Badelj e un centrocampo in riserva. I rimpianti d’estate fanno malissimo

Badelj e un centrocampo in riserva. I rimpianti d’estate fanno malissimo

11 Novembre 2019 Off Di Redazione In24

Un’altra prestazione molto negativa del croato, ma anche Pulgar è in debito d’ossigeno. E Nainggolan ha dominato in mezzo.

Dicono che, le partite, si vincano o si perdano a centrocampo. È lì, che si fa la differenza. Equilibri, organizzazione, idee, proposte, filtro. La partita di ieri ne è stata la più fragorosa delle conferme. Del resto, si sapeva. Il Cagliari, che in estate aveva ceduto il suo centrocampista più forte (Barella) è stato capace di mettere in piedi un reparto ancora più competitivo. Corsa, muscoli, qualità e cervello. Difficile, tra le squadre di medio/alto livello, trovare di meglio. Così scrive il Corriere Fiorentino.

FRAGILITA’. Discorso (parecchio) diverso per la Fiorentina. Fin da subito infatti, s’era intuito che proprio il centrocampo fosse il reparto più fragile: tre titolari praticamente intoccabili, un’alternativa che non convince l’allenatore (Benassi), un giovane che per caratteristiche viene considerato «unico» (Montella dixit) ma troppo offensivo (Zurkowski), e stop. Scomparso Cristoforo, fuori dai radar Dabo. Non a caso, fino alle ultimissime ore di mercato, Pradè ha inseguito con tutto se stesso un altro rinforzo. Ha insistito per De Paul, che sarebbe arrivato per fare la mezzala, ha tentato di mettere le mani su un gioiello come Tonali. Colpi rimasti in canna.

RINFORZI. I segnali vanno tutti in quella direzione. Servono rinforzi, e la dirigenza (da Commisso in giù) lo sa. Dura, altrimenti, reggere il passo. Le ultime prestazioni lo raccontano meglio di qualsiasi considerazione, e non può essere sempre un giovane (seppur fortissimo) come Castrovilli (anche ieri, comunque, tra i meno peggio) a tenere in piedi la baracca. La sensazione è che la spia della riserva segni rosso fisso. Bastava guardarli, ieri. Letteralmente travolti da Rog, Nandez e Nainggolan.

RIMPIANTI. Già. Proprio il Ninja. Proprio quel giocatore che Montella avrebbe tanto voluto con sé. Ha dominato, il belga. Imbarazzante per strapotere fisico e tecnico. L’azione simbolo della partita è stata quella del 4-0 quando, l’ex Inter, ha «sbranato» Badelj, portandogli via il pallone senza che il croato potesse opporre la minima resistenza. Una prestazione inguardabile, quella del croato. Non la prima, per la verità, in questo primo scorcio di stagione. E poi Pulgar. Da qualche tempo, in evidente debito d’ossigeno. Del resto, le ha giocate tutte. E senza mai essere sostituito. Potrà «riposarsi» a Verona, alla ripresa, quando sarà squalificato. Come Castrovilli. Sarà emergenza vera.

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