Anziani in aumento.Il successo delle Università della Terza età
07 Luglio 2025In Italia ci sono 350 sedi UNITRE, Università della Terza Età, con 80 mila soci. Cosa c’è dietro il loro successo e come combattono la solitudine di una popolazione che invecchia ?

La terza età è quella in cui si ha più tempo per se stessi. È un tema che ti prende quando senti di esserci arrivato. Come italiani abbiamo diversi primati in questo campo. Poi, quando vieni a sapere che le persone non più giovani si impegnano per rendere più piacevole questa fase della vita, scopri cose straordinarie. Allora, si va in cerca di storie da raccontare. Pensi anche che per combattere la solitudine a 60, 70, 80 anni e più, in fondo basta poco. Riunirsi in luoghi adatti a conversare, leggere, giocare a carte, ascoltare musica, vedere film, fare uncinetto: semplicemente non sentirsi soli. La solitudine va, dunque, combattuta e la ricerca di un’identità collettiva tra persone cariche di vita e di esperienze diventa antidoto di grande efficacia. È andando in cerca di storie positive e di antidoti, che per i nostri nonni erano la parrocchia, la sede del partito politico, il bar, l’osteria, si viene a conoscenza dell’impatto coinvolgente delle UNITRE, Università della Terza età o delle Tre età. Strutture territoriali diffuse e amiche degli anziani.
Le ragioni di un successo
Aiutano ? Chi le frequenta ? Non c’è dubbio che sono luoghi di aggregazione di alto valore sociale. E per non rischiare di avere un Paese senza un passato da ricordare, ponte culturale con l’attualità, i Comuni le istituiscono appena possono. Sono 350 ma è il caso che se ne creino molte di più. Solo da poco ho scoperto che ce n’è una anche a Pomigliano d’Arco, la mia città, e che va a gonfie. È riconosciuta come struttura di qualità in tutta la Campania. Esiste da tre anni e conta decine di iscritti che frequentano con assiduità le attività programmate con il loro consenso. Il Presidente Nicola Manna mi ricorda che l’Italia è il Paese con la maggiore percentuale di anziani d’Europa e che nel 2050 saranno più di 21 milioni, cioè un terzo della popolazione. Fare qualcosa, oggi, è importante. “ Gli anziani italiani stanno rivoluzionando il modo di vivere la terza e quarta età con la longevità attiva “dice Manna. Donne e uomini fantastici impegnati per ore in attività cognitive e ricreative. Pomigliano d’Arco ha subito molte trasformazioni nella sua storia, ma ha mantenuto forte l’identità di città industriale con grandi fabbriche. La popolazione anziana è il 21% con 1 cittadino su 5 che ha più di 65 anni. Molti giovani vanno fuori e le fabbriche non attirano nuovi residenti come un tempo. L’idea di far ritrovare insieme una parte degli anziani nella struttura di una ex distilleria è stata felice. L’ex distilleria Esposito è un’icona del lavoro cittadino. Evoca tradizione ed effluvi odorosi dei distillati dispersi nell’aria.
Formare e informare
Vi ritrovate qui e siete soddisfatti ? chiedo a Manna “Certo.L’UNITRE persegue due obiettivi: quello della cultura, in mano ai docenti e quello dell’Accademia d’Umanità, in mano agli studenti che non sono utenti passivi che ascoltano le lezioni e tornano la volta dopo. Sono associati che vengono sollecitati ed educati a partecipare alla vita della struttura in vari modi “. Le immagini di vecchietti adagiati sulle panchine sono l’opposto di quello che si vive in questo ambiente. La direzione di marcia di UNITRE è chiara e ogni anno c’è un calendario delle attività. Il risultato 2025 è stato da record con 120 lezioni – conferenze,15 docenti impegnati tra nuovi inserimenti e laboratori,12 passeggiate didattiche.Numeri specchio di quello che gli anziani fanno quandosi ritrovano.” La nostra mission è di formare, informare, fare anche prevenzione nell’ottica di una educazione permanente, rinnovata di un invecchiamento attivo” spiega il presidente. Comprendiamo che è un modo per aprire il sociale al territorio. E il territorio per studenti di terza età significa storia e attualità. Quest’anno nell’incontro con i docenti, i nostri hanno appreso gli effetti della Rivoluzione napoletana del 1799 sulla loro città. Oppure hanno capito in cosa consiste il progetto di autonomia differenziata e altri spunti: giusto per accrescere il sapere mantenendo viva la curiosità e la mente. Se l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha chiesto ai governi di tutto il mondo un approccio di sistema per includere politiche sociali, sanitarie e comunitarie, le Università per anziani in Italia sono sulla buona strada. “ Noi ci rifacciamo all’Universitas del Medioevo, la cui organizzazione faceva capo agli studenti e in cui i docenti prestavano la loro opera gratuitamente perché ritenevano il sapere un dono ”aggiunge Manna. Visti i numeri 2025, tocca dire che la disciplina medievale qui ha ancora un senso.


