Babbo a Mamma Renzi tra una fattura e l’altra in pellegrinaggio a Medjugorje

Babbo a Mamma Renzi tra una fattura e l’altra in pellegrinaggio a Medjugorje

19 Febbraio 2019 0 Di Marino Marquardt

…E poi se ne andavano a Medjugorje… Per Tiziano – scudocrociato tatuato sul petto – e “Lalla” – amministratrice dei Beni di famiglia – era forse la lavanderia più vicina in linea d’aria…

L’accusa: sessantacinque fatture per operazioni inesistenti di un valore complessivo di 725mila euro

A margine dell’inchiesta che ha privato della libertà Babbo e Mamma Renzi – lui imprenditore dalle alterne fortune, lei ex insegnante poi diventata guida delle Aziende di famiglia- sono spuntati anche i pellegrinaggi nella terra delle veggenti, di quelle che raccontano di avere il privilegio di parlare a tu per tu con la Madonna.

Sono le note di colore della storiaccia che vede come protagonisti Tiziano Renzi – un “maneggione” secondo i compaesani di Rignano sull’Arno – e Laura Bovoli, lucida “spalla” negli affari del consorte. Da ieri – come è noto – entrambi sono agli arresti domiciliari.

Sessantacinque fatture per operazioni inesistenti o gonfiate, per un valore complessivo di 724.946 euro. Tutto sommato una cifretta da ladri di galline considerando i soldi che svolazzano attorno alla politica.

E’ il conto che i magistrati di Firenze hanno presentato ai coniugi Renzi ritenuti gli amministratori di fatto della cooperativa Marmodiv utilizzata dai due per “alleggerire” la loro società Eventi6 degli oneri previdenziali e fiscali. E “guadagnare qualche soldo in più”, per dirla con le parole della signora.

Furbetti di provincia tra politica e affari

Furbetti di provincia nell’ambito di una cerchia borderline fatta di politici, cacciatori di soldi, banchieri in disgrazia, bancarottieri amici di famiglia e discutibili manager. Il tutto all’ombra di cappucci, compassi e grembiulini. Non si sono fatti mancare nulla – insomma – quelli dell’ormai appassito Giglio magico. Un variegato zoo antropologico sotto il cielo della Toscana nel quale si sono incrociati politica e affari.

E’ il quadro che viene fuori dopo il chiacchiericcio dei mesi scorsi (dall’inchiesta Consip con i coinvolgimenti di Babbo Renzi e dell’ex Sottosegretario Luca Lotti ad oggi), culminati con l’ordinanza di custodia domiciliare a carico dei genitori dell’ex premier Matteo.

La signora Bovoli è amministratore unico della Eventi 6, la storica azienda di famiglia specializzata nel settore del marketing operativo: “Organizzazione di eventi, allestimenti fieristici, stampa e distribuzione di volantini e giornali”. Le proprietarie sono le sorelle dell’ex segretario del Pd, Matilde e Benedetta e la mamma Laura che è appunto amministratore unico della società a responsabilità limitata. L’ azienda ha alle spalle 30 anni di attività, e all’ inizio se ne occupava soprattutto il papà di Matteo, Tiziano. Si chiamava inizialmente Chil promozioni srl. La Società successivamente assunse l’attuale denominazione di Eventi 6.

La Chil – come è noto –alla vigilia dell’elezione di Matteo alla Provincia di Firenze promosse lo stesso dirigente della Società. Una furbata per mettere a carico dell’Ente i ricchi contributi previdenziali.

E proprio sulle manovre attorno Eventi 6 e alle cooperative satelliti che i giudici hanno rivolto la propria attenzione. Una lunga indagine che ha finito col mettere nei guai i Renzi. Mamma e Babbo sono accusati di bancarotta fraudolenta e di fatturazioni false.

“Chi ha letto le carte e ha un minimo di conoscenza giuridica sa che privare persone della libertà personale per una cosa come questa è abnorme – tuona intanto su fb Matteo Renzi che ha annullato l’annunciata conferenza stampa – Non mollo di un solo centimetro – aggiunge – Se qualcuno pensa di fermarmi, non mi conosce. Non ci conosce”. Cos’è, una minaccia o cosa?

 

19/02/2019  h.17.20