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Anno Nuovo: un brutto avvio, ma coltiviamo la speranza

Anno Nuovo: un brutto avvio, ma coltiviamo la speranza

04 Gennaio 2026 Off Di Piero Sandulli

Abbiamo salutato il Nuovo Anno nel peggiore dei modi. La strage dei giovanissimi in Svizzera, in un locale privo delle necessarie misure di sicurezza, ha ancora una volta dimostrato che abbiamo sacrificato alla bramosia del guadagno la vita di quaranta adolescenti. Abbiamo così mandando letteralmente in fumo i loro sogni e la loro vita. C’è da augurarsi e pregare per questo, che i tanti (troppi) feriti non abbiano subito ustioni troppo gravi e che la qualità della loro vita non risulti eccessivamente compromessa.

La strage in Svizzera e l’illusione del guadagno

Fortunatamente il sistema di sicurezza previsto dalla normativa italiana è più rigido e maggiormente idoneo a garantire la sicurezza dei fruitori dei locali pubblici. É, però, necessario ricordare che dette norme non debbono mai essere eluse e sacrificate alla illusione di un maggiore guadagno !
Poi nella notte tra il due e il tre di gennaio abbiamo assistito al funerale del diritto internazionale. Senza entrare nel merito della discutibile figura di Maduro, che è certamente al potere in modo illegittimo, tuttavia, non si può pensare di affermare un diritto con un atto di sopraffazione nei confronti di un Paese straniero.

Trump contro il diritto internazionale

La più volte evocata dottrina Monroe ( Presidente del primo ottocento 1758-1831) era nata come reazione al colonialismo dei paesi europei nei confronti del continente americano e non certo per consentire agli Stati Uniti di ergersi a sceriffo del continente americano. L’impressione ora è che dietro l’angolo ci sia una guerra economica con la Cina per il controllo del petrolio del Venezuela e per contrastare la penetrazione cinese nella America meridionale.

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Il metodo seguito dalla presidenza Trump non solo è in aperto contrasto con il diritto internazionale, poiché incide sulla autonomia di un Paese (a prescindere da come essa viene esercitata), ma appare estremamente rischioso, perché potrebbe innescare una serie di conseguenze non facilmente gestibili. Se la Cina adottasse lo stesso metodo con l’isola di Taiwan cosa potrebbe accadere ?

Dove sono le Nazioni Unite ?

Nella gestione della politica internazionale ci vorrebbe più prudenza e maggiore rispetto per le regole.
Infine, c’è da chiedersi che fine ha fatto il grande assente ? Che fine hanno fatto le Nazioni Unite, nate proprio per evitare ciò che sta accadendo, senza che sia ascoltata neppure la voce di tale struttura, divenuta, ormai, un inutile orpello.
Augurandoci, comunque, un buon anno speriamo che non prosegua così e che finalmente possa tornare la pace in Ucraina e in Palestina.

*** Piero Sandulli è Professore di Diritto Processuale Civile

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