

Grazie a questo collaudato teorema Bocchino sollecitò Romeo a beneficare anche Maurizio Belpietro, demiurgo del quotidiano La Verità in edicola da qualche mese e oggi fustigatore del malaffare Consip.

E’ quanto emerge dalle pagine della informativa sulla quale si basa l’inchiesta che sta terremotando la combriccola dei furbetti della provincia toscana. Una inezia che comunque la dice lunga sulla invasività del sistema corruttivo.

E’ proprio vero, tutti i terreni possono essere buoni per seminare soldi… Anche quello della Big Bang, l’associazione che fa capo a Matteo Renzi e che si avvalse di una donazione da 60mila euro da parte del generoso imprenditore napoletano

Intanto, in attesa di conoscere cosa Romeo racconterà oggi ai giudici, prende corpo l’inquietante ipotesi sull’esistenza di una sorta di centrale di controspionaggio a favore del Giglio magico renziano.

Una centrale di controspionaggio diretta da Luca Lotti, dal generale dei carabinieri Tullio Del Sette e dal comandante dell’Arma della Toscana Emanuele Saltamacchia.

Si spiegherebbe così anche la proroga alla guida dell’Arma di Del Sette. Una storiaccia che potrebbe concludersi con la scena da film da commedia all’italiana con carabinieri che arrestano carabinieri. E non ci sarebbe da sorprendersi.

Una storiaccia, questa della Consip, che sta scuotendo il Pd dalle radici. Matteo Renzi appare sempre più fuorigioco e scaricato da molti degli ex obbedienti. La fuoriuscita dei dissidenti anziché provocare monolitismo attorno all’ex premier e segretario ha risvegliato gli antichi pruriti di correnti e correntine.

Dario Franceschini nasconde le carte mentre Andrea Orlando sempre più spregiudicatamente muove critiche sempre più severe all’ex boss. Si sente forte dell’investitura ricevuta da Giorgio Napolitano e dell’appoggio della sempre-in-piedi Anna Finocchiaro, una vita dal Pci al Pds ai Ds al Pd senza mai inciampare…

Non a caso Orlando è ritenuto l’uomo nuovo sul quale punta la Nomenclatura…