Andar per Langhe: tra borghi, castelli e enogastronomia

Andar per Langhe: tra borghi, castelli e enogastronomia

02 Ottobre 2020 0 Di Patrizia Russo

Langhe, una sola parola per indicare un territorio di paesaggi vitivinicoli, profumo di tartufo e nocciole, borghi, castelli e tesori “dop”.

Paesaggi che si vestono di nuove tonalità ad ogni stagione

Questo piccolo territorio del basso Piemonte, in qualsiasi periodo dell’anno, dà il meglio di sé.

Solenne e assolato in primavera, coperto di nebbiolina ha l’odore della vendemmia e del tartufo in autunno, fiabesco in inverno sotto un manto di neve.

Ogni stagione è, dunque, una buona scusa per recarsi in una delle zone più scenografiche d’Italia, i cui territori, non a caso, sono stati riconosciuti dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

È però l’autunno la stagione ideale per scoprire i borghi medievali, assaggiare le prelibatezze gastronomiche, apprezzare la cultura vitivinicola, che qui trova una delle sue espressioni più alte, e ammirare la bellezza delle dolci colline rivestite da filari di noccioli e colorate vigne che cangiano dal verde pallido al vinaccia, passando per il giallo e il marroncino.

Borghi e castelli medievali

In un piccolo territorio quello che abbraccia le Langhe, il Roero e il Monferrato si trova una moltitudine di paesi arroccati attorno ad un castello o ad una torre che ancora oggi ricordano l’antico passato feudale di queste terre. Sono tanti, ma relativamente vicini tra loro e in un week-end è possibile visitarne più d’uno.

Una sosta (quasi) obbligatoria è Neive, una cittadina con impianto medievale, dove è molto piacevole passeggiare per le stradine del centro storico. Interessante è la Chiesa dedicata a San Michele, luogo di culto ortodosso vista la grande quantità di bellissime icone che adornano le pareti e l’altare.

Dall’alto del centro storico si gode di una splendida vista sulle colline del Barbaresco.

Bellissimo borgo, che ha dato il suo nome a uno dei vini più famosi al mondo, è indubbiamente Barolo circondato da uno sterminato susseguirsi di preziosi vigneti in uno scenario rasserenante.

L’elemento fortemente caratterizzante l’abitato è il duecentesco castello Faletti che ospita l’innovativo Museo del Vino – Wi.Mu https://www.wimubarolo.it/.

Progettato da François Confino è un emozionante percorso nella cultura del vino e nella civiltà enoica.

La visita si snoda tra la terrazza panoramica del castello, che regala una vista mozzafiato sulle Langhe fino alle storiche cantine.

Un interessante percorso dove il vino viene rivisto nell’arte, nella musica, nella letteratura, nella storia, nella cucina e nei miti universali.

Wi.Mu è anche un omaggio a chi ha abitato il castello, gli ultimi marchesi di Barolo, Carlo Tancredi Falletti e la consorte Juliette Colbert (Marchesa Giulia di Barolo) e Silvio Pellico, protagonista del Risorgimento, ospitato al palazzo come bibliotecario.

Al castello è conservata la sua camera-studio. Il percorso termina nelle antiche cantine, sede oggi dell’Enoteca Regionale del Barolo, dove è possibile fare degustazioni o acquistare del buon vino.

La Morra: Cappella di SS. Madonna delle Grazie Ph. P.Russo/IT24
La Morra: Cappella di SS. Madonna delle Grazie Ph. P.Russo/IT24

Di grande impatto visivo è la chiesetta colorata vicino a La Morra. La Cappella di SS. Madonna delle Grazie, meglio conosciuta come Cappella del Barolo, fu ristrutturata e dipinta dagli artisti Sol LeWitt e David Tremlett che hanno saputo trasformare un rudere in una splendida testimonianza di arte contemporanea.

La Morra è anche conosciuta come il balcone delle Langhe, perché dal Belvedere la vista spazia a trecentosessanta gradi su tutto il territorio fino alle Alpi offrendo uno spettacolo superbo e senza paragoni.

Si rimane incantati davanti al susseguirsi senza fine di poggi punteggiati da borghi, castelli e torri che si ergono fieri dai vigneti. Ad una manciata di chilometri da Barolo, percorrendo strade che si perdono tra le mille geometrie di vigneti e i campi coltivati, troviamo Grinzane Cavour.

Il borgo fa da corollario all’imponente maniero da cui si gode una vista che si dilata a perdita d’occhio.

Il castello ospita, oltre ad un rinomato ristorante anche il Museo della civiltà contadina e del famoso statista. Un altro piccolo gioiello, immerso nella campagna piemontese, è senza dubbio Monforte d’Alba, che colpirà per il suo fascino.

È molto piacevole addentrarsi nelle viuzze strette e ripide che conducono al centro del paese, la piazza dominata dalla torre campanaria, la chiesa e l’anfiteatro a cielo aperto formato da un susseguirsi di gradoni rivestiti d’erba.

Ed è sempre per colline disegnate da pittoreschi vigneti che si arriva a Serralunga d’Alba.

Anche questo piccolo borgo medioevale sorge in uno straordinario scenario ed è dominato dal suo castello. Il cuore di Serralunga risiede nella parte antica arroccata su di un poggio che domina le colline dei grandi vini. Il tour può concludersi nell’incantevole Cherasco, cittadina più grande rispetto alle precedenti, con ampie vie ortogonali abbellite da numerosi edifici civili e religiosi che vanno dal medioevo all’età barocca.

