Candidati a 5 stelle, quante perplessità sulle Parlamentarie

Candidati a 5 stelle, quante perplessità sulle Parlamentarie

23 Gennaio 2018 0 Di Pietro Nigro

Il Movimento 5 stelle ha reso note le liste dei candidati alla Camera e al Senato. Ma molte perplessità sulla trasparenza delle Parlamentarie fioccano sui social e sul blog.

Candidati a 5 stelle, quante perplessità sulle Parlamentarie

Nel pomeriggio di domenica sono state rese note le liste dei candidati alla Camera e al Senato del Movimento 5 stelle. O meglio, di una parte, dei candidati nei collegi plurinominali. Mancano ancora, al momento in cui scriviamo, sia le preferenze ottenute dai candidati nelle parlamentarie, sia i 348 candidati nei collegi uninominali, che saranno scelti direttamente da Luigi Di Maio. Per questo, molte sono le perplessità emerse sul metodo di scelta dei candidati e sulla trasparenza delle parlamentarie, il metodo con cui sono stati individuati i candidati. Perplessità diffuse e manifestate, sui social e sul blog del Movimento perfino dagli stessi candidati. Dubbi che, se non fanno perdere la fiducia nel Movimento di molti simpatizzanti, gettano però non poche ombre sulla presunta “purezza” della formazione politica creata da Beppe Grillo.

Cominciamo dalle candidature, che ufficialmente sono state lanciate con le Parlamentarie del 16 e 17 gennaio scorso e teoricamente aperte a tutti gli iscritti al Movimento. In realtà, per effetto della “rifondazione” dell’Associazione, avvenuta lo scorso mese di dicembre, tutti gli iscritti hanno dovuto di fatto rinnovare l’iscrizione in tempo utile, non solo accettando statuto e organigramma, ma di fatto perfezionando l’iscrizione con l’invio dei propri documenti on line e la successiva verifica dello staff. Il che ha escluso molti “vecchi” iscritti.

Oltre che i documenti, lo staff ha poi controllato tutte le candidature pervenute, al fine di verificare eventuali incompatibilità politiche.

Solo a quel punto sono stati resi noti i candidati alle parlamentarie, su cui gli iscritti hanno potuto esprimere fino a 3 preferenze. Come ampiamente previsto dallo stesso staff, il sistema di votazione previsto sulla piattaforma on line, il famoso Rousseau, è andato in tilt, e moltissimi iscritti hanno avuto difficoltà a volte insormontabili a entrare nella piattaforma e a votare.

Come se non bastasse, le operazioni di voto, che il Movimento aveva già previsto di “prorogare” di un’altra mezza giornata se il sito si fosse bloccato, sono state poi concluse senza la proroga del voto, sembra per decisione dello stesso Luigi Di Maio, il candidato premier che ha dichiarato che tutto era filato liscio.

Conclusa la votazione, si è dovuto attendere fino a domenica per conoscere l’esito delle parlamentarie. E le liste dei veri e propri candidati non sono state pubblicate domenica mattina, come preannunciato, ma solo nell pomeriggio. E per di più incomplete. Già, perché, finora, non sono stati resi noti i risultati della Parlamentarie, insomma non si conoscono i voti ottenuti da ciascun candidato, ma solo i loro nominativi.

Ufficialmente, si sa che il Movimento intendeva controllare accuratamente i risultati delle votazioni. Ma intanto, i sospetti serpeggiano, perfino tra gli stessi candidati finiti in lista, e che vengono spesso manifestati sui social network e sul forum del Movimento 5 stelle. Ma più spesso in comunicazioni private.

Così, ad esempio, sul blog è spuntata la segnalazione di un attivista su una candidatura che contraddice una delle più ferree regole del Movimento, la incandndiabilità di chi ha già avuto esperienze politiche. Si tratta del capolista nel collegio plurinominale Lazio 2, Elio Lannutti, giornalista, fondatore dell’Adusbef, ma anche senatore in carica eletto con Italia Dei Valori.

Inoltre, si nota una vistosa coincidenza. Pressoché tutti i parlamentari uscenti si ritrovano “riconfermati” nei rispettivi collegi di provenienza, e per lo più in cima alla lista dei candidati. Il che farebbe pensare che siano stati tutti i più votati dagli iscritti, mentre sono in molti a ritenere che più di un onorevole a 5 stelle non fosse ben visto dagli attivisti di questo o di quell’altro collegio.

Inoltre, non sono pochi a suggerire che forse proprio gli uscenti, che in molti casi si sono fatti notare per il loro impegno, e che hanno ottenuto dunque in questi anni una grande visibilità, avrebbero più opportunamente dovuto candidarsi nei collegi uninominali, dove è probabile che il Movimento non riuscirà a trovare in poco tempo tanti candidati di peso provenienti dalla “società civile” e dove avrebbero ben potuto tirare la volata al Movimento con la loro “fama”.

Insomma, non manca chi sospetta che gli uscenti abbiano voluto o potuto in qualche modo mettere al sicuro la loro rielezione, al pari di qualsiasi politico di qualsiasi “vecchio” partito.

E poi, uno dei dubbi che pure è circolato in questi giorni punta l’indice proprio sulla piattaforma, che essendo telematica dovrebbe ben calcolare, o avrebbe dovuto ben calcolare le preferenze di ciascun candidato. E invece, si è dovuto attendere tre giorni per conoscere i risultati, e pubblicati senza le “preferenze” ottenute. Senza contare che nessuno conosce il numero degli iscritti e dei votanti.

E senza contare che i 348 candidati per i collegi uninominali non saranno individuati con le parlamentarie o con altro metodo di selezione, ma saranno scelti direttamente da Di Maio, e ad ora non è dato di sapere con quali criteri.

Si spiega così che pressoché tutti i 15 mila iscritti in corsa alle parlamentarie che non sono stati candidati non abbiano per ora alcuna possibilità di sapere se e quanti voti hanno ottenuto. E in molti si sono abbandonati allo scoraggiamento o alla diffidenza, se non alla aperta denuncia della mancata trasparenza delle Parlamentarie.