Biennale: si apre, ma Giuli e Buttafuoco ancora divisi sulla Russia. L’arte non sia merce politica
08 Maggio 2026 Off di Nunzio IngiustoLa Rassegna apre, ci sono stati scontri al corteo pro Pal. Il caso della partecipazione russa ha aperto una frattura politica e personale tra il ministro della Cultura Alessandro Giuli e il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco. Una vicenda delicata, che ruota attorno a due personaggi con un chiaro orientamento politico, ma che riporta in primo piano il tema della libertà dell’arte e l’autonomia delle istituzioni culturali.

Intervistato dal Corriere della Sera, Giuli ha espresso il proprio dissenso sulla scelta relativa alla Russia, ma non ha rinnegato il rapporto umano che lo lega a Buttafuoco. “Sul caso specifico della partecipazione russa alla Biennale dissento completamente, ma comunque vada a finire, non esisterà mai in questo mondo assurdo una persona che avrò ammirato come ammiro lui”, ha detto Giuli.
La libertà di scegliere
C’è un legame personale che lo lega a Buttafuoco, messo alla prova da una questione che coinvolge politica internazionale, diplomazia culturale e libertà di espressione artistica. Il governo cerca di alleggerire la polemica ma il ministro Matteo Salvini oggi ha visitato la Biennale e si è detto totalmente d’accordo con Buttafuoco. “Qui deve parlare l’arte”, ha detto. Gliene diamo atto.
Giuli andrà a Venezia il 20 maggio ma continua a ritenere “sbagliata” la gestione dell’esposizione. Per lui Buttafuoco avrebbe dovuto coinvolgere il governo italiano sulla richiesta russa di partecipare, aprire un confronto con Palazzo Chigi e la Farnesina. Ma il punto riguarda proprio la libertà di Buttafiuco- a capo di un’istituzione culturale autonoma- di non subordinare l’arte e gli artisti alla politica. Arte libera o arte politicizzata ? Cosa deve pensare un cittadino normale che ama visitare musei, esposizioni, rassegne ?
Buttafuoco e il “quieto vivere politico”
La Biennale è storicamente uno spazio internazionale di confronto culturale, non un’estensione dei governi o delle diplomazie nazionali. Difendere l’autonomia della manifestazione significa preservare la libertà creativa e il ruolo della cultura. Giuli e Buttafuoco provengono dal mondo dell’informazione, sono entrambi giornalisti, ma le valutazioni dell’uno (Giuli) sono influenzate dalla politica, mentre le motivazioni dell’altro ( Buttafuoco) sono di natura artistica. Buttafuoco ha fatto bene: “non distruggiamo tutto per il quieto vivere politico”, ha detto. Quanti artisti e intellettuali vivono in paesi dove le libertà sono limitate ? Un quadro, un’opera d’arte sono l’espressione di un potere ? “L’arte e la scienza sono libere” dice la nostra Costituzione.
Giuli, in fondo, è in difficoltà. Oggi, pur esprimendo il dissenso del governo verso la partecipazione russa, ha ricordato di aver difeso l’autonomia della Biennale durante una visita in Ucraina. Allora ?
Escludere un Paese da una manifestazione culturale può trasformare l’arte in uno strumento di scontro anziché di dialogo. Un guaio della storia e che Giuli dovrebbe evitare. Difendere la libertà artistica non significa sostenere governi o autocrati al potere. Al contrario, la cultura deve continuare a vivere, creare, dubitare, esplorare, esprimersi soprattutto nei momenti difficili.
In tempi segnati da tensioni internazionali e polarizzazioni violente mantenere viva questa autonomia è uno degli atti più importanti che il mondo culturale possa compiere.
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Info sull'autore
Nato a Pomigliano d’Arco, giornalista dagli anni '80, laureato in Scienze Politiche, ha scritto per l’Unità, Paese Sera, Il Mattino, il Borghese, Il Denaro, Specchio Economico, Reportage. Si occupa prevalentemente di ambiente, energia.È stato direttore di periodici locali, responsabile Ufficio Stampa Eni e Italgas,Consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, membro di Comitati e Commissioni energetiche. É responsabile del gruppo Energia e Ambiente della Free Lance International Press. È autore di “Mezzogiorno in bianco e nero“ (Edizioni Orizzonti Meridionali). Ha vinto il Premio giornalistico “Calabria ‘79” e il Premio "Nadia Toffa". Collabora con FIRSTonline, HumaneWorldMagazine, TuttiEuropaVentitrenta.


