Alberto Spadolini, la spia con licenza di danzare e dipingere

02 Aprile 2021 0 Di Patrizia Russo

Di imminente pubblicazione La spia con licenza di danzare … e dipingere, il libro che racconta le mille sfaccettature della vita di Alberto Spadolini.

La spia con licenza di danzare … e di dipingere

L’esistenza romanzesca di Alberto Spadolini, trascorsa negli anni Trenta-Quaranta fra Roma, Parigi, Berlino, Londra e Stoccolma, sembra la trama di un film che rappresenta lo spaccato della vita culturale europea con il fascino che solo l’arte in tutte le sue innumerevoli sfaccettature (teatro, cinema, cabaret, gallerie) sa esprimere.

A ricostruirla, e a raccontare l’Alberto Spadolini danzatore, attore, cantante, ballerino, pittore, attore, regista e soprattutto agente segreto, arriva oggi, a cinquant’anni dalla sua scomparsa il libro La spia con licenza di danzare … e dipingere.

Il volume porta alla luce questo eclettico personaggio, in Italia quasi dimenticato, grande animatore della vita parigina, presentandone l’enigmatica personalità. Nella prefazione, a cura della giornalista Erminia Pellecchia, si evidenzia tutto il fascino di un artista a 360°.

Lo ritroviamo decoratore al Vittoriale di Gabriele D’Annunzio; danzatore con Joséphine Baker e Serge Lifar coreografo ammirato da Paul Valéry e Maurice Ravel; attore con Jean Marais e Jean Gabin; cantante con Mistinguett e Tino Rossi; regista di documentari con Django Reinhardt e Suzy Solidor; pittore apprezzato da Jean Cocteau e Max Jacob; scultore dallo stile michelangiolesco; restauratore nello studio esoterico di Jules Boucher; giornalista per la rivista parigina Le Sourire e infine agente della resistenza antinazista.

Fra gli amici di Spadolini i registi Roberto Rossellini, Marc Allégret, Jean Renoir, il pittore Francis Picabia, il principe Felix Yussupov, l’uomo che osò assassinare il monaco Rasputin.

Frequenta le più belle donne dell’epoca: l’attrice tedesca Marlene Dietrich, l’attrice francese Catherine Hessling moglie di Jean Renoir, la fotografa Dora Maar, compagna di Pablo Picasso, la ballerina svedese Betty Bjurstrom che nel 1948 conquista il primo titolo di Miss Europa. Ha una tempestosa relazione sentimentale con Joséphine Baker con cui si esibisce al Casinò de Paris e al Prince Edward Theatre di Londra.

Secondo alcune testimonianze Spadò, come venne ribattezzato dai francesi, avrebbe continuato nel Dopoguerra la sua attività di spionaggio a favore dei servizi segreti occidentali … ma il mistero non sarà mai rivelato!

Alberto Spadolini una vita tra arte e mistero

Alla morte di Alberto Spadolini, avvenuta a Parigi nel dicembre 1972, il suo appartamento sugli Champs-Elysées viene svaligiato. Di lui si perde ogni traccia finché nel 1978, nel corso di un trasloco, viene ritrovato uno scatolone contenente il suo Archivio: fotografie artistiche, disegni, documenti, articoli di giornali provenienti da tutto il mondo.

Ci sono voluti parecchi anni di studi e ricerche per ricostruire la storia di Alberto Spadolini. Alla metà degli anni Venti è scenografo al Teatro degli Indipendenti di Anton Giulio Bragaglia luogo di riferimento della avanguardie artistiche italiane.

Nella Roma beffarda e irriverente il regista Bragaglia mette in scena balletti, concerti e commedie e nel contempo organizza un originale “covo di spie”. Fra i suoi agenti segreti il giovane marchigiano Alberto Spadolini icona della bellezza maschile e danzatore tra i più amati della sua epoca. Di lui dirà “Un uomo sorretto dai segreti”.

Nella sua caleidoscopica vita entra in contatto anche con Giorgio De Chirico, Alberto Moravia, e Ivo Pannaggi. In qualità di attore debutta nella commedia “Scalari e Vettori” di Umberto Barbaro (1928).

La sua figura è rimasta semi-sconosciuta fino al 2005, quando il suo Archivio è stato presentato nel corso di numerose rassegne e festival. Nei suoi dipinti sono visibili riferimenti alla danza, all’esoterismo e alla sua terra natale.

Negli anni Sessanta Alberto Spadolini restaura la discoteca del Grand-Hotel di Rimini ed inaugura un Atelier a Riccione, recentemente riaperto al pubblico in occasione del 40º anniversario della scomparsa.

Fra gli ammiratori di Spadò lo storico dell’arte Philippe Daverio che nel 2012 ha presentato la Rassegna alla Mole Vanvitelliana di Ancona e sir Elton John che nel 2017 ha esposto l’immagine di “Spadolini, danzatore con sfera in mano”, opera di Dora Maar, alla Tate Modern di Londra.

Ancora su di lui è stato pubblicato il romanzo ambientato fra New York-Roma-Parigi dal titolo “Alberto Spadolini: Galeotto fu il lenzuolo!” di Marco Travaglini (nipote dell’artista e Presidente Centro Internazionale Studi e Ricerche “Alberto Spadolini”) ed il documentario “Spadò il poeta della danza” dei registi Riccardo De Angelis e Romeo Marconi. Di recente, inoltre, la Cinémathèque Française, dopo averlo restaurato, ha messo on line il documentario “Nous, le gitans”, un documentario sulla danza e sulla musica gitana registrato da Spadolini 70 anni fa, e particolarmente amato da Jean Cocteau.

Per maggiori informazioni http://www.albertospadolini.it/