Al via Bonus Lazio KM 0, il bando che finanzia gli acquisti di prodotti DO, IG e PAT

Al via Bonus Lazio KM 0, il bando che finanzia gli acquisti di prodotti DO, IG e PAT

13 Ottobre 2020 0 Di Redazione In24

Presentato a Roma “Bonus Lazio KM 0”, il bando da 10 milioni di euro con rimborsi a fondo perduto pari al 30% per l’acquisto di prodotti DO, IG e Pat del Lazio.

Arriva il Bonus Lazio KM 0 che rimborsa gli acquisti di prodotti DO, IG e PAT

Arriva Bonus Lazio KM 0, il bando della Regione che rimborsa fino al 30 per cento della spesa di prodotti DO, Denominazione di Origine, IG, Indicazione geografica e Pat, produzione agroalimentare tipica del Lazio. A disposizione 10 milioni di euro destinati al settore Ho.Re.Ca..

A presentare l’iniziativa, questa mattina all’Auditorium del WeGil, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e gli assessori all’Agricoltura, Promozione della Filiera e della Cultura del Cibo, Ambiente e Risorse Naturali, Enrica Onorati, e allo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Ricerca, Start-Up e Innovazione, Paolo Orneli.

“Oggi presentiamo – ha detto l’assessora Onorati – un intervento che “è stato accelerato dal lockdown come misura d’aiuto al mondo produttivo per consentire la ripresa delle attività sui territori, ma che era già nelle nostre corde istituzionali e nei nostri obiettivi come linea di unione tra due mondi che, mai come ora, è necessario che parlino una lingua comune, condividendo un territorio comune che va salvaguardato e tutelato”.

” Si tratta, ha sottolineato l’assessora, “del mondo dei ristoratori, messo a dura prova dal lockdown, e del mondo dei produttori agricoli, che non si sono mai fermati e che come altri settori hanno subito gli effetti negativi della flessione del mercato”.

Il bando concede un contributo a fondo perduto alle attività di ristorazione, sotto forma di voucher, pari al 30% della spesa effettuata per l’acquisto di prodotti DO (Denominazione di Origine), IG (Indicazione Geografica) e PAT (Prodotti Agroalimentari Tradizionali) del territorio laziale con l’obiettivo di promuovere misure di aiuto che consentano la ripresa delle attività sul territorio.

L’importo del contributo, che sarà ricevuto a fronte di una fattura già quietanzata per l’acquisto dei prodotti indicati dal bando, varia da un minimo di 500 euro – a fronte di una spesa ammissibile di almeno 1.667 euro – a un massimo di 5.000 euro – per una spesa ammissibile pari ad almeno 16.667 euro.

Potranno partecipare al bando, per cui saranno garantite procedure semplificate e tempestive, gli operatori della ristorazione che esercitano attività primaria o secondaria nel Lazio iscritta ai seguenti codici ATECO: ristorazione con somministrazione (cod. 56.10.11); attività di ristorazione connesse alle aziende agricole (cod. 56.10.12); ristorazione su treni e navi (cod. 56.10.50); catering per eventi, banqueting (cod. 56.21.00).

Il bando presentato oggi nasce dal lavoro di due assessorati, Sviluppo Economico e Agricoltura, insieme all’impegno operativo di Lazio Crea, e fanno parte dei 35 milioni per l’agricoltura provenienti dal Fondo di sviluppo e coesione 2014-2020 dell’Unione europea, frutto dell’accordo di riprogrammazione siglato dal presidente Zingaretti e dal ministro Provenzano.

Il bonus, ha detto poi l’assessore Orneli, “è una nuova azione strategica della Regione, non è un fatto isolato ma solo l’inizio. Non è solo una misura con cui si mettono a disposizione 10 milioni della riprogrammazione del Fsc, ma diventerà la prima azione integrata della nuova programmazione 2021-2027. Il messaggio che vogliamo dare a produttori e ristoratori del Lazio è che da oggi, oltre a una strategia nazionale che punta molto sul Made in Italy, ci sarà un’azione che si ripeterà ogni anno e che punta a rendere strutturale il collegamento tra la nostra rete di ristoranti, agriturismi e aziende di catering e i prodotti locali di eccellenza per rispondere a un bisogno crescente e alla domanda dei consumatori ma anche – ha continuato – per guardare al dopo Covid, accompagnando un riposizionamento competitivo e il rafforzamento di una filiera per noi strategica che è parte dell’identità e della forza della nostra regione”.

Potenziali destinatari dell’iniziativa, le circa 18mila aziende registrate nelle Cciaa, compresi i ristoranti degli alberghi, e i produttori di prodotti certificati come Made in Lazio: “Oggi partiamo – ha spiegato l’assessora – con le denominazioni di origine, le indicazioni geografiche e i prodotti agroalimentari tradizionali, come vini, oli, formaggi e salumi, ma abbiamo già preso l’impegno ad avviare un tavolo per ragionare, insieme alle associazioni con cui abbiamo costruito la misura, su come allargare il paniere di prodotti”.

Il bando, ha assicurato l’assessore, sarà semplice, e sarà online martedì 20 ottobre: basterà depositare la fattura, con la chiara indicazione dei prodotti Made in Lazio, direttamente insieme all’Iban. In 10-15 giorni, dopo i controlli sulla domanda, partirà il rimborso del 30% della fattura, da un minimo di 500 euro che equivale a una spesa di circa 1.600 euro fino a un massimo di 5.000 euro per una spesa di circa 16mila euro.

“Con questi 10 milioni – ha concluso l’assessore – determiniamo un effetto leva di 30 milioni di euro di acquisti di prodotti laziali. Questa misura sarà inoltre cumulabile con altre misure di sostegno e chiederemo alle associazioni di categoria di aiutarci nel monitoraggio e nella massima diffusione di questa opportunità”.

“Abbiamo messo 10 milioni – ha detto il presidente Nicola Zingaretti nelle sue conclusioni – ma se necessario siamo pronti a rifinanziare questa misura, perché ridurre del 30% il costo della fornitura non è tutto, ma è un passo avanti e un incoraggiamento per chi ha deciso di riaprire la propria attività, facendolo sentire meno solo e favorendo al tempo stesso la produzione agricola del nostro territorio. In questo strumento vedo anche una possibile sperimentazione di un aiuto all’economia regionale che rimane al 100% all’interno del territorio. Siamo tra le prime Regioni ad adottare questo provvedimento, all’interno di una strategia per aiutare i settori produttivi che hanno bisogno di essere sostenuti almeno fin quando non ci sarà il vaccino. Oggi immettiamo nel mercato risorse che vengono da un accordo con il ministro Provenzano sulle risorse europee. Siamo pronti a modificare questa misura ed eventualmente a rifinanziarla se ci saranno responsi positivi”.