Attacco a Vienna, l’attentatore fa strage intorno alla Sinagoga

Attacco a Vienna, l’attentatore fa strage intorno alla Sinagoga

04 Novembre 2020 0 Di Pietro Nigro

Ecco il quadro aggiornato dell’attacco che la sera del 2 novembre ha colpito il centro di Vienna: un militante dell’Isis spara tra la gente e viene ucciso dalla polizia.

Vienna, morti e feriti. attcco di un militante islamista annunciato sui social

Il terrorista che il 2 novembre ha compiuto l'attacco a Vienna (ph. da Instagram).

Il terrorista che il 2 novembre ha compiuto l’attacco a Vienna (ph. da Instagram).

Un attacco nel centro di Vienna, la sera del 2 novembre. Protagonista del gesto, non una squadra di attentatori, come si pensa in un primo momento, ma un singolo terrorista, armato fino ai denti, che spara tra la gente, in sei diversi punti della città, e lascia dietro di sè 4 morti e diversi feriti. finché non viene atterrato dalla polizia.

L’attentatore, la cui azione egli stesso ha annunciato sui social ed è stata poi rivendicata dallo Stato islamico dell’Isis, è stato ucciso, come spiegato il mattino successivo dalla polizia, dopo aver ucciso almeno un civile, mentre altre quindici persone somo rimaste ferite, tra cui un agente di polizia.

L’attentatore dunque aveva postato una foto sul suo account Instagram prima dell’attacco. Una bella immagine che lo ritrare con due armi, probabilmente le stesse che ha poi usato nell’attentato. A confermarlo all’Apa – Agenzia di stampa austriaca – è stato il ministro dell’Interno austriaco, Karl Nehammer. Nel suo post, secondo la Bild, aveva giurato fedeltà al leader dello Stato Islamico (Isis) Abu Ibrahim al-Hashimi al-Qurashi. Nehammer ha anche rivelato che l’attentatore ucciso dalla polizia austriaca aveva 20 anni, era originario della Macedonia del nord ed aveva precedenti penali per associazione di stampo terroristico.

In tutto sono sei i punti della città in cui sono stati esplosi dei colpi: si tratta di Morzinplatz, Salzgries, Seitenstettengasse, Graben, Bauernmarkt e Fleischmarkt.

Il primo attacco è avvenuto vicino alla sinagoga di Vienna, a Schwedenplatz, e ad alcuni uffici della comunità ebraica, e ripetuto poi in altri cinque punti della città. Per questo in un primo momento si è parlato di un gruppo di attentatori, di cui almeno uno munito di una cintura esplosiva. In realtà, a compiere i vari attacchi è stato un unuico attentatore, che a partire dalle venti ha iniziato a muoversi e sparare, apparentemente dove capitava, finché non è stato intercettato ed ucciso.

Non è chiaro se la sinagoga fosse il vero obiettivo dell’attacco: in questo caso sarebbe stato il terzo in quarant’anni. Nell’aprile 1979 un chilogrammo di esplosivo al plastico deflagrò nel cortile della sinagoga viennese e l’attentato venne rivendicato da un gruppo terroristico palestinese. Nell’agosto 1981, ancora il terrorismo palestinese colpì la sinagoga di Seitenstett, uccidendo due persone e ferendone gravemente 21.

Tornando alla sera del 2 novembre, l’ultima di cui approfittare per un po’ di svago prima del Lockdown da Covi in vigore dal giorno 3, alle prime segnalazioni degli spari si sono mosse diverse unità della polizia austriaca, accorse sul posto e che poi hanno intercettato l’uomo ingaggindo una sparatoria e uccidendolo.

