Brexit in arrivo, e la May stanzia 1,6 miliardi di sterline

Brexit in arrivo, e la May stanzia 1,6 miliardi di sterline

04 Marzo 2019 0 Di Pietro Nigro
A un mese dalla Brexit nessuno sa come sarà il divorzio tra Regno Unito e Ue. Intanto la premier May offre 1,6 miliardi di sterline e l’accusano: Compra i voti degli oppositori.

Brexit, manca un mese e nessuno sa come avverrà il divorzio dalla Ue

Manca meno di un mese dalla Brexit, prevista per fine marzo, e nessuno nè al di qua nè tantomeno al di là della Manica ha ancora capito come avverrà il divorzio tra l’Unione europea e il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord.

La prima bozza di “regole” proposte dalla premier Theresa May al parlamento è stata inesorabilmente affossata in Parlamento dagli intransigenti dell’opposizione alleati con i “dissidenti” del suo stesso partito Conservatore.

E così si naviga a vista, in attesa che arrivi l’ultima data utile, quel 12 marzo prossimo, entro cui la May dovrà tirare fuori il nuovo testo di accordo con Bruxelles che dovrà poi essere esaminato dal Parlamento britannico.

Se, nella votazione del 12 marzo, i parlamentari non accetteranno la nuova intesa proposta dalla May, scatterà ufficialmente il voto sul “No deal”, previsto per il 13 marzo. Se anche quello verrà rigettato ci sarà un’ultima votazione il 14 marzo, nella quale si dovrà scegliere se accettare una qualche proroga. Se soltanto quest’ultimo voto avrà esito positivo si procederà alla firma del rinvio della Brexit nel summit del 21 e 22 marzo.

Insomma, un percorso ad ostacoli, denso di insidie, molto tortuoso e che ben si presta ad ogni genere di imboscata parlamentare, soprattutto da parte di chi, tra le file dell’opposizione e anche della m,aggioranza sta giocando ogni genere di “scherzo” alla may e per i motivi (politici) più disparati.

La May lancia un fondo per le aree colpite, e la accusano di comprare voti

Intanto la May ha annunciato l’arrivo di un fondo, di ben 1,6 miliardi di sterline, a favore delle aree e delle comunità più colpite dalle conseguenze della Brexit. Ma l’hanno subito accusata di volersi comprarte i voti di chi ha votato “leave”, accusa che la premier ha respinto con sdegno.

Il fondo, che sarà presentato lunedì prossimo, si intitola “Stronger Towns Fund”, e mette sul tavolo ben 1,6 miliardi di sterline, destinati a diversi possibili interventi, in tutte quelle aree che sono state in qualche modo escluse dalla crescita economica: interventi, dunque, volti a creare nuovi posti di lavoro, finanziare la formazione professionale e promuovere e sostenere le attività economiche.

Le comunità di tutto il paese hanno votato per la Brexit come espressione del loro desiderio di vedere un cambiamento; e il cambiamento deve essere per il meglio, con più opportunità e un maggiore controllo – ha scritto la May in una nota ufficiale – Queste città hanno un’eredità gloriosa, un enorme potenziale e, con l’aiuto giusto, un futuro brillante davanti a loro“.

Ma per molti si tratta nè più nè meno che di una specie di “contributo” a quelle aree di crisi, soprattutto nel nord dell’Inghilterra, che hanno votato a favore dell’opzione Leave”, quella dell’uscita, a cui sono destinate oltre la metà delle risorse del fondo. E quindi ai deputati eletti in quelle aree per tentare in qualche modo di ammorbidirli in vista del voto del 12 marzo

Il più caustico è stato il responsabile economico del Partito laburista, John McDonnell, ha definito il fondo una “corruzione alla Brexit“.

“Il fondo per queste città ha il sapore della disperazione di un governo che si è ridotto a corrompere i parlamentari per fargli votare la loro pessima legge sulla Brexit” ha scritto McDonnell.

E tra l’altro, secondo molti critici, più si diserde la portata dei finanziamenti, meno efficaci saranno i vari internventi, senza contare che in ogni caso non si riuscirà a compensare i miliardi di finanziamenti che il Governo ha tagliato negli anni proprio a quelle aree.