Alba dove trionfa il tartufo

Autunno è tempo di Tartufo Bianco. Da non perdere per chi capita in città, da ottobre a dicembre, è la Fiera del Tartufo d’Alba https://www.fieradeltartufo.org/ che attira, ogni anno, migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo. Le strade di Alba, che è il cuore storico della manifestazione dedicata al Tuber magnatum Pico, si inebriano dell’odore quasi afrodisiaco di questo potente tubero. L’area espositiva della fiera è ubicata in pieno centro storico, il luogo ideale per apprezzare e acquistare il meglio dei tartufi provenienti dai boschi di Langhe, Roero e Monferrato. Imperdibile per gli appassionati del tubero, brutto ma buono, è l’area riservata alla ristorazione e alla degustazione dei grandi vini abbinati ai piatti tipici realizzati per accompagnare ed esaltare i profumi del Tartufo Bianco d’Alba. All’interno del Mercato del Tartufo c’è l’Alba Truffle Show: lo spazio dei Cooking Show con i grandi chef, le Analisi Sensoriali del Tartufo, le Wine Tasting Experience, gemellaggi con territori d’eccellenza enogastronomica e “matrimoni del gusto” tra le colline di Langhe, Monferrato e Roero insieme ad ospiti, incontri e dibattiti. Quest’anno la Fiera si conferma e amplia la sua funzione didattica con l’Alba Truffle Bimbi, il padiglione dedicato ai bambini e alle loro famiglie.

Food e Wine per appassionati di cucina e buon vino

Questo territorio, culturalmente e scenograficamente tra i più interessanti d’Italia, è famoso in tutto il mondo per la ricchezza delle tradizioni e delle produzioni tipiche, per i paesaggi collinari, immortalati e resi celebri da scrittori come Pavese e Fenoglio, ma anche (e soprattutto) per le tante prelibatezze che questa terra offre (nobili vini, Tartufo Bianco, Nocciola Tonda e Gentile, l’eccellenza dei grandi formaggi) che danno vita a ricette e sapori inconfondibili.

Il fiore all’occhiello del Piemonte sono i preziosi e pregiati vini di Langa e Roero: Barolo, Barbaresco, Barbera, Nebbiolo, Dolcetto. Le dolci colline ricoperte di viti che ogni anno producono ottimi vini, incantano qualsiasi viaggiatore. Un ininterrotto susseguirsi di cru, che fanno sognare gli appassionati enologi, intenditori o semplici bevitori, sono prodotti seguendo regole ferree. Percorrere le colline e degustare eccellenti etichette è una delle esperienze più particolari ed entusiasmanti che questo territorio offre. Nella cornice delle Langhe caratterizzata da una radicata passione vinicola e vitivinicola, la cantina è una presenza forte quindi il tour non può dirsi completo se non se ne visita almeno una. Un’esperienza interessante la propone la cantina Fontanafredda di Serralunga d’Alba https://fontanafredda.it/site/. La tenuta venne iscritta nel patrimonio privato di Vittorio Emanuele II, Re di Sardegna, nel 1858. Il sovrano, innamoratosi perdutamente di Rosa Vercellana gliene fece dono e la insignì del titolo di Contessa di Mirafiore e Fontanafredda. La storia di Fontanafredda inizia allora, ma l’attività commerciale comincia vent’anni dopo grazie alla passione e alla lungimiranza di Emanuele Guerrieri Conte di Mirafiore, figlio del Re e di Rosa, nobile figura di imprenditore, che si dedica al vino con un approccio assolutamente moderno. Oggi Fontanafredda conserva intatte le testimonianze del suo nobile passato: la residenza di caccia, il borgo, le ampie cantine, i vigneti. La visita guidata alle cantine ottocentesche è sicuramente molto interessante. È un luogo pieno di fascino: camminando sotto le antiche volte della Cantina del Re si ammirano le maestose botti della Cantina Cattedrale che ancora oggi svolgono l’importante compito dell’affinamento dei nobili vini rossi delle Langhe, prima fra tutti il Barolo. Alle cantine storiche si alternano ambienti di più recente costruzione, dotati di tutte le tecnologie, oggi indispensabili, per esaltare le caratteristiche delle uve che consentono di elaborare nel modo migliore i vini bianchi e gli spumanti. Imperdibile alla fine della visita la degustazione del Barolo e una visita alla Bottega 100Vini che offre ai visitatori la possibilità di acquistare i vini di Fontanafredda e Mirafiore e di altre importanti cantine nazionali. I tour guidati, su prenotazione, comprendono la visita alle cantine; la degustazione è facoltativa e comprende due di calici di Barolo.

Fontanafredda: le maestose cantine ottocentesche. Ph. P.Russo/IT24
Fontanafredda: le maestose cantine ottocentesche. Ph. P.Russo/IT24

Questo angolo di Piemonte è una terra amata anche dai buongustai, imperdibili quindi tappe gourmet per gustare bolliti, brasati, formaggi, tajarin, ravioli al plin, fonduta, da concludersi con il “Bonet” e l’eccellente torta di nocciole da assaggiare in tipiche trattorie o ristoranti prestigiosi. Da provare l’osteria Tre Case a Serralunga d’Alba http://osteriatrecase.it ambiente essenziale, accogliente ed elegante. Accanto ai piatti della tradizione, c’è ampio spazio per la creatività e l’originalità dello Chef Marco il tutto accompagnato con vini eccezionali! Tra i protagonisti del territorio non può mancare l’aristocratico tartufo bianco lamellato sull’uovo al burro cotto a bassa temperatura, accompagnato da un Verduno, scelto in una carta vini senza paragoni, proposto dalla locanda La Gemella http://www.locandalagemella.it nel centro di Barolo.