Bonifici falsi, il M5s caccia i furbetti ed esce a testa alta dalla storiaccia

Bonifici falsi, il M5s caccia i furbetti ed esce a testa alta dalla storiaccia

15 Febbraio 2018 0 Di Marino Marquardt

Il M5s caccia i furbetti del bonifici falsi, ma troppo tardi per non farli eleggere: inizierà la Legislatura con l’handicap, ma esce a testa alta da questa storiaccia.

Bonifici falsi, il M5s caccia i furbetti

Si rassegnino i cantori del “Sono tutti uguali”! Si mettano l’anima
in pace costoro, non tutti i politici sono ladri e non tutte le forze politiche sono cucine per il magna magna generale. Nell’Italia alla rovescia, nel Paese dei balocchi per pregiudicati, frodatori dello Stato, ladri e amici dei boss, nella Penisola della politica familistica di padri & figli, di mariti & mogli, di zii & nipoti intenti a sfamarsi nelle stesse mangiatoie istituzionali, in questa Terra il M5s non c’è. E ciò nonostante gli sforzi dell’ignota manina che aveva provato ad infilarcelo.

Il M5s esce a testa alta dalla vicenda legata al pugno di mariuoli che si celava al proprio interno. Ha messo alla porta quanti hanno fatto bonifici falsi, decappottabili, per sottrarsi ai tagli degli stipendi a cui volontariamente si è sottoposta la moltitudine di eletti pentastellati.

E ha fatto ciò nonostante questa decisione comporti un alto costo politico in materia di robustezza dei propri gruppi parlamentari.

Il M5s partirà infatti nella prossima Legislatura con l’handicap, senza gli otto parlamentari eletti nelle proprie liste espulsi a candidature purtroppo chiuse.

Gentaglia in libera uscita e destinata ad offrirsi al migliore offerente. Un costo indiscutibilmente alto in nome della lealtà verso i propri sostenitori e in ossequio ai principi etico-morali che regolano la vita del Movimento.

Inutile dire che ora i Cinquestelle devono darsi una organizzazione capace di gestire il ruolo che assegneranno loro gli elettori, il M5s deve dotarsi di uffici amministrativi e di programmazione.

Per fare ciò occorrono soldi. Li prendano da una parte dei contributi volontari dei parlamentari destinati al fondo per le piccole imprese.

La volatilità delle buone intenzioni non può essere più ammessa, devono essere stabiliti punti fermi precisi e chiare scelte di campo.

Il tempo del bricolage è finito.

Intanto i sondaggi di giornata confezionati a botta calda confermano l’ovvia previsione: Il M5s sta già traendo e continuerà a trarre nuova forza elettorale dalla brutta storia.

Una storiaccia che il Movimento ha saputo gestire nel migliore dei modi e che dal punto di vista morale non lo ha minimamente scalfito. Una vicenda dalla quale anche Luigi di Maio è uscito alla grande, da leader.

E ora stiano attenti gli avversari, micidiali boomerang volteggiano nell’aria.

Alessandro Di Battista è in impaziente attesa della querela promessagli dal Frodatore d’Arcore.

Antonio Di Pietro intanto ha sconsigliato il Leader pregiudicato di Forza Italia di dar seguito all’annuncio.

“Potresti farti male”, lo ha ammonito…

Nel salotto di Vespa, dal Patto con gli Itlaiani al Patto di San Valentino

A proposito del Pregiudicato, ieri sera nuovo sgangherato show nel salotto di Bruno Vespa. Dal “contratto con gli italiani” al “Patto di San Valentino con gli italiani”.

Una nuova trovata elettorale autografata – tra il giubilo e l’emozione del Padrone di casa – sulla stessa scrivania su cui firmò il “contratto” l’8 maggio 2001.

Un disco rotto. Una rappresentazione di immensa tristezza simile a quelle cui danno vita polverosi comici di avanspettacolo quando ripropongono il sempre uguale copione legato a tempi ormai passati e lontani.

Scomparso dai radar il Giovanotto di Rignano. La vicenda Cinquestelle che inizialmente lo aveva esaltato col trascorrere delle ore lo ha tramortito.

Matteo Salvini e Giorgia Meloni si tengono alla larga dall’affaire-furbetti del bonifico. La prudenza non è mai troppa. Senza dire che la Leader di Fratelli d’Italia è in aperta polemica con gli alleati, freddi nell’assumere pubblicamente l’impegno a non sottoscrivere larghe intese post voto.

Misurata, matura e rispettosa nei confronti dei Cinquestelle la posizione di Leu.