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Amianto e lavoro: risarcimento record a Genova

Amianto e lavoro: risarcimento record a Genova

31 Ottobre 2025 Off di Marco Martone

Il risarcimento determinato tenendo conto del danno biologico terminale, del dolore patito dalla vittima e dei gravi riflessi sulla vita dei familiari.

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Un risarcimento di 520mila euro in favore degli eredi di una vittima della presenza di amianto sul luogo di lavoro,  è stato riconosciuto con un accordo stragiudiziale davanti al Tribunale di Genova. Il caso riguarda un ex dipendente di uno stabilimento metalmeccanico di Genova, operante nella costruzione di macchinari e impianti industriali pesanti (successivamente confluito in altra società). L’uomo, un aggiustatore meccanico, è deceduto nel 2022 a 66 anni per un mesotelioma pleurico maligno, contratto dopo un’esposizione professionale prolungata all’amianto. Il risarcimento complessivo nei confronti degli eredi (liquidato in unica soluzione il 30 settembre scorso) è stato determinato tenendo conto del danno biologico terminale, del dolore patito dalla vittima e dei gravi riflessi sulla vita dei familiari. Pur trattandosi di un accordo stragiudiziale, la vertenza – condotta dagli avvocati Domenico Carotenuto e Marco Giglia e dal Dott. Nicola Maria Giorgio, rispettivamente legali e responsabile medico-scientifico di AP Risarcimento & Consulenza, con sede principale a Scafati (Salerno) – ha richiesto un paziente lavoro di ricostruzione storica e giuridica.

Quattro anni per avere giustizia

La vicenda ha inizio nel luglio 2021, quando arriva la diagnosi di mesotelioma pleurico per l’aggiustatore meccanico, che aveva lavorato per oltre vent’anni nello stabilimento di Genova.  La malattia ha progressivamente limitato ogni aspetto della sua quotidianità, fino al decesso avvenuto nel luglio successivo. Da qui ha avuto inizio la battaglia legale dei familiari. «La difficoltà maggiore – hanno spiegato gli avvocati Carotenuto e Giglia – è stata far emergere la verità storica: ricostruire documenti, testimonianze, diagnosi, certificazioni INAIL e responsabilità aziendali.  È stato un lavoro certosino di ricostruzione storica e giuridica, che ha richiesto attenzione, esperienza e profonda conoscenza del diritto del lavoro». Determinante è stato il contributo di specialisti come il dott. Nicola Maria Giorgio, medico legale di parte. «Dal punto di vista medico-legale, casi come questo – commenta il dott. Giorgio – dimostrano quanto sia essenziale ricostruire con precisione il nesso causale tra esposizione professionale e insorgenza della patologia ». Il risultato ottenuto rappresenta un esempio di giustizia possibile anche a distanza di molti anni dai fatti. ” Ha un valore profondo, sia umano che professionale. In questo caso, abbiamo accompagnato una famiglia nel percorso più difficile: trasformare una perdita ingiusta in un riconoscimento di dignità ” concludono ad AP Risarcimento & Consulenza.

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