Brexit, la May cerca un accordo con l’opposizione

Brexit, la May cerca un accordo con l’opposizione

02 Aprile 2019 0 Di Pietro Nigro

La premier britannica May cerca un compromesso con l’opposizione laburista e chiede un nuovo rinvio dell’uscita all’Unione europea.

Brexit, la May cerca un’intesa con i laburisti

La premier britannica Theresa May – esponente del Partito Conervatore – cerca un’intesa o un compromesso con l’opposizione Labour per trovare una via d’uscita dall’impasse in cui si è infilato il Regno unito dopo il terzo voto contrario del Parlamento sulla Brexit. E intanto chiede all’Unione europea un nuovo rinvio dell’uscita del Regno Unito, che dovrebbe avvenire il prossimo 12 aprile.

A dirlo è stata la stessa May, che oggi ha tenuto un “discorso alla Nazione” con cui ha di fatto ammesso che non ha altre vie d’uscita e che, soprattutto, la sua maggioranza in Parlamento si è liquefatta.

Nel suo discorso, per dirla tutta, la May non ha escluso che si possa comunque arrivare ad una “no deal Brexit”, cioé ad una uscita dall’Unione europea senza regole. Ma si tratta di una ipotesi che presenta troppe incognite, e troppi rischi per lo stesso Regno Unito.

Per questo una uscita “ordinata”, con quelle regole che permettano di organizzare in qualche modo le conseguenze del divorzio tra Londra e Bruxelles resta comunque l’obiettivo più importante, e da perseguire ad ogni costo. Anche a costo di mettersi d’accordo con l’opposizione, con i Laburisti di Jeremy Corbyn su uno straccio di testo che riesca a ottenere una maggioranza in Parlamento.

Ovviamente, non è detto che la May raggiunga un accordo con l’opposizione di Corbyn, anche se quest’ultimo ha fatto sapere di essere disponibile ad incontrare la premier. Per questo restano in qualche modo sul tavolo le altre possibili opzioni, in qualche modo già concordate con l’Unione europea e che dovranno essere comunque sottoposte al voto della Camera dei Comuni.

Ma per ora il tentativo da fare è quello di dialogare con Corbyn e trovare un’intesa.

La May chiede altro tempo all’Ue

E nel frattempo, per guadagnare un altro po’ di tempo utile, la premier torna a chiedere a Bruxelles un ulteriore rinvio, “una breve estensione” del rinvio dell’uscita dall’Ue che doveva essere lo scorso 30 marzo e che è stata già spostata al 12 aprile.

In una dichiarazione frettolosamente organizzata dal suo ufficio di Downing Street dopo aver passato più di sette ore a presiedere le riunioni del gabinetto di crisi su come tracciare una via d’uscita dal labirinto della Brexit, May ha detto che stava cercando un’ulteriore estensione alla Brexit.

 

Uscire con un accordo è la soluzione migliore. Avremo bisogno di un’ulteriore proroga dell’articolo 50, la più breve possibile che termini quando approveremo l’accordo. Dobbiamo essere chiari sullo scopo di questa proroga: per assicurarci che usciremo in maniera ordinata e puntuale – ha detto la May al termine di una riunione con i ministri del suo Gabinetto a Downing Street che è durata ben sette ore – Questo dibattito, questa divisione non può durare ancora a lungo. Mi sto offrendo di sedermi con il capo dell’opposizione e di cercare di concordare con lui quel piano che entrambi vogliamo per garantire che l’uscita dall’Unione europea avvenga e che sia regolamentata“.

E da Bruxelles una prima risposta è già arrivata, visto che il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, ha twittato a stretto giro la sua disponibilità: “Anche se, dopo oggi, non sappiamo quale sarà il risultato finale, cerchiamo di essere pazienti”, ha scritto Tusk su Twitter.

Questa mattina, invece, con un messaggio via Twitter, il referente sulla Brexit del Parlamento europeo, Guy Verhofstadt, aveva invocato lo spettro della Hard Brexit: “La Camera dei Comuni ancora una volta vota contro tutte le opzioni. Una ‘Hard Brexit’ diventa quasi inevitabile. Mercoledì il Regno Unito ha un’ultima possibilità di uscire dall’impasse o dovrà affrontare l’abisso“.

Anche per il negoziatore della Ue, Michel Barnier, un’uscita senza accordo del Regno Unito dall’Ue diventa “ogni giorno più probabile. Non è mai stato il mio auspicio ma diventa ogni giorno più probabile” – ha detto – E l’Ue a 27 è ora pronta. Non dimentichiamo innanzitutto che abbiamo già un accordo e che è stato concluso da Theresa May, il governo britannico, il Consiglio europeo e il Parlamento europeo il 25 novembre scorso, quattro mesi fa – ricorda – Abbiamo cercato di fare in modo che il Regno Unito potesse lasciare l’Ue il 29 marzo, come il Regno Unito aveva previsto. Se il Regno Unito vuole ancora lasciare l’Ue in modo ordinato, questo accordo, questo trattato è e sarà l’unico”.