L’uomo, che era armato con una cintura esplosiva (poi risultata falsa) e un’arma automatica, una pistola e un machete, mentre correva ha sparato un po’ dove capitava, esplodendo diverse decine di colpi. In un caso, ad esempio, ha preso di mira gli avventori presenti nel giardino esterno di un bar, che tra l’altro si trova proprio di fronte la sinagoga e la soprastante abitazione del rabbino Schlomo Hofmeister. Secondo la sua testimonianza, “l’autore si è mosso in direzione di Hoher Markt e della chiesa di San Ruperto” e avrebbe sparato alle persone che erano sedute nel giardino di un pub in Judengasse e Seitenstettengasse, “senza mirare alla sinagoga”.

Alcuni testimoni hanno parlato di scene di guerra nelle strade di Vienna, con gli agenti che hanno fatto sdraiare per terra le persone per identificarle e perquisirle. Anche l’unità speciale Cobra ha allertato tutte le forze disponibili da Wiener Neustadt, Graz e Linz.

A lanciare l’allarme, sin da subito, le autorità austriache, che hanno parlato senza mezzi termini di un attacco terroristico pericoloso, ed hanno invitato la gente a restare a casa.

Gli attentatori responsabili dell’attacco a Vienna “sono pericolosi e hanno armi pesanti” ha detto inizialmente il ministro dell’Interno austriaco Karl Nehammer, ribadendo l’invito a restare a casa. “La situazione è molto difficile, dobbiamo essere uniti” ha aggiunto nel corso di una conferenza stampa notturna, spiegando che “le scuole sarebbero state chiuse” e chiedendo ai genitori di non far uscire i propri figli. Ci sarebbe, infatti, almeno un altro “terrorista in fuga”.

Nel frattempo, le forze dell’ordine hanno attivato posti di blocco ovunque, e anche alle frontiere, con la collaborazione dei paesi vicini, nel tentativo di rintracciare eventuali attentatori in fuga, Questa mattina le forze di sicurezza austriache hanno perquisito anche 15 abitazioni ed effettuato diversi arresti.

Pesante il bilancio della sparatoria. Ben  4 morti e altre 15 ferite nell’attacco e sono state portate in sei ospedali della capitale austriaca. Per alcuni feriti si è reso necessario un intervento chirurgico d’urgenza, come ha riferito il direttore medico dell’Associazione sanitaria di Vienna, Michael Binder, mentre le misure di sicurezza negli ospedali sono state intensificate per assicurare protezione alle vittime.

L’attentarore ucciso viene dalla Macedonia

Al termine della sparatoria, l’uomo che ha compiuto l’attentato e che aveva fucili e una cintura di esplosivi, è stato alla fine abbattuto, menrte sul web hanno iniziato a circolare varie rivendicazioni di gruppi islamisti e anche l’Isis ha fatto sapere che l’uomo ucciso era un suo “soldato”.

La sua azione, secondo quanto riporta Site, fa parte del “conto” per la partecipazione austriaca alla coalizione anti Isis, guidata dagli Usa.

Dopo l’uccisione, l’attentatore di Vienna è stato identificato: aveva 20 anni, era originario della Macedonia del nord e aveva precedenti penali per associazione di stampo terroristico. A renderlo noto è l’Apa, l’agenzia di stampa austriaca, che cita il ministro dell’Interno Karl Nehammer. Oltre alla cittadinanza austriaca aveva anche quella della Macedonia del nord, ha detto il ministro.

Nel 2019 era stato condannato a 22 mesi di carcere perché aveva tentato di partire per la Siria e di unirsi all’Isis. Una volta raggiunta la Turchia però era stato arrestato dalle autorità, gli era stato impedito di attraversare il confine con la Siria, era stato trattenuto e rimandato in Austria, dove è stato rilasciato il 5 dicembre dello scorso anno.

“Veniva da una famiglia perfettamente normale. Per me ha avuto la sfortuna di essere capitato sugli amici sbagliati. Se non fosse andato in moschea, ma alla boxe, sarebbe diventato un pugile”., dice l’avvocato viennese Nikolaus Rast – citato dal giornale Kurier – “Non avrei mai pensato che sarebbe stato possibile per lui diventare un assassino”, ha aggiunto il legale, che aveva rappresentato il ragazzo in un’udienza presso il Tribunale regionale di Vienna.