Bilancio, Moscovici insoddisfatto: “Non ci siamo ancora”. Vuole la guerra?

Bilancio, Moscovici insoddisfatto: “Non ci siamo ancora”. Vuole la guerra?

13 Dicembre 2018 0 Di Marino Marquardt

Allora qualcuno della Commissione UE vuole veramente la guerra… E’ questo il primo commento d’acchito alle parole di Pierre Moscovici. Parole che esprimono un giudizio insufficiente sulla correzione dei Conti italiani illustrata dal Premier Giuseppe Conte al presidente della Commissione Europea Jean Claude Juncker.

Anziché avvertire la Francia di Macron il Commissario europeo agli Affari economici vuol continuare a fare le pulci all’Italia

“Non ci siamo ancora”. Così il Commissario europeo agli Affari economici, Pierre Moscovici, ha infatti commentato i nuovi obiettivi di Deficit/Pil che Conte, ha presentato all’Europa abbassando l’asticella dal 2,4 al 2,04 per cento del Prodotto interno lordo. Una retromarcia – questa – non rispetto agli obiettivi della Manovra (Reddito di Cittadinanza e Pensioni) ma rispetto alle dichiarazioni bellicose del passato. Una scelta che peraltro sta facendo scendere sensibilmente lo spread.

Moscovici ha parlato di “un passo nella giusta direzione” da parte italiana, ma ha poi voluto precisare che “ci sono ancora dei passi da fare, possibilmente sia da una parte che dall’altra”.

Anziché avvertire la Francia di Emmanuel Macron sull’annunciato sforamento dei Conti, Moscovici vuole continuare a fare le pulci all’Italia. Ergo, la trattativa è tutt’altro che chiusa Al pari della partita interna: Salvini e Di Maio per ora tacciono, ma non intendono cedere su quota 100 e Reddito.

La querelle Italia-Ue appare soprattutto una questione politica

E’ sempre più evidente, dunque, la questione tra Governo italiano e Commissione Ue è innanzitutto politica e la querelle sui conti ormai appare come una pretestuosa sponda..

La ragionevolezza mostrata dal governo Conte sembra non pagare di fronte alla gretta ottusaggine di Taluni.

Distruttore del Partito socialista francese, Moscovici continua a dettare legge in Europa stabilendo cosa sia giusto fare e non fare.

Un paradosso.

Sull’orlo della catastrofe, Moscovici rischia di trascinare con sé anche questa malridotta Europa.

Riescono a farsi male da soli, i politicamente Moribondi Commissari Europei. E non hanno bisogno della spinta verso il baratro di populisti e sovranisti per essere affondati prima del previsto.

“In Francia – scrive in merito Maurizio Belpietro – il partito di Moscovici non esiste praticamente più, spazzato via dalle ultime elezioni e costretto a vendere la storica sede di Parigi per ripagare i debiti. Tuttavia, sebbene il Partito socialista francese sia in liquidazione o quasi, l’ex ministro dell’Economia di François Hollande in Europa detta ancora legge, stabilendo che cosa sia giusto fare e chi si debba mettere in castigo per non essersi comportato come dovrebbe”.

Intollerabile!, il commento è d’obbligo.

L’Immarcescibile di Arcore attacca il Governo: “Una marcia indietro, una buffonata!”

Incommentabile l’Immarcescibile di Arcore che ha definito la scelta del Governo Conte “una marcia indietro, una buffonata”. La Maschera iarulonico-botulimica è sempre più in deficit di lucidità. Non ha capito, Silvio Berlusconi, che la correzione dei Conti non comporta la rinuncia ai punti qualificanti del Bilancio, vale a dire che sono stati confermati il Reddito di Cittadinanza, l’aumento delle pensioni minime a 780 euro mensili e la riforma della Legge Fornero. Qualcuno – con calma – glielo spieghi…

Nella confusione e nel polverone delle false interpretazioni, infine sguazza il partito di Repubblica. Ormai i suoi uomini sono irrecuperabili…

 

13/12/2018  h.10.40