Aspettando il G7: il preludio al meeting dei “grandi” in Cornovaglia

Aspettando il G7: il preludio al meeting dei “grandi” in Cornovaglia

10 Giugno 2021 0 Di Tommaso Corno

I leader dei Paesi G7 si stanno preparando all’incontro che li vedrà partecipi a partire da domani. Biden e Johnson si sono incontrati oggi: sembra esserci l’accordo su Irlanda e sul “Patto Atlantico”.

Verso il G7 di domani: i leader globali arrivano a Carbis Bay

Inizierà domani il tanto atteso incontro del G7, che quest’anno si terrà presso l’hotel di Carbis Bay, in Cornovaglia. I leader di Regno Unito, Francia, Italia, Germania, Stati Uniti, Giappone e Canada, insieme alla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, si incontreranno per discutere gli argomenti caldi del panorama internazionale, a partire dal clima per arrivare fino ai futuri accordi di cooperazione del Regno Unito post-Brexit.

 

Si tratta del primo incontro G7 tenuto dal vivo dall’inizio della pandemia, dopo lo stop nel 2020 proprio a causa del dilagare del virus. In queste ore, i leader stanno raggiungendo la location dell’incontro, dove la sicurezza è stata portata a livelli molto elevati, con le strade presidiate dalle forze dell’ordine e dai militari inglesi.

Le misure messe in atto per garantire la sicurezza del summit hanno causato qualche problema per i residenti, in particolare per oltre un centinaio senzatetto che sono stati costretti ad abbandonare i propri alloggi temporanei in modo tale da garantire spazio a sufficienza per addetti e turisti in arrivo per seguire l’evento.

 

Nel frattempo, i protagonisti del summit si stanno preparando agli incontri che avranno luogo a partire da domani e che dureranno fino a domenica. Si parlerà molto di temi legati alla pandemia, come la spedizione di vaccini verso Paesi in via di sviluppo, ma anche di argomenti come la transizione ecologica, la cui importanza è stata sottolineata dal Primo Ministro britannico Boris Johnson in un video pubblicato sui canali social di Downing Street.

 

Il primo summit G7 di Biden: oggi l’incontro con Johnson

Anche l’Air Force One con a bordo Joe Biden è atterrato questa mattina a Newquay, dove il Presidente USA è sbarcato accompagnato dalla moglie Jill in vista del suo primo summit G7. Il successore di Donald Trump ha intrattenuto i militari presenti all’aeroporto con un discorso, annunciando di voler “dimostrare che gli Stati Uniti sono tornati e che le democrazie globali sono unite nell’affrontare anche le sfide più complesse”.

 

La carovana presidenziale, preferita al trasporto via elicottero a causa delle condizioni metereologiche, si è poi diretta a Carbis Bay, dove nelle ultime ore Biden si è riunito con il Primo Ministro britannico per un breve incontro pre-summit. Si tratta di una conversazione fondamentale per definire gli obbiettivi dei due Paesi, storicamente molto legati sia da un punto di vista economico che geopolitico. Sebbene fra Biden e Johnson non ci sia una grande simpatia (il Presidente americano aveva definito Johnson un “sosia di Trump”), sembrerebbe che fra le due potenze anglofone ci sia un forte desiderio di collaborazione.

 

Entrambi i leader hanno come punto chiave della propria agenda la cooperazione per la sicurezza. Sebbene la politica dei conservatori inglesi sia ben diversa da quella predicata da Biden e dal suo team, sembra che i due abbiano trovato un accordo sulla condivisione dell’intelligence, e che gli altri Paesi presenti al summit condividano la posizione – già anticipata nelle ultime settimane – raggiunta dai due. Sembrerebbe inoltre esserci una prospettiva per un nuovo Patto Atlantico, dopo quello firmato da Churchill e Roosevelt oltre 80 anni fa, focalizzato su scienza, tecnologia e commercio, che riconfermerebbe quel “rapporto speciale” (termine poco gradito dagli inglesi) fra USA e Regno Unito.

 

Un possibile punto di rottura è il trattamento riservato all’Irlanda dopo la Brexit. Biden, che ha forti radici irlandesi, ha più volte ribadito che non transigerà sulla continuità del “Good Friday Agreement”, e che il mantenimento della pace in tutta l’isola irlandese rappresenta una necessità rispetto alla quale il governo inglese dovrà agire in maniera responsabile. Sembra più facile a dirsi che a farsi, considerando le tensioni che nelle ultime settimane sono montate in Irlanda del Nord, ma dalle dichiarazioni successive all’incontro trapela l’impegno da parte di Johnson a non opporsi a quelle che sono le aspettative statunitensi per quanto riguarda questo argomento.

 

Per Draghi c’è l’intesa sulla transizione ecologica tenendo lo sguardo fisso sul futuro

Anche l’Italia, rappresentata al summit dal premier Mario Draghi, avrà un ruolo significativo nei prossimi giorni. Settimana scorsa, in una telefonata fra lo stesso Draghi e Johnson, entrambi i leader hanno ribadito l’importanza della programmazione di azioni concrete per contrastare i grandi problemi che il mondo si trova ad affrontare in questo momento. In particolare, sia il leader italiano che quello inglese si sono trovati d’accordo sulla necessità di aumentare l’accessibilità dei vaccini nei Paesi in via di sviluppo, insieme a quella di raggiungere l’obbiettivo della transizione ecologica in tempi brevi.

 

Ma le parole devono, chiaramente, essere seguite dai fatti, che al momento indicano una certa riluttanza da parte degli inglesi nel contribuire ad un programma di accessibilità vaccinale a livello globale. La mancata fornitura di vaccini dal Regno Unito verso Paesi in via di sviluppo ha sollevato molte polemiche nelle ultime settimane, ed è probabile che proprio questo argomento venga affrontato nei prossimi giorni, nel tentativo di sviluppare un framework condiviso per velocizzare la lotta alla pandemia.