Affaire Ong-migranti, è subito zuffa politica. Tutti contro tutti

Affaire Ong-migranti, è subito zuffa politica. Tutti contro tutti

29 Aprile 2017 0 Di Marino Marquardt

Il presidente del Senato Pietro Grasso attacca il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio. Ministri contro: Orlando ribatte velenosamente ad Alfano

Affaire Ong-migranti, ormai è zuffa, ormai è tutti contro tutti. Governo diviso, ministri che si accapigliano. Voci contro. Angelino Alfano: “Il pm di Catania ha ragione .Andrea Orlando replica all’arsenico: “Al Viminale era distratto”. Da Palazzo Chigi allo scontro istituzionale sull’asse Palazzo Madama-Montecitorio. Il presidente del Senato Pietro Grasso attacca il pentastellato Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera: “Quante lacune – bacchetta l’ex magistrato smistato a Palazzo Madama – Qualche lezione ti sarebbe utile”; “Criticano il procuratore di Catania perché indaga sul Cara di Mineo”, ribatte velenosamente l’esponente del M5s che da subito si era schierato al fianco del magistrato al centro del fuoco incrociato.

Grasso – già capo della Direzione Nazionale Antimafia divenuto famoso come killer ammazzaemendamenti per l’invenzione del canguro, scivola su un ruolo che non è suo.

Ieri era toccato a Laura Boldrini, presidente della Camera, dire la sua. E a sparare a zero sul procuratore Carmelo Zuccaro e su Di Maio. “Buttare ombre su chi salva vite atto grave e irresponsabile”, aveva sentenziato ignorando che nessuno aveva generalizzato sulle Ong, nessuno aveva disconosciuto il ruolo prezioso di queste Organizzazioni.

Era stato soltanto avanzato il sospetto sulla eventuale presenza di mele marce tra questi soggetti meritevoli della massima ammirazione e del massimo sostegno. Sospetto della presenza di mele marce peraltro condiviso da Frontex (Agenzia europea della guardia costiera e di frontiera) dall‘Osservatore Romano e dallo stesso Papa durante uno dei suoi recentissimi discorsi in Egitto. Sospetti fortemente contestati dal ministro dell’Interno Marco Minniti.

Sospetti che non escludono collusioni sull’asse criminalità libica, Ong, politici italiani.

Insomma è baraonda politica dalla quale cercano di tenersi ai margini i principali leader, tutti non eletti e fuori dal Parlamento e dal Governo: Matteo Renzi, Beppe Grillo, Silvio Berlusconi, Matteo Salvini. Hanno fiutato che l’Affaire è delicato e scottante. E hanno capito che fughe in avanti potrebbero irrimediabilmente scottarli. La materia è incendiaria. Criminalità, traffico illecito di migranti e soldi il micidiale cocktail che potrebbe devastare l’attuale quadro politico..