Contenuto Pubblicitario
Aggressioni in sanità, i partiti accolgono le proposte normative di AnaaoAssomed

Aggressioni in sanità, i partiti accolgono le proposte normative di AnaaoAssomed

15 Gennaio 2019 0 Di Massimo Solimene

Ecco le proposte di Annao Assomed che i partiti sosterranno in Parlamento: qualifica di pubblico ufficiale ai medici, investimenti in edilizia sanitaria e valorizzazione del risk management.

AnaaoAssomed presenta le sue proposte alle istituzioni

Attribuire al medico la qualifica di pubblico ufficiale, investire in edilizia sanitaria, riprendere le assunzioni e valorizzare il risk management. Ecco le proposte avanzate da AnaaoAssomed Campania e che sono state accolte dai rappresentanti politici intervenuti alla tavola rotonda dedicata al tema Aggressioni in Sanità: la salute degli operatori.

Il confronto tra rappresentati parlamentari, parti sociali e sindacali si è tenuto in occasione del convegno organizzato dall’AnaaoAssomed Campania nell’aula magna del Cto di Napoli.

L’evento ha permesso, per la prima volta, di riunire allo stesso tavolo esponenti del Governo e dei partiti presenti in Parlamento, per dare un impulso definitivo al fenomeno delle aggressioni agli operatori sanitari, che presenta un trend in forte crescita e al contempo sottovalutato.

I lavori, introdotti da Marlene Giugliano hanno visto la supervisione di Bruno Zuccarelli, vice segretario nazionale AnaaoAssomed e il coordinamento di Vincenzo Bencivenga, segretario regionale AnaaoAssomed.

In quattro sessioni si è fatta chiarezza sulle dinamiche del fenomeno attraverso un’analisi di tutte le dimensioni in gioco: genesi delle aggressioni, compromissione psichica degli operatori, carenze strutturali e gestionali.

L’emergenza nell’emergenza è rappresentata anche dalla carenza di personale e dalla rottura del “patto terapeutico” medico-paziente.

Secondo Pina Castiello (Lega), sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio, “il problema è serio e riguarda l’intero Paese. Tutte le patate bollenti arrivano nelle nostre mani, ma noi le accogliamo benché ci siamo insediati da pochi mesi. La qualifica di pubblico ufficiale è una richiesta legittima”.

Michela Rostan, (Articolo 1, Movimento Democratico e Progressista), a sua volta, ha spiegato che la sua proposta di attribuire agli operatori la qualifica di pubblico ufficiale secondo il Ministro della Salute Giulia Grillo, “poteva sembrare troppo esorbitante per i medici con aggravio di tempo e spese. Al Sud è più facile ricorrere alle mani; è un fenomeno tipico di certi contesti socio-culturali”.

Paolo Russo (Forza Italia) ha sostenuto che “l’inasprimento delle pene non ha mai sortito effetto. A Napoli ci sono addirittura presìdi di pronto soccorso ancora senza triage. Proponiamo una norma di premialità o penalità dei dirigenti sul risk management”.

Secondo Paolo Siani (Pd) “è necessaria un’alleanza per una modifica alla norma e procedere con la denuncia d’ufficio. Mi impegno con tutti i tempi che la politica impone”.

Manuel Tuzi (M5S) ha invece dichiarato che “Strutture fatiscenti, carenza di personale. Veniamo da tre anni di tagli alla Sanità. Puntiamo su edilizia sanitaria, osservatorio nazionale e “patto urbano” sindaci -prefetture – ospedali. No al medico pubblico ufficiale, sì alla modifica del articolo 61 del Codice penale”.

Enrico Coscioni, consigliere del Presidente della Regione Campania per la Sanità: “I codici del triage sono importanti. La condizione di pubblico ufficiale la ritengo utile perché il camice bianco rappresenterebbe una divisa”.

Secondo Tonino Aceti fenomeni di aggressività hanno alla base carenza di fiducia nei confronti dei sanitari. La credibilità passa per l’organizzazione dei servizi efficaci ed efficienti che creerebbero meno episodi di violenza.

Bruno Chignoli richiama la legge 81 che regola il lavoro e ricorda “che la denuncia scatta dopo 3 giorni di prognosi. Il lavoro è terra sindacale: turnazioni, personale impiegato oltre le 48 ore. Per svolgere il lavoro c’è bisogno di uno stato di salute compatibile con il lavoro svolto”.

Secondo Vincenzo Arbucci è necessario un programma sistemico basato su formazione e comunicazione. Possiamo chiedere alle direzioni aziendali l’applicazione della raccomandazione n.8 e integrarla con altri modelli europei”.

Carlo Palermo, segretario nazionale AnaooAssomed: “Il problema non può essere risolto con una proposta di deterrenza. Il medico salva la vita, non se ne parla abbastanza. Servono finanziamenti per arginare il fenomeno. Propongo che formazione, programmazione e contratti ritornino sotto l’egida del ministero della Salute”.

Costantino Troise, presidente nazionale AnaaoAssomed chiosa: “Tra sicurezza delle cure e l’aggressività ci sono diversi aspetti di similitudine. Due facce stessa medaglia. Il medico è la figura che meglio si è prestata come capro espiatorio. Non tutto ciò che è dannoso nell’evento clinico è sempre imputabile ad errore umano”.

Contenuto Pubblicitario
Banner Istituzionale Italpress 666x82