Boris Johnson, discorso alla nazione: allerta massima e scuole chiuse

Boris Johnson, discorso alla nazione: allerta massima e scuole chiuse

05 Gennaio 2021 0 Di Claudia Svampa

Terzo lockdown nazionale duro, scuole chiuse e campagna vaccinale senza precedenti. Così il premier Boris Johnson risponde all’offensiva Covid19 dopo il colpo di coda della variante inglese. E ai britannici chiede un’ulteriore stretta. «Ci aspettano settimane ancora dure» ha dichiarato ieri sera alle 8.00 pm  Boris Johnson nell’attesa diretta televisiva nazionale «gli scienziati hanno confermato che questa variante é tra il 50 e il 70 percento più trasmissibile della precedente, i nostri ospedali sono sotto pressione come mai in precedenza».  Aggiungendo poi che l’NHS, il sistema sanitario nazionale, se non venissero prese ulteriori drastiche misure per contenere il contagio, non resisterebbe che per altri 21 giorni.

Queste le premesse attraverso le quali il premier ha annunciato l’innalzamento delle restrizioni nel paese dal livello 4 al 5.

Si potrà uscire da casa solo per i servizi essenziali: andare a lavorare se impossibilitati a svolgere le attività in smartworking, uscire per cure mediche, per effettuare il test, per la spese essenziali o per ragioni di sicurezza in ambito domestico. Nessuna riapertura dunque per le scuole di ogni ordine e grado dopo le vacanze natalizie.

«Comprendo il livello di stress che le ulteriori misure causano a milioni di famiglie e studenti – ha sottolineato –  il governo ha tentato in ogni modo di mantenere aperte le scuole, consapevole di quanto sia importante per gli studenti ogni singolo giorno di didattica, il problema non é la pericolosità dell’ambiente scolastico per gli allievi,  quanto il rischio che la scuola potrebbe agire da veicolo di trasmissione che consentirebbe al virus di propagarsi all’interno dei nuclei familiari»

Johnson, puntuale al secondo nella diretta televisiva, addolorato ma rassicurante dietro le luci soffuse dello studio, ha parlato ai britannici con chiarezza, ma anche incoraggiandoli a resistere perché la luce in fondo al tunnel c’é, é ormai vicina e si chiama vaccino. «Abbiamo messo in atto il più ampio programma vaccinale della nostra storia – ha proseguito – avendo vaccinato più persone nel solo Regno Unito che nell’intero resto d’Europa. Per la metà di febbraio, se tutto andrà per il verso giusto, ci aspettiamo di aver vaccinato con la prima dose tutti coloro che abbiamo identificato come prioritari dei primi quattro gruppi, rimuovendo così un enorme numero di persone vulnerabili dal rischio di contagio e potendoci liberare da tutta una serie di restrizioni che ci hanno condizionato così a lungo» Ma fino a quel momento, conclude amareggiato il primo ministro «dovrete ancora una volta restare in casa, proteggere l’NHS e salvare vite umane»

Da  oltre una settimana nel Regno Unito i contagi da Covid19 hanno regolarmente superato la soglia dei 50 mila al giorno – 58.784 nella giornata odierna con ulteriori 407 le vittime – con terapie intensive occupate oltre il 50% da pazienti contagiati dalla nuova variante di virus, molto più contagiosa della precedente. 

Benché sia stata decisamente smentita la notizia allarmante, circolata  nei giorni scorsi, circa una maggiore infettività virale sui bambini e nella popolazione sotto i venti anni, resta comunque alto l’allarme sul contenimento del contagio e sulla tenuta del sistema sanitario. 

Il Regno Unito che, a seguito della Brexit ha autonomamente deciso di iniziare la campagna vaccinale con due settimane d’anticipo rispetto al resto dell’Europa, ha già raggiunto la soglia di un milione di vaccinazioni Pfizer Biontech effettuate ed ha iniziato oggi il protocollo vaccinale con il vaccino della casa farmaceutica AstraZeneca. 

Una corsa contro il tempo ha imposto ai britannici un programma vaccinale massivo senza precedenti cui si é offerta di partecipare anche la catena farmaceutica Boots, diffusa capillarmente su tutto il territorio e che abitualmente somministra alla popolazione anche i vaccini anti influenzali, di concerto con il sistema sanitario NHS.