Borsellino: Mattarella “gli assassini sono stati sconfitti”
20 Luglio 2025Il Presidente della Repubblica ricorda la strage di Palermo.” Non possiamo accontentarci di portare una corona di fiori” dice Agostino Sella, presidente dell’Associazione Don Bosco 2000,

“La strage di via D’Amelio ha impresso un segno indelebile nella storia italiana. La morte di Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta – Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina – voluta dalla mafia per piegare le istituzioni democratiche, intendeva proseguire, in modo eversivo, il disegno della intimidazione e della paura”. Con queste parole il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricordato la stage di 33 anni fa in Via D’Amelio a Palermo.
La strage avvenne poche settimane dopo quella di Capaci che costò la vita a Giovanni Falcone a sua moglie Francesca Morvillo e agli agenti della scorta. “La democrazia è stata più forte. Gli assassini e i loro mandanti sono stati sconfitti e condannati”, ha aggiunto Mattarella e “in questo giorno di memoria, la commozione per le vite crudelmente spezzate e la vicinanza ai familiari delle vittime restano intense. Il senso di riconoscenza verso quei servitori dello Stato che, con dedizione e sacrificio hanno combattuto il cancro mafioso, difendendo libertà e legalità, consentendo alla società di reagire, è imperituro”. Le vite dei magistrati caduti sotto i colpi della mafia restano testimonianza e simbolo alla causa della giustizia. In questo attaccamento al proprio lavoro, l’esempio di Paolo Borsellino resta attuale, perchè, anche dopo la strage di Capaci continuò ad andare avanti.
Borsellino : ” la mafia non è solo un organizzazione criminale”.
Un altro toccante ricordo in queste ore è quello di Agostino Sella, presidente dell’Associazione Don Bosco 2000. “Ogni anno, in questi giorni, ricordiamo Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta. Ma il ricordo, da solo, non basta. Se queste giornate si limitano alla commemorazione, rischiano di diventare vuote. Il vero modo per onorare il sacrificio di Borsellino è raccogliere il suo testimone e trasformare la memoria in azione”. Cosa devono fare soprattutto le nuove generazioni ? “Non possiamo – spiega Sella – accontentarci di portare una corona di fiori o condividere un post sui social. Dobbiamo impegnarci ogni giorno, nei quartieri, nelle scuole, nei luoghi dove la mafia cerca consenso o dove si insinua silenziosamente. La mafia non è solo un’organizzazione criminale: è una mentalità, una cultura dell’illegalità e della sopraffazione, che va smontata con il coraggio della verità e la coerenza dei comportamenti quotidiani”. L’Associazione Don Bosco 2000, nello spirito dei padri salesiani, dal 2011 è impegnata in progetti di integrazione e di solidarietà e per questo agisce sul territorio perché la lotta per la legalità e non sia un rituale ma un esercizio quotidiano di responsabilità. “Borsellino ci ha lasciato una sfida culturale ed educativa. Diceva che la mafia sarà sconfitta solo quando avremo costruito una società capace di rifiutare la cultura dell’omertà e dell’indifferenza” aggiunge Sella che si rivolge a i educatori, insegnanti, amministratori, operatori sociali, imprenditori, giornalisti, cittadini affinchè scelgano di non voltarsi dall’altra parte.


