Caporalato: costretto a vivere in un cubo di cemento

Caporalato: costretto a vivere in un cubo di cemento

11 Ottobre 2019 0 Di Luca Tatarelli
(ANSA) – IGLESIAS, 11 OTT – Lavoro nero e caporalato nelle
campagne del Sulcis, sud ovest della Sardegna. Nei guai un
allevatore di Siliqua. Quando i carabinieri dell’Ispettorato del
lavoro di Cagliari sono entrati nella sua azienda agricola hanno
trovato due uomini, un italiano di 52 anni e un giovane africano
del Mali di 28, scoprendo che entrambi erano impiegati in nero.
Ma a colpire i militari sono state soprattutto le condizioni
dell’extracomunitario: senza mezzi di locomozione, non potendo
allontanarsi dall’azienda, era costretto a vivere in una sorta
di cubo di cemento di pochi metri quadrati, senza adeguati
servizi igienici.
Il ragazzo era lì da più di un mese e – secondo i primi
riscontri – aveva ricevuto come retribuzione soltanto poche
centinaia di euro in contanti. Era lo stesso datore di lavoro a
portargli da mangiare quando si recava personalmente in azienda.
Oltre a comminare le sanzioni per il lavoro irregolare (3.600
euro), gli uomini dell’Ispettorato hanno sporto denuncia nei
confronti dell’imprenditore ai sensi del 603 bis del codice
penale, l’articolo che punisce chiunque assume, utilizza o
impiega manodopera sottoponendo i lavoratori a condizioni di
sfruttamento e approfittando del loro stato di bisogno. Il
proprietario dell’azienda rischia ora una pena detentiva da 1 a
6 anni, oltre ad una multa di 1.000 euro. Un reato che prevede
anche l’arresto in flagranza, ma l’imprenditore in questione si
è reso irreperibile al momento dell’arrivo in azienda degli
ispettori in divisa.
Non solo: i carabinieri – coinvolti nell’operazione anche i
militari della compagnia di Iglesias – hanno anche riscontrato
che erano in corso all’interno della azienda attività di
costruzione edile. E pura in questo caso, gli operai trovati
intenti al lavoro (due italiani) erano in nero e alle dirette
dipendenze dell’agricoltore. È stata quindi disposta l’immediata
sospensione dell’attività e comminate sanzioni per ulteriori
5.600 euro. (ANSA).

11 Ottobre 2019 | 16:10


Fonte Originale: http://www.carabinieri.it/cittadino/informazioni/news/2019/10/11/new0-20191011123800-985971