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Marco Zullo - Rubrica Marco di Fabbrica
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Attentato a Ranucci: giallo tra amici

Attentato a Ranucci: giallo tra amici

07 Luglio 2026 Off di Nunzio Ingiusto

Sigfrido Ranucci continua a dirsi sconvolto, perché lo considera un amico, ma Valter Lavitola resta indagato come presunto mandante dell’attentato che per poco non ammazzava sua figlia il 16 ottobre scorso a Pomezia.

Marco Zullo - Rubrica Marco di Fabbrica

L’imprenditore, già al centro di vicende giudiziarie,  è indagato per la bomba messa sotto casa del conduttore di Report e oggi sarà ascoltato dai magistrati romani. L’iscrizione nel registro degli indagati è scattata dopo che i carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e Frascati, su mandato dei Pm della Procura di Roma, hanno eseguito una perquisizione domiciliare, sequestrando il telefono cellulare e il computer. L’indagato ha telefonato proprio a Ranucci mente era in corso la perquisizione.

Secondo gli inquirenti l’imprenditore avrebbe fatto da tramite parlando con un secondo soggetto, cittadino del Camerun, che avrebbe poi preso accordi con i quattro arrestati nei giorni scorsi per portare a termine l’attentato. Le indagini vanno avanti e gli intrecci con i rappporti tra Ranucci e Lavitola si infittiscono. La reazione del conduttore di Report alle accuse a Lavitola continua ad essere di concerto e meraviglia. Lo ripete nelle interviste rilasciate tra ieri e oggi.  “Ci sentiamo al telefono molto spesso- ha detto Ranucci- con chiamate e messaggi settimanali, se non giornalieri. Ci siamo sempre visti pubblicamente al ristorante, nulla di strano. Sono anni che mi muovo sotto scorta. Sono certo che non avrebbe mai voluto fare del male né a me né alla mia famiglia. Quella bomba, forse, era un messaggio destinato a qualcun altro”. Dichiarazioni di cui i magistrati terranno conto durante l’interrogatorio, nonostante Lavitola abbia fatto sapere che non intende rispondere ai Pm .

Le inchieste di Report hanno toccato interessi  del Lavitola imprenditore ? Sembra escluso. Si compie un attentato a un giornalista noto per “avvertire” qualcun’altro ? Un personaggio con il passato giudiziario di Lavitola si presta a un gioco così pericoloso e con quale vataggio ? Domande da giallo.  Lavitola è un ex giornalista radiato dall’Ordine professionale ed ex editore del quotidiano l’Avanti .È stato già protagonista di clamorose vicende e si è mosso sempre con disinvoltura nelle stanze del potere: dalle truffe ai fondi pubblici alla compravendita di senatori. È stato condannato a due anni e otto mesi per tentata estorsione ai danni di Silvio Berlusconi. È stato anche candidato alle elezioni europee.

In un’intervista al Corriere della sera, Ranucci parla anche di un progetto politico che Lavitola starebbe costruendo. ” È vero che aveva intenzione di varare un progetto politico- dice – ne abbiamo parlato, abbiamo scherzato, ma io non mi sarei mai candidato “. Avvertimento politico trasversale, mediante una bomba sotto la casa di un personaggio simbolo del giornalismo d’inchiesta, è cosa difficile da credere, ma vedremo nei prossimi giorni. D’altronde  l’accusa per reato di strage aggravato dal metodo mafioso, prevede 15 anni di carcere e non se ne viene fuori facilmente. A meno che le indagini non siano andate a vuoto.

Ma Lavitola, “fonte di notizie anche per giornalisti più autorevoli di me”, ha detto sempre Sigfrido, è un altro aspetto che non sarà tralasciato dagli inquirenti. Di che notizie può essere fonte l’ex giornalista  ? A chi le forniva e con quale scopo ?

Le questioni, insomma, si intrecciano. For siamo agli inizi di una trama che i Pm dovranno sbrogliare  in un fatto di cronaca gravissimo, da tutti stigmatizzato come attacco alla libertà di stampa e che coinvolge due amici. Veri o presunti?

 

 

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