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Assistenza domiciliare, tutte le cifre di un settore in crescita

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Assistenza domiciliare

Cresce in Italia il settore dell’assistenza domiciliare: dalla badante straniera si è passati alla rete delle organizzazioni di assistenti familiari in franchising.

Assistenza domiciliare, utilità sociale in formato casa

 

Il fenomeno è esploso a partire dagli anni ’90,  si è sempre più diffuso in Italia il ricorso diretto da parte delle famiglie alle prestazioni di «assistenti familiari» dette anche «badanti». Quasi sempre donne straniere, disponibili spesso ad una presenza continuativa presso l’abitazione della persona assistita.

Si calcola che oggi in Italia siano presenti circa 800 mila “badanti”, il 90% delle quali provenienti da altri Paesi (57% dall’Est-Europa, 34% dal sud-America, 5% dall’Asia e 4% dall’Africa).

Si ricorre maggiormente a questa forma di aiuto domiciliare nelle regioni del Nord: in quest’area 1 anziano su 10 usufruisce di una “badante” e così pure 1 persona non autosufficiente su 2.

In Italia la Lombardia ha fatto da apripista e pioniere in ambito di assistenza domiciliare, inaugurando così in tutto per tutto un mestiere di utilità sociale.

Il settore dell’home care riscuote successo a livello internazionale, soprattutto negli Stati Uniti dove l’home care è in piena espansione. Un recente articolo di Forbes, “Best franchise to own“, presenta il franchising dell’assistenza domiciliare come il miglior settore in cui investire con un investimento ridotto dalla forte e chiara utilità sociale.

Negli Usa il trend è in costante crescita: agli inizi del 2000 le società di franchising erano 13, e oggi sono oltre 50 nonostante l’America sia al 42° posto come aspettativa di vita, mentre l’Italia è terza dopo il Principato di Monaco e il Giappone.

In un Paese come il nostro, che demograficamente continua ad invecchiare rapidamente, puntare sull’assistenza agli anziani e disabili oltre a essere un settore di primaria importanza e utilità sociale, dovrebbe essere una priorità dello Stato. Sia come stimolo all’imprenditoria privata che tramite azioni dirette.

Le imprese di assistenza creano occupazione, producono fatturati, combattono l’evasione, creano benessere e salute per le persone, migliorano la vita lavorativa e famigliare, aiutano la società riducendo costi sociali, liberano risorse preziose della sanità pubblica riducendo gli enormi costi enormi dell’assistenza pubblica.

In Italia, prima nel suo genere, spicca la felice case history di Assistenza Amica, azienda attiva in tutta Italia nel campo del sociale e da 15 anni specializzata nei servizi di assistenza domiciliare ad anziani e disabili, inaugura le nuove filiali di Monza e Varese, che diventa così capofila nell’assistenza domiciliare.

Fin dall’apertura della sede centrale di Piacenza nel 2002, nasce con l’obiettivo di allargare la propria presenza sul territorio nazionale, attraverso un servizio di sostegno alle famiglie ventiquattro ore su ventiquattro per l’appoggio domiciliare e di supporto.

Spiega Giuseppe Encedi, Ceo di Assistenza Amica:

Puntiamo alla crescita professionale del singolo dipendente con una visione volta alla meritocrazia. Infatti, anche a Varese, il caposquadra è una persona che lavora con Assistenza Amica da solo un anno ed è riuscita, in poco tempo, ad acquisire un ruolo di grande responsabilità grazie alle sue stesse capacità. Con una gestione moderna, tecnologica e, oserei dire, “visionaria” l’azienda ha permesso a tantissimi giovani di lavorare nel mondo del sociale, dando loro una stabilità economica indispensabile per poter progettare il proprio futuro.

Grazie all’esperienza maturata in questo settore, alla notevole conoscenza dei bisogni delle persone che si trovano a vivere in condizioni problematiche e ad una fitta rete di collaboratori, ha potuto ampliare il proprio raggio d’azione soprattutto in territorio lombardo, con l’apertura di diverse sedi localizzate a Milano, Cremona, Lodi, Brescia, Pavia, Bergamo, Roma e Mantova, per approdare entro fine anno anche a Firenze.