Appalti & rifiuti, basta la mossa: dimissioni di De Luca non protocollate

Appalti & rifiuti, basta la mossa: dimissioni di De Luca non protocollate

19 Febbraio 2018 0 Di Marino Marquardt

Roberto De Luca “fa la mossa”: presenta le dimissioni ma non le protocolla, solo per vedere che succede alle elezioni. 

Appalti & rifiuti, dimissioni di De Luca: basta la mossa

Tangenti & Rifiuti, “basta la mossa”, dicono a Napoli. E secondo i malpensanti Roberto De Luca – fratello di Piero candidato blindato del Pd e secondogenito del governatore della Campania Vincenzo – avrebbe appunto fatto soltanto la “mossa” in attesa di vedere l’effetto che fa e in attesa di prendere atto degli esiti del voto del 4 marzo.

La “mossa” è tutta nell’annuncio delle dimissioni da assessore al Bilancio del Comune di Salerno fatto durante la convention alla quale erano presenti i congiunti tutti pane e politica.

Una “mossa” – secondo i bene informati – consigliata da Luca Lotti a Matteo Renzi e da costui sollecitata al pater familias salernitano.

A quanto pare una “mossa farlocca”, dunque.

Un dubbio – questo – rafforzato dal fatto che le dimissioni non sono state ancora protocollate.

E senza questo atto le dimissioni sono soltanto fuffa, diversivi nel tentativo di allontanare chiacchiere e maldicenze.

Come quelle relative all’interessamento sullo smaltimento di fanghi tossici, materia di esclusiva competenza regionale e non certo di un assessore comunale al Bilancio.

Sull’argomento – tra l’altro – c’è chi giura che non si muove foglia in famiglia e nell’entourage deluchiano senza l’autorizzazione del governatore…

Ringhii rabbiosi e sfoghi scomposti nel video pubblicato oggi sulla pagina fb di Vincenzo De Luca.

Affermazioni indignate in pieno stile deluchiano da consegnare a Crozza per i suoi spettacoli.

Non vale la pena neanche accennarne gli scontati contenuti.

Tangenti & rifiuti, caduta di stile dell’informazione

Intanto la storiaccia Tangenti & Rifiuti fa registrare una ricaduta anche nel mondo dell’Informazione.

Voci di dentro riferiscono i malumori e gli imbarazzi che attraversano le stanze e i corridoi del Mattino, il maggior quotidiano del Mezzogiorno ritenuto da molti cauto, troppo cauto nei riguardi della tempesta che sta attraversando il Pd in Campania.

Sotto accusa il direttore Alessandro Barbano, uomo di fiducia dell’editore-costruttore Francesco Gaetano Caltagirone padre di Azzurra, ex moglie di Pierferdinando Casini.

Nonostante la fine del matrimonio – ricordano al Mattino – i rapporti tra i tre sono rimasti buoni.

Da qui l’associazione di idee Caltagirone-Pd-Caso De Luca-Casini candidato Pd.

E da qui – secondo le gole profonde – la morbida linea editoriale contestata da parte della redazione.

Gli equilibrismi di Barbano, insomma, a tutela dei buoni rapporti tra Casini e l’ex Capo Scout.