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Bitcoin, da dove arriva l’oro del (futuro) presente

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Dal baratto alla nascita della banconota all’esplosione del debito pubblico: nella storia della moneta affondano la loro origine il bitcoin e le altre cryptovalute che sono l’oro del futuro presente.

Bitcoin, da dove arriva l’oro del (futuro) presente

Bitcoin: molti ne parlano, tutti ne hanno sentito parlare, ma pochi realmente sanno di cosa si tratta. E anche quelli che sostengono di saperne qualcosa, in realtà, non ne sanno dare una definizione appropriata. Ma perché?

Forse, la domanda andrebbe posta in questo modo: perché tutti ne parlano anche se non sanno bene cosa siano questi Bitcoin!?!?

Disinformazione e confusione regnano sovrane attorno a questo argomento quanto mai attuale. Vediamo allora di capirne di più, procedendo per gradi, da chi l’ha inventato, quando l’hai inventato e soprattutto perché.

E, cosa molto più importante, perché il Bitcoin (ed il mondo delle cryptovalute in generale), cambieranno il mondo economico finanziario che conosciamo oggi nel giro di un paio di decenni a partire da adesso.

Per capire di cosa stiamo parlando dobbiamo tornare un po’ indietro, molto indietro, riavvolgere il nastro temporale, una specie di “rewind” dell’evoluzione del denaro.

All’inizio c’era il baratto, cioè lo scambio di beni tra due soggetti, ognuno dei quali possedeva qualcosa che l’altro voleva e che era disposto a barattare.

Quando non c’era questo bisogno reciproco, il baratto non funzionava più molto bene. Ecco perché si è fatto ricorso a merci alternative, come ad esempio il sale, per poi arrivare alle materie prime, come oro e argento.

Poi si è passati alle monete, dapprima in oro e argento, quindi con un valore “intrinseco”, e, in seguito, molto in seguito, quando il prezzo dell’oro ha iniziato a salire, si è cominciato a coniare monete senza valore intrinseco, o meglio, a valore intrinseco trascurabile.

Sono nate così le monete e le banconote che conosciamo oggi, il denaro “contante”.

Ma quante se ne potevano stampare e coniare? A partire dagli accordi presi a Bretton Woods, che segnarono anche la nascita del Fondo Monetario Internazionale, tanto quanto valeva il fondo aureo, cioé la riserva di oro detenuta da ciascun Paese. Per saperne di più, si può leggere qui.

Fin qui, o meglio fino al 1971, tutto bene. In quell’anno, infatti, per dirla in parole molto semplici, si è stabilito che ciascun Paese poteva stampare banconote e coniare monete anche senza detenere l’equivalente valore in oro.

In pratica si è passati ad un sistema “centralizzato” di controllo del denaro.

E con quel sistema sono iniziati i veri problemi, con la comparsa dell’inflazione e del debito pubblico. E soprattutto con la perdita del controllo del nostro denaro.

Il successivo avvento delle carte di credito, come le conosciamo oggi, sono in realtà un palliativo, una sorta di “giocattolo” che ci fa pensare di avere il controllo del nostro denaro, mentre in realtà, a pensarci bene, è proprio l’opposto.

Perché? La parola chiave è “centralizzazione” del denaro, un concetto che diventa ancora più chiaro se al suo posto mettiamo la parola “controllo” del denaro.

Le carte di Credito / Debito sono, infatti, uno strumento in mano ai poteri forti, ai governi, e perché no ai nostri politici, che le usano per controllare il nostro potere di acquisto. Non a caso – probabilmente – si sta cercando di ridurre se non eliminare dalla circolazione il “denaro contante”.

A partire dai tagli più grandi: per restare in Europa, ad esempio, chi vede più in giro le banconote da 500 euro?

Tra un po’, c’è da giurarci, spariranno anche quelle da 200 euro, lentamente e silenziosamente, proprio come il rumore che fa la neve quando cade d’inverno…

Qualcuno potrebbe dire:

“Ma tanto ho la carta di credito con l’equivalente in euro, è più sicura e posso comprarmi quello che voglio senza correre il rischio di essere derubato…”.

Vero, il ragionamento non fa una piega. Se non fosse che, ogni volta che usate la carta di credito, andate sostanzialmente ad aumentare il debito pubblico, quello che ognuno di noi si trova pro-capite dal primo vagito emesso da quando viene al mondo.

E che oggi ammonta, secondo stime attendibili, a 35mila euro per ciascun italiano, neonati e centenari inclusi.

Il brutto è che questo dato dovrebbe continuare ad aumentare fino al collasso del sistema economico finanziario.

A questo punto, chi mi legge potrebbe chiedermi:

“Cosa centra tutto questo con il Bitcoin e con le cryptovalute?”

C’entra, c’entra molto. Quanto? lo potremo scoprire assieme nella prossima puntata di questo viaggio alla scoperta dell’oro del (futuro) presente.