Calcio: “Il caso Rocchi reclama nuove regole”, così Piero Sandulli, esperto di giustizia sportiva
27 Aprile 2026Settimana decisiva per il calcio italiano. Il sistema è di nuovo nella bufera. Il designatore arbitrale di serie A e B, Gianluca Rocchi, è indagato per concorso in frode sportiva e nei prossimi giorni si capirà cosa è davvero accaduto in alcune partite dove l’Inter, in particolare, sarebbe stata favorita. Sia Rocchi che l’Inter si difendono.

Rocchi è accusato di pressioni su alcuni arbitri per cambiare il risultato delle partite. Lo sport più popolare e ricco si ritrova, cosi, al centro di nuove inchieste che girano intorno alla figura dell’arbitro.
Il professore Piero Sandulli, nostro collaboratore, autore dí un recentissimo Codice di Giustizia sportiva, e tra i maggiori esperti europei di diritto sportivo, è anche Vicepresidente della seconda sezione del Collegio di Garanzia dello Sport. Gli abbiamo chiesto di analizzare la vicenda.
Professore Sandulli, vogliamo commentare questo nuovo scandalo?
“Si.Venti anni fa, in questo stesso periodo dell’anno, prendeva il via l’indagine relativa ad uno dei più rumorosi e devastanti scandali del nostro calcio, che è passato alla memoria popolare con il termine di calciopoli. Quella vicenda si concluse con pesanti sanzioni sportive a società ed ai singoli. Poi, nel tempo, anche i giudici della terza sezione penale della Suprema Corte di Cassazione confermarono l’impianto accusatorio.
Lei ricorda bene tutta la storia.Che anno era?
“Era il 2006 e i giudici sportivi, che emisero quella complessa e faticosa decisione, auspicarono di non dover assistere, di nuovo, a simili vicende”.
Mi sembra il minimo.
“Sono vicende contrarie allo spirito sportivo, che deve sempre essere guidato dalla lealtà e dalla probità ed orientato al rispetto dell’avversario. Purtroppo, all’orizzonte sembrano prospettarsi comportamenti di simile discutibilità”.
Cosa ci sarebbe oggi ?
“Io dico l’ingerenza del VAR rispetto alla direzione della gara, propria dell’arbitro. Non conoscendo i termini della vicenda, ancora in fase gestatoria, non posso e non voglio esprimermi su di essa, ma ritengo debba farsi chiarezza in merito alle regole che gestiscono i rapporti tra il direttore di gara e gli addetti alla sua assistenza. Ricordo solo velocemente che il VAR implica l’assistenza video all’arbitro.
Ijn questi anni la funzione dell’arbitro è cambiata. Le partite si avvalgono delle tecnologie.
“ Vede, sul campo di gara si celebra la prima fase del processo sportivo, dove l’arbitro è il solo, insindacabile, giudice, mentre il ‘video assistence referee’ svolge le funzioni di ausilio ad esso. Una sorta di consulente tecnico del direttore di gara, al quale solo compete la decisione finale. In tutto questo il ruolo del VAR, purtroppo, non è mai stato regolato in modo chiaro, con norme specifiche”.
Considerati gli avvenimenti di questi giorni, bisogna farlo.
“Sarebbe auspicabile, per il futuro , anche per evitare equivoci, che vengano elaborate nuove regole, idonee a restituire la centralità al ruolo dell’arbitro. Sarebbe, infatti, importante che l’arbitro prenda sempre diretta visione del filmato, perché la responsabilità della decisione è e resta solo sua. Inoltre, andrebbe valutata anche la possibilità di offrire due istanze di ricorso alla assistenza video ad ogni squadra. Il ricorso sempre più ampio ai minuti di recupero lo consentirebbe”.
Si può intervenire anche sul piano organizzativo delle designazioni arbitrali ?
“Certo. Potrebbe prevedersi, anche in questo campo, una ‘separazione delle carriere’, con specifiche modalità di istruzione relative ai due ruoli da ricoprire in questo primo segmento della giustizia sportiva.Secondo me sono misure necessarie che potrebbero evitare, per il futuro, nuovi rischi di contrasto o peggio, di illeciti”.
E per il casi Rocchi specifico ?
“Per la indagine appena iniziata dobbiamo augurarci, per il bene dello sport, che il tutto possa terminare con una indagine in grado di fugare ogni dubbio di irregolarità”.


