Ambiente, il ministero vara il nuovo Piano Lupo senza abbattimenti

Ambiente, il ministero vara il nuovo Piano Lupo senza abbattimenti

03 Aprile 2019 0 Di Pietro Nigro

Non più abbattimenti ma 22 azioni per la conservazione e per la risoluzione sostenibile dei conflitti con l’uomo: ecco il nuovo Piano Lupo del Ministero dell’Ambiente.

Arriva il nuovo Piano Lupo

Un nuovo Piano Lupo, che non prevede più abbattimenti di animali ma 22 azioni per la conservazione della specie e la risoluzione sostenibile dei conflitti con l’uomo. Arriva, 15 anni dopo quello precedente del 2002, il nuovo documento del Ministero dell’Ambiente, denominato ‘Piano di conservazione e gestione del Lupo in Italia’.

Elaborato dopo una lunga serie di consultazioni e condivisioni con Regioni, Province Autonome, ISPRA e portatori di interesse, il nuovo Piano lupo è pronto ed è stato ora inviato alla approvazione definitiva della Conferenza Stato-Regioni.

Serve una prevenzione attiva e diversificata dei possibili conflitti, per questo abbiamo previsto, tra le altre novità, azioni specifiche di prevenzione con interventi sperimentali che interessino specifici ambiti territoriali, anche ristretti, che vivono problematiche uniche – ha detto il ministro Sergio Costa – Con questo piano ribadiamo che non servono gli abbattimenti, ma una strategia, che abbiamo delineato in 22 azioni. Questo non toglie che occorra un continuo aggiornamento delle linee guida del Piano e che altre iniziative verranno prese anche parallelamente, in sinergia col Piano”.

Non ci saranno più, dunque, gli abbattimenti controllati” di lupi che erano previsti nel precedente piano del 2017 e che avevano provocato accese polemiche e proteste di cittadini e ambientalisti, tanto che alla fine quel documento è stato congelato nella Conferenza-Stato-Regioni.

Esclusa dunque la riapertura della caccia, il piano prevede 22 azioni che a partire da una rigorosa analisi tecnico-scientifica mirano alla conservazione ed alla risoluzione sostenibile dei conflitti con le attività antropiche. Anche la Commissione Europea ha espresso apprezzamento per il documento.

L’Italia ospita un patrimonio di lupi ragguardevole, circa il 9-10 per cento della consistenza del lupo a livello europeo (tolta la Russia) e il 17-18 per cento a livello comunitario. Il nuovo Piano Lupo rafforza l’impegno del Ministero a sostenere a livello nazionale il monitoraggio di questo animale attraverso il supporto tecnico di ISPRA per avere dati sempre più affidabili. La conservazione del lupo rappresenta una parte importante dello sforzo che deve essere messo in atto per mantenere la biodiversità ed assicurare la funzionalità degli ecosistemi presenti nel nostro Paese.

Occorre conoscere con la maggiore precisione possibile quanti lupi abbiamo in Italia, perché spesso si grida “al lupo, al lupo” ma si tratta di ibridi o di cani vaganti” spiega Costa.

Il lupo è una specie protetta dalla normativa comunitaria e da convenzioni internazionali ed è anche molto studiato, in Italia è stato oggetto dello svolgimento di 18 progetti cofinanziati dalla Commissione Europea, alcuni dei quali attualmente in corso.

Il documento di 55 pagine aggiorna al 2017-2018 la stima della distribuzione della popolazione di lupo. Sulle Alpi, essa è aumentata e quasi triplicata in tre anni:  nel periodo di campionamento 2017-2018, la stima del numero minimo in ciascuna provincia è di 293 individui rispetto ai 100-130 del 2015. In mancanza di una stima formale basata su un programma nazionale di censimento del lupo (come già previsto dal Piano d’Azione 2002), si legge nel Piano, la popolazione appenninica è stata stimata attraverso un metodo deduttivo ed è pari a quella del 2015 cioè 1.580 animali in media considerando tra un minimo di 1.070 e un massimo di 2.472.

Dal nuovo Piano Lupo emerge che il ministero dell’Ambiente rafforza e allarga il proprio coinvolgimento: ad esempio sostiene il monitoraggio di questo predatore attraverso il supporto tecnico dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) in modo da avere dati più affidabili – in assenza di un censimento preciso – e punta ad una maggiore informazione e comunicazione pubblica dell’impatto dei cani vaganti e degli ibridi lupo-cane sulla conservazione della specie.