Campi Flegrei: i tecnici al governo, “cambiate il decreto legge, per proteggere il territorio”
05 Agosto 2026È un passaggio fondamentale per la ricostruzione con più poteri ai sindaci e una parte dei 100 milioni di euro stanziati destinati ad attività di carattere sociale, per sostenere le comunità e favorire il rilancio dei territori colpiti. Il decreto legge per l’area flegrea è il massimo (!) che il governo ha potuto mettere in campo dopo le scosse degli ultimi giorni. A Roma come a Napoli è un solo leit-motiv. Sul provvedimento, pesano i ritardi accumulati negli anni, la girandola di responsabilità, le risorse non spese, mentre la gente passa le notti per strada. Pozzuoli è un campo affollato e adirato di persone che ti lascia l’ansia addosso anche quando sei lontano da quelle strade, scavate da greci e romani e minacciate da sopra e da sotto.

Le istituzioni sono quelle che si fanno vedere ad ogni emergenza e che i cittadini babbiano sugli striscioni. Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha presieduto un vertice in Prefettura a Napoli e stasera incontra una delegazione dei cittadini. Non è difficile immaginare che prenderà altri nuovi impegni per la messa in sicurezza del territorio. È la regola non scritta che ogni politico adotta nel “tu per tu “. Quanto contano le civili proteste che ad ogni scossa toccano con mano due drammatiche priorità: l’abitativa e la politica ? E quanto contano davvero i giudizi dei tecnici su ciò che lo Stato promette ? Sono loro assieme a vigili del fuoco, carabinieri, protezione civile, i veri attori delle fasi critiche e del post emergenza. Dovremmo imparare a dargli importanza, una volta per tutte.
I rilievi dei geologi
Nel decreto legge ci sono nuove disposizioni ma anche omissioni. “Noi notiamo, per esempio, il riconoscimento, del contributo fino al 70% per la riparazione e ricostruzione degli immobili danneggiati dagli eventi sismici “ dice Lorenzo Benedetto, Presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania. ” È una netta discontinuità rispetto a tutte le precedenti ricostruzioni post-sisma, nelle quali è stato riconosciuto un contributo fino al 100%”. Benedetto è una delle voci dei professionisti del territorio. Sul piano ancora più generale nel decreto non ci sono risorse dedicate al consolidamento dei costoni tufacei. “Nonostante le recenti scosse- prosegue Benedetto- abbiano evidenziato come i crolli e le instabilità dei versanti costituiscano una delle principali cause di danno per edifici, infrastrutture e vie di comunicazione. La mitigazione del rischio sismico nei Campi Flegrei non può limitarsi agli edifici, ma deve comprendere anche gli interventi di riduzione della pericolosità geologica del territorio”.
Magnitudo proporzionali alla paura
Quanto sia pericoloso e minaccioso non lo scopriamo oggi. Pozzuoli e l’area flegrea occupano un posto di primo piano in quel 90 % di territorio italiano a rischio idrogeologico e sismico. Ci sono decine di carte e documenti che certificano che la popolazione qui vive in una delle aree più a rischio al mondo. Quei documenti redatti da italiani e stranieri sono firmati da studiosi di ogni categoria, ma anche da politici.Vengono cosultati al bisogna, se si ha tempo e voglia, ma ogni volta è emergenza al massimo livello: magnitudo proporzionali alla paura. I più giovani pensano domani, gli anziani ricordano il passato.
Il decreto legge dovrà affrontare l’iter parlamentare e se le criticità espresse dai geologi non saranno superate, non ci saranno mai garanzie sufficienti per i Campi flegrei. Non è quello che nella protesta chiedono i cittadini per non abbandonare il territorio ? Si c’è anche chi ogni volta ripete che la popolazione deve abbandonare tutto. Nessuno ha mai provato a dirlo in faccia alle persone. Prevenzione è la parola salvavita. Già perchè una strategia di prevenzione efficace deve affrontare tutte le componenti del rischio. Il geologo conferma. Ma per capirlo, pare, che ci vorrà, forse, una nuova emergenza. Purtroppo